Batman v Superman: Dawn of Justice – Recensione

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A Metropolis il potere di Superman (Henry Cavill), difensore della città, appare sempre più inarrestabile e simile a quello di una divinità, benché egli continui a prodigarsi nella salvaguardia dei cittadini e a scongiurare imminenti catastrofi. Convinto della possibilità che l’uomo d’acciaio possa diventare una minaccia, Bruce Wayne (Ben Affleck) decide di indossare nuovamente i panni di Batman dopo venti anni di silenziosa veglia su Gotham. Lo scontro sarà inevitabile, ma all’orizzonte si profila un nuovo, terribile nemico.

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Dopo aver lasciato campo libero al predominio Marvel e alle sue varie e vaste fasi del proprio universo cinematico, l’altra grande realtà del comics americano torna ad affacciarsi nuovamente sul grande schermo cercando di dare una personale linea di continuità ai propri personaggi. Quale miglior modo per ripartire se non affidarsi al personaggio che ha ridato lustro alla DC Comics grazie a Christian Bale e Christopher Nolan? E quale miglior modo di sfruttarlo se non inserendolo in un nuovo media franchise appositamente progettato sul lungo termine per restituire credibilità ai supereroi DC creando, appunto, un “DC Extended Universe” (ovvero un universo cinematico sulla falsa riga del “Marvel Cinematic Universe”)? Con la regia affidata a Zack Snyder, fautore della rinascita di Superman con Man of Steel nel 2013 dopo le alterne fortune (più sfortune che altro, a dire il vero) di Superman III e IV si cerca infatti di iniziare un nuovo filone narrativo poggiandolo sui due piloni portanti (anche tre, considerando Wonder Woman) che tra il 1938 ed il 1951 hanno fatto la fortuna della DC nella cosiddetta Golden Age della casa fumettistica americana.

Ciò perché Batman v Superman: Dawn of Justice non è semplicisticamente Batman contro Superman, ma è solo l’inizio di un progetto che porterà ad altri due film sulla Justice League, la risposta “made in DC” allo straordinario successo che la Marvel è riuscita a conseguire con gli Avengers, oltre ad un film stand-alone su altri tre supereroi chiave (Aquaman, Flash, Wonder Woman). Inevitabilmente ciò comporta che, a schermo, lo scontro tra l’uomo d’acciaio e l’uomo pipistrello non abbia le proporzioni che sia il titolo sia i presupposti che hanno preceduto l’uscita di questa pellicola ci hanno indotto a pensare. Ci troviamo infatti di fronte ad uno scontro che non può umanamente essere sostenuto e che il film si ritrova, per forza di cose, a liquidare con una situazione “familiare” che molti potrebbero definire patetica. Ciò che porta al collidere tra i due supereroi è infatti ben costruito, con un discreto background storico ed una profonda analisi del malessere sociale che la figura di Superman progressivamente provoca sia nell’opinione pubblica e nelle istituzioni americane, sia la collera-malessere che monta all’interno del personaggio di Batman, a lungo strenuo combattente contro la criminalità di Gotham. Benché infatti sia quasi  sempre ricorrente questo contrasto figurativo tra luce e tenebre, il film è fortemente concentrato più sulla figura di Batman e sul suo insorgente senso civico e sociale tipico di un “uomo” (e non di un “superuomo” come, appunto, Superman) che per anni ha vissuto in prima persona il disagio dei bassifondi, ha subito perdite a causa di essi e a lungo ha lottato per evitare che ciò accadesse ad altri.

Quello dipinto da Snyder grazie alla solida interpretazione di Ben Affleck è infatti un Batman molto più “pesante”, estremamente fisico sullo schermo e dalla presenza scenica decisamente importante. Pur dovendo raccogliere la gravosa eredità di un Batman eccezionale come Christian Bale, Affleck riesce forse a restituirci la vera essenza dell’uomo pipistrello, profondamente umano e fisicamente adatto ad essere forse il più realistico dei Bruce Wayne proposti dal mondo del cinema. Lo stile di combattimento, fortemente incentrato sulle armi convenzionali e su uno sviluppo leggermente minore dei mirabolanti gadget dei tempi passati (malgrado l’armatura simil-Iron Man) donano al personaggio una potente aderenza alla controparte fumettistica, senza però scadere nel caricaturale di West. Superman invece non compie nessuna metamorfosi particolare (essendo regista e interprete gli stessi), ma si riconferma personaggio a fasi alterne, soprattutto caratterizzato per determinate particolarità che certamente lo portano ad un livello di carisma e coinvolgimento incomparabili con Batman, da sempre dispensatore di grande carica emotiva e, appunto, carismatica, sul grande schermo. Ad ovviare alle mancanze del kryptoniano ci pensa un villain ben costruito, convincente e trascinatore come Lex Luthor (Jesse Eisenberg) che porta prima allo scontro e poi contribuisce in modo decisivo all’indirizzamento del film verso la pura componente action del finale.

Cosa manca a Batman v Superman? Sicuramente c’è qualcosa di troppo. I 151 minuti, seppur scanditi dalle eccezionali e onnipresenti musiche di Hans Zimmer e Junkie XL e da effetti visivi straordinari (250 milioni di dollari il conto totale delle spese), si fanno sentire e la sceneggiatura presenta uno sviluppo piuttosto compassato dopo un’ottima prima ora e mezza. Progressivamente il comic-movie decide di mettere veramente troppa carne al fuoco, creando una serie di piani narrativi che ingolfano il film appesantendolo inutilmente. Chi cerca il contrasto, lo scontro e, sostanzialmente, le vere e proprie “botte da orbi” tra i due protagonisti, non li troverà, o almeno non in misura soddisfacente. La pellicola usa lo scontro come un semplice pretesto per un insieme di situazioni che verranno adeguatamente sfruttate in seguito. Batman v Superman dunque  è l’esagerato e, almeno nelle intenzioni, colossale tentativo di dare il via ad un qualcosa di altrettanto grande, con un culmine nell’epilogo che cerca di essere gioia e delizia per il fanservice (inevitabilmente estasiato dalla possibilità di riavere insieme il trio delle meraviglie Batman – Superman – Wonder Woman) e allo stesso tempo aprire le possibilità agli sviluppi di un prodotto accessibile praticamente a tutti. Manca la finezza narrativa di un Nolan (a cui, inevitabilmente, siamo abituati), manca un retroterra interessante (ad eccezione di Batman) e manca un sostanziale coordinamento e una convincente unitarietà delle vicende. Messo alle spalle uno scontro dai risvolti sostanzialmente inutili, resta un discreto intrattenimento, un approccio con un nuovo Batman decisamente meno traumatico delle previsioni e, in parte, tante buone speranze per il futuro.

 

Scheda film

Titolo: Batman v Superman: Dawn of Justice
Regia: Zack Snyder
Sceneggiatura: Chris Terrio, David S. Goyer
Cast : Ben Affleck, Henry Cavill, Amy Adams, Jesse Eisenberg, Diane Lane, Laurence Fishburne, Jeremy Irons, Holly Hunter, Gal Gadol
Genere: Azione, Supereroi, Drammatico
Durata: 151′
Produzione: Atlas Entertainment, Cruel and Unusual Films, RatPac-Dune Entertainment
Distribuzione: Warner Bros.
Nazione: USA
Uscita: 23/3/16

Critico cinematografico, giurista e speaker. Classe '94, nato insieme a Dookie, Forrest Gump, Pulp Fiction e Le Ali della Libertà, ma con il cuore a Juno.

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