Tom Clancy’s The Division – Recensione

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Sbarcato su PS4, Xbox One e PC l’8 Marzo 2016, Tom Clancy’s The Division è un progetto sicuramente molto coraggioso: annunciato per la prima volta durante l’Electronic Entertainment Expo del 2013 con un trailer che mostrava la potenza del motore grafico Snowdrop, The Division è stato accolto dal pubblico con qualche riserva a causa del massiccio downgrade grafico subito nel corso dell’ultimo anno.

Pur con queste critiche sulle spalle, i ragazzi di Massive Entertainment sono riusciti a proporre un titolo estremamente curato, capace di riunire sotto un’unica bandiera generi tanto diversi quanto variegati: Tom Clancy’s The Division è un gioco che miscela perfettamente la componente multigiocatore di un MMO con l’impianto ruolistico di un GDR, condendo il tutto con il gameplay tattico e strutturato tipico degli sparatutto in terza persona.

La New York mostrata nel titolo di Ubisoft è una città alla deriva, spezzata dagli eventi che hanno portato alla diffusione di un virus mortale, capace di distruggere milioni di vite innocenti. Grazie ad un’atmosfera magnetica e un’ ambientazione stupefacente e desolata, The Division sale di diritto sul podio dei vincitori del 2016. Tuttavia, l’ombra della ripetitività e della noia, che tanto ha attanagliato il lavoro di Bungie, Destiny, si fa può oscura che mai, lasciando l’amaro in bocca per una mezza occasione mancata.

Lasciando da parte tutte queste premesse, buttiamoci insieme in questa recensione di Tom Clancy’s The Division.

Titolo: Tom Clancy’s The Division
Sviluppatore: Massive Entertainment
Publisher: Ubisoft
Giocatori: 1-4
Lingua: Italiano
Piattaforme: PS4, Xbox One, PC

Un venerdì nero

Black Friday, New York. In una città in fibrillazione per il giorno che incarna la massima rappresentazione del consumismo nell’era capitalista, qualcosa di orribile sta per accadere: una partita di dollari infettata, con un virus molto simile al vaiolo, viene messa in circolazione  da un gruppo di terroristi durante il quarto venerdì di novembre. In questo venerdì nero, dove lo scambio di banconote è continuo e incontrollato, la pandemia si propaga ad una velocità tale da mettere in ginocchio la Grande Mela. La situazione diventa così ingestibile, e il caos inizia a regnare sulla città: criminali, saccheggiatori e terroristi invadono le strade di New York, scatenando il panico nella popolazione e costringendo il Presidente a proclamare lo stato di catastrofe.
In questo panorama di devastazione e morte, entra in gioco La Divisione, un’organo segreto addetto alla difesa della pace e dotato di potere esecutivo sul campo. Noi faremo parte della seconda linea di difesa della Divisione, e saremo incaricati di rintracciare e sostituire la prima linea oramai scomparsa da qualche giorno.
Non appena atterrati sul suolo di Manhattan, ci renderemo conto della gravità della situazione: la JTF, Join Task Force, sta tenendo in sicurezza tutta l’area di New York, ma i numeri non sono sufficienti per mantenere il precario equilibrio. Quattro gruppi organizzati di malviventi stanno infatti tenendo sotto scacco la città: i Rikers, criminali evasi dal carcere di Riker Island, i Purificatori, ex operatori della nettezza urbana, i Last Man Battalion, ex soldati abbandonati sull’isola e infine i semplici banditi. Da qui in poi, saremo noi a dover riportare la sicurezza in città, in un susseguirsi di sparatorie e scontri tra le strade di New York.

L’incipit narrativo di Tom Clancy’s The Division è uno dei migliori mai visti fino ad ora, tanto da poter dare inizio ad una delle trame videoludiche più belle di sempre. Nonostante questo, mano a mano che si prosegue nell’avventura, ci si rende conto che il climax ascendente tanto atteso crolla sotto i nostri piedi, lasciando da parte i colpi di scena memorabili. Seguendo le missioni principali, ben strutturate e caratterizzate per coinvolgere il giocatore nella serie di trame e sottotrame che si dipanano tra le strade di New York, è impossibile non accorgersi che la componente narrativa va a diluirsi come un solvente nell’acqua, con scontri a fuoco e corse a perdifiato che prendono il sopravvento su una lore tanto curata quanto marginale.the-division-taxi-screenshot_1920.0.0

Ciò che non ti uccide ti fortifica

Se la trama di Tom Clancy’s The Division è un po’ sottotono e priva di mordente, risultando come un’occasione sprecata, non si può dire lo stesso del gameplay. Come abbiamo accennato nell’introduzione, il gameplay di The Division è veramente complesso e articolato in tutte le sue meccaniche: miscelare perfettamente tre generi così diversi tra di loro non è un compito alla portata di tutti, tuttavia, Massive Entertainment è riuscita a creare delle fondamenta tali da sorreggere il peso di un mix letale. Il mondo aperto tipico del genere MMO c’è, con giocatori che vanno e vengono da una lobby all’altra velocemente e senza attese snervanti. New York è una città enorme, completamente esplorabile sin dalle prime battute di gioco, e suddivisa in settori, ognuno con un livello minimo e massimo consigliato per poterlo affrontare. Ovviamente, la presenza di mappe istanziate preclude la possibilità di trovare in giro altri giocatori, se non nella Dark Zone (di cui parleremo più avanti) o nei rifugi. Nei rifugi, o grazie al sistema di matchmaking, sarà possibile interagire con altri giocatori per creare un gruppo di 4 persone e affrontare così tutte le missioni, principali o secondarie, offerte dalla Grande Mela. Sebbene il matchmaking sia sufficientemente rapido, esso non è esente da difetti: quando creiamo un gruppo per affrontare una quest principale, molte volte simile ad un dungeon, ci sarà la possibilità di trovare persone con un range di livello troppo alto o troppo basso rispetto a quello della missione corrente, inoltre, non è detto che troveremo persone interessate alla suddetta, ma potremo ritrovarci in party con giocatori sparsi per la mappa interessati all’esplorazione libera piuttosto che alla buona riuscita della missione.Tutto questo, fortunatamente, non si riflette sul gameplay, il quale sembra non subire troppo lo sbilanciamento tra un giocatore e l’altro: è vero, in The Division le missioni hanno una difficoltà scalare, che aumenta a seconda del numero di giocatori presenti nel party, ma molte volte, avere manforte, soprattutto nelle missioni più ardue, può essere una manna dal cielo.

Il grado di difficoltà delle missioni non permette di affrontarle troppo a viso aperto: affrontabile sia in solo, sia in cooperativa ogni istanza darà del filo da torcere anche ai veterani degli sparatutto in terza persona, grazie ad un’intelligenza artificiale capace di metterci sotto scacco in più di un’occasione. Anche il posizionamento dei nemici influenzerà le sorti delle sparatorie, con gruppi di mob che avanzeranno senza sosta fino ad accerchiarvi completamente nel peggiore dei casi. Ogni nemico, inoltre, è identificato da una barra sulla testa di colore diverso a seconda del grado che ricopre: la barra rossa ci indicherà un nemico standard, quella viola i Veterani e quella gialla i boss Elite/ Named, i più forti e pericoli presenti in gioco.

Proprio grazie a questo elevato grado di difficoltà, entra in gioco la componente TPS del titolo. Nonostante The Division sia un prodotto che si muove parallelamente al mondo degli MMORPG, il gioco di Ubisoft non perde minimamente la sua impronta da Third Person Shooter, grazie anche ad un sistema di coperture molto curato ed efficiente. The Division tuttavia non baserà la vostra percentuale di successo solo sulla vostra performance e sulle vostre capacità di mirare e sparare al momento giusto, uscendo da una copertura o supportando un vostro compagno caduto: The Division è prodotto molto più profondo, caratterizzato da un sistema di equipaggiamento, statistiche e abilità degno dei migliori GDR. Il vostro alter ego sarà influenzato da un numero elevato di statistiche, che vanno dal controllo del rinculo alla probabilità di colpo critico fino alla dispersione dei proiettili, ma solo 3 avranno un peso fondamentale nella costruzione della build finale: la prima è Armi da Fuoco, che potenzia i danni diretti della vostra arma; la seconda è Vigore, che aumenta le vostra vitalità e vi permette di assorbire più colpi nemici, e infine Parti Elettroniche, che determina la potenza e l’efficienza di tutte le abilità.

Per aumentare i valori di queste tre statistiche sarà necessario droppare e recuperare armi, pezzi di armatura e mod sempre più forti: mano a mano che si sale di livello (il livello massimo è il 30) dropperemo dai nostri nemici equipaggiamento di colore diverso in base al grado e alla potenza di quest’ultimo. Bianco, verde, blu, viola e giallo, in ordine crescente, la corsa all’equip sarà necessaria al fine di ottenere i pezzi migliori (quelli gialli di Alta Gamma) che ci permetteranno di affrontare tutti i contenuti end game che il gioco ci offre e ci offrirà nel corso dei prossimi mesi. La fase di leveling, graduale e ben articolata in missioni principali, secondarie ed eventi sparsi per la mappa di gioco nominati Incontri, permette di aumentare di livello abbastanza velocemente, permettendoci di restare al passo tra livello personale e livello di equip.
Oltre a questo, il gioco, seguendo lo stampo tipicamente GDR, vi darà la possibilità di specializzarvi in tre rami di abilità, legati alle tre linee narrative che si snodano nel gioco: Dipartimento di Medicina, Dipartimento di Sicurezza e Dipartimento di Tecnologia. Ogni dipartimento, potenziato con i punti guadagnati grazie al completamento delle quest, ci permetterà di sbloccare una grande varietà di Skill, Vantaggi e Talenti con i quali potremo potenziare il nostro alter ego e costruire la nostra personale build.

Come in ogni RPG che si rispetti, non poteva mancare il Crafting. Il sistema di crafting di The Division vi permette, grazie all’utilizzo di componenti e materiali che potete trovare sparsi in giro per la mappa, di costruire armi, armature e mod di qualsivoglia grado. Ovviamente, per costruire un pezzo di gear sarà necessario droppare o trovare il progetto con il quale potrete vedere i materiali necessari per la costruzione. Una volta scoperto un progetto, potrete riforgiare l’oggetto desiderato quante volte vorrete, al fine di ottenere le statistiche migliori per la vostra build.thedivision

Sangue nero

Sebbene la componente PvE di The Division sia di pregevole fattura, è nella Zona Nera che il gioco mostra i muscoli e garantisce ore e ore di tensione e divertimento. La Dark Zone è un insieme di settori posti al centro dell’isola di Manhattan, recintata da mura alte 10 metri, dove il virus si è diffuso in maniera pesante e massiccia. Qui i nemici sono più forti che mai, e una volta entrati in questo inferno di fuoco e proiettili, ci si renderà conto che scappare non sarà possibile: oltre a nemici di livello 30+ controllati dall’I.A., la Zona Nera è il bacino di sangue e morte dove si incontrano tutti i giocatori che amano il PvP. Ogni agente, potrà decidere se aiutare il prossimo o semplicemente abbatterlo con una raffica di proiettili, rubandogli il drop e lasciandolo a terra senza vita. Ovviamente, il tasso di pericolosità della Zona Nera è ripagato dalla grande quantità di drop rari che si possono ottenere: ogni nemico ucciso, artificiale o reale, ogni cassa aperta, ogni zaino saccheggiato potrà contenere armi, armature e pezzi di equipaggiamento molto rari e potenti.
C’è solo un problema: tutti gli oggetti ottenuti nella Black Zone, prima di essere portati fuori, dovranno essere sottoposti ad un processo di decontaminazione in un punto di estrazione. Non appena giunti sul posto, vi basterà sparare un razzo segnalatore, chiamare un elicottero e iniziare a pregare: i due minuti che vivrete in questo momento saranno i più intensi mai provati fino ad ora in un titolo MMO. Chiamare l’elicottero significherà attirare l’attenzione di tutti i nemici nelle vicinanze, i quali, sia umani sia controllati dal computer, vedranno lampeggiare la zona d’estrazione nella quale vi trovate e potranno correre da voi per cercare di rubarvi da sotto il naso il prezioso loot conquistato con il sudore.

Il consiglio è quello di addentrarsi nella Zona Nera con un gruppo di amici, magari dividendosi il loot, ma con la consapevolezza di avere le spalle coperte nei momenti più critici e pericolosi. In termini di looting, tuttavia,  il gioco offre molta libertà: volendo, potrete anche non andare nella Dark Zone, continuando a farmare equipaggiamento in PvE. Il processo sarà più lento, ma in questo modo eviterete morti brutali e perdite di loot che potrebbero farvi sprecare ore e ore della vostra vita. Agente avvisato…tom-clancys-the-division-preview-screens-05-1280x720

New York, New York

Per quanto riguarda l’aspetto grafico, Tom Clancy’s The Division è un prodotto di gran lunga sopra le aspettative. Sebbene le numerose critiche di questi ultimi mesi sul confermato downgrade grafico, la New York messa in piedi da Massive Entertainment è una delle migliori in assoluto nell’ambiente videoludico. Ogni palazzo, ogni piazza, ogni sotterraneo è realizzato con una precisione certosina, in grado di far impallidire il giocatore tutte le volte che svolta ad un incrocio. Inoltre, la necessità di camminare da un punto all’altro della mappa per raggiungere una zona di interesse, permette di cogliere ancora di più il grande lavoro tecnico realizzato dagli sviluppatori.

La versione PS4 da noi provata si è comportata bene anche dal punto di vista degli FPS, con un frame rate incollato a 30 nella maggior parte delle situazioni. Qualche sporadico calo si è manifestato nei momenti più concitati, dove le esplosioni e le fiamme dei lanciafiamme dei Purificatori mettevano sotto sforzo il motore grafico del gioco.

Tom Clancy’s The Division vi affascinerà grazie alla sua atmosfera magnetica e alle ambientazioni realistiche ed estremamente curate, le quali vengono messe in risalto grazie ad un ottimo ciclo giorno/notte e ad un meteo dinamico pressante e tangibile. Ovviamente tutto questo, legato ad effetti di luce e particellari ottimi, a texture sopra la media in quanto a qualità tecnica e a modelli ben curati, offre una resa visiva senza pari.  L’unico difetto che abbiamo notato e che ci teniamo a sottolineare è l’editor del gioco: il Character Creator è spoglio e non permette una personalizzazione completa e accurata come ci saremmo aspettati. La mancanza di impostazioni avanzate mina la personalizzazione del personaggio, lasciando il nostro alter ego nell’anonimato e sminuendo un aspetto cardine del genere degli MMORPG: l’immedesimazione.

D’altro canto, un’interfaccia pulita e mai troppo invadente, un doppiaggio in italiano  pregiato ma molto spesso privo di carisma e una colonna sonora incalzante e azzeccata in ogni contesto, fanno dimenticare i difetti che accompagnano questo prodotto che ricopre il ruolo di ibrido tra tre generi tanto diversi quanto eccezionali.

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In conclusione

Tom Clancy’s The Division è un progetto estremamente coraggioso: nato con lo scopo di rivoluzionare il genere degli sparatutto in terza persona, introducendo meccaniche MMO e una crescita del personaggio tipica dei giochi di ruolo, il titolo di Ubisoft è stato capace di trasmettere sensazioni positive sin dal primo trailer uscito più di 2 anni fa.
In corso d’opera il  gioco è cambiato molto, sopratutto dal punto di vista grafico, subendo un downgrade massiccio non apprezzato da una larga fetta di utenza. Tutto questo, tuttavia, non ha minato la qualità grafica complessiva, che risulta comunque molto elevata e ben curata in tutti i suoi aspetti.
La New York messa in piedi da Massive Entertainment vi ammalierà e vi colpirà dritti al cuore grazie ad un’atmosfera magnetica e logorante, che vi porterà, grazie ad un incipit narrativo maestoso, ad amare il gioco sin dalle prime battute.
Inoltre, se amate l’adrenalina, non potete non acquistare questo titolo: la Zona Nera sarà un’esperienza elettrizzante e ansiogena, che porterà le vostre membra a tremare nella serrata corsa alla ricerca del loot più pregiato.

Francesco warfra Lorenzoni
Un ragazzo come tanti che vuole trasformare le sue passioni in un lavoro.

4 Commenti

  1. Un’analisi attenta, bravo

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    • grazie 🙂

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  2. Complimenti Francesco, ottima recensione!

    Rispondi
    • Grazie mille ^^ 😀

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