Samurai Warriors 4 Empires – Recensione

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Con Samurai Warriors 4 Empires si ritorna, per l’ennesima volta, nel Giappone feudale con un nuovo capitolo della serie Empires portando le sue classiche meccaniche, in cui non dovremo rivivere singole battaglie sviluppatesi nel corso della storia, ma conquistare l’intera nazione in un determinato periodo storico, dove ogni singolo lato gestionale la fa da padrone.

Sviluppatore: Omega Force
Publisher: Koei
Piattaforme: PSVita, PS3, PS4
Genere: Hack and Slash
Data di uscita: 11 marzo 2016
Localizzazione: Testi ed audio in inglese

Si dia il via alla conquista!

Quando si legge la parola “Empires” nel titolo di un qualsiasi Musou di casa Omega Force si sa già cosa abbiamo di fronte, dato che ormai è una sotto-saga puntuale per ogni capitolo di qualsiasi serie, che sia Samurai Warriors o Dynasty Warriors, con il quale abbiamo sempre avuto a che fare e questo non è sempre un male; questo perché il seguente filone porta sempre dietro con se la modalità “Conquest” (ex Empires), sempre amata dai fan e capace di portare quel minimo d’aria fresca necessaria, anche se non sempre è sufficiente.

Difatti il problema principale è lampante sin da subito ed è il numero delle modalità disponibili, costante di degli ultimi Samurai Warriors, dove il numero di modalità è andato lentamente ad assottigliarsi ed in questo caso arriviamo ai minimi storici, dato che abbiamo a disposizione solamente la Conquest Mode e Creative Mode.

La Conquest Mode è la rappresentazione dell’intero Giappone durante gli anni della guerra tra clan, suddivisa in sei differenti stage ognuno contrassegnato da un avvenimento importante vissuto nei precedenti capitoli, nei quali dovremo scegliere un clan con una propria ambizione da soddisfare, che può variare dallo sgominare un clan rivale all’unificazione di una certa area geografica a loro cara; la qualità di maggior rilievo è la totale gestione del nostro feudo, con l’opportunità di scegliere i nostri collaboratori più stretti ed assegnargli le mansioni fondamentali per il nostro sviluppo, come per esempio la parte economica, militare e relazionale.

Il numero di azioni possibili è strettamente proporzionale alla nostra fama, il suo cambiamento è influenzato dalle interazioni con la popolazione ed alle conquiste, più si attueranno mosse strategiche che vanno a minare la loro salute, come l’incremento delle tasse per riassestare le provvigioni, più la nostra fama diminuirà ottenendo un effetto abbondantemente negativo sul proseguo della modalità.

Un problema che insorge in merito è la grande necessità di provvigioni, ogni battaglia difatti ha come prerequisito una spesa in oro e soprattutto una spesa d’approvvigionamento notevole pari al tempo massimo disponibile, aumentandolo le spese diverranno sempre più ingenti, costringendoci talvolta ad affrontare scontri lampo oppure evitare qualsiasi mossa passando alla data successiva; in questa scelta è anche da considerare la possibilità di venire invasi dai clan avversari, in questo caso non ci saranno spese a nostro carico e le nostre condizioni di vittoria diverranno due: abbattere il comandante oppure resistere fino allo scadere del tempo.

La Creative Mode invece è una modalità libera con le stesse meccaniche della precedente, solo con la piena libertà di personalizzazione per ogni fattore disponibile, come per esempio il posizionamento dei clan e gli eroi a loro disposizione. Fine, non ce sono altre disponibili, senza inserire tra queste un tutto sommato un ottimo editor di creazione personaggio ed aggiungendo inoltre il taglio, parecchio discutibile, di qualsiasi interazione online, la cooperazione in questo capitolo è stata limitata al locale.

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Andiamo sul campo di battaglia

La prova sul campo regala sempre soddisfazioni a chi apprezza da tanti anni questa serie, con un gameplay fluido più che mai e movimenti realistici di tutti i personaggi; si può dire addio in questo caso a tutte quelle animazioni legnose che hanno caratterizzato tantissimi Musou degli ultimi anni ed è una cosa estremamente positiva, in aggiunta anche la presenza di alcune meccaniche di gioco viste in Samurai Warriors 4-II sono state riconfermate con profonda gioia da parte nostra, tra tutte la possibilità dei contrattacchi. Essi sono rappresentati da un pulsante sulla testa dell’ufficiale avversario ed una volta premuto potremo ribadire al suo attacco, sia normale che speciale, annullando la consuetudine che ci vedeva sempre e comunque passivi agli attacchi altrui, questo vale anche la CPU che sarà in grado, solitamente a difficoltà elevata, di ribadire alle nostre azioni, obbligandoci ad atteggiamenti sempre più prudenti.

Altra nota estremamente positiva presente in questo capitolo è la durata delle battaglie, come accennato precedentemente hanno una durata pari alla provvigione che vogliamo investire, ma generalmente possiamo constatare una durata media di 10-15 minuti contro i 40 minuti dei titoli passati, in modo tale da alleviare la ripetitività del sistema di gioco; specialmente per i fan, questi rapidi scontri rappresentano un effetto “uno tira l’altro” incollando allo schermo anche per svariate ore consecutive.

Quando si parla di meccaniche interessanti è impossibile non parlare dell’aspetto strategico presente, rappresentato dalla possibilità di alterare la formazione di battaglia, per ottenere dei bonus per il nostro esercito garantendoci vantaggi considerevoli, al poter scegliere in totale libertà dove posizionare gli ufficiali e guidarli all’interno dello scontro a nostro piacimento; questa aggiunta strategica è molto gradita e ben realizzata, con una IA che segue alla lettera tutte le indicazioni date senza agire di testa propria, anche se su questo argomento vi sono ancora enormi lacune, non essendoci stati passi in avanti rispetto al passato ed è rimasto in assoluto il difetto più grande della saga.

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Nessun cambiamento tecnico

Ora passiamo a discutere del lato tecnico, a dire il vero non ci sono state innovazioni particolari dall’ultimo capitolo; nonostante questo il livello qualitativo rimane più che buono, con un ottima illuminazione e personaggi principali molto curati, ma ovviamente i soliti difetti persistono, come un ambientazione non del tutto convincente e la realizzazione dei nemici generici, ovvero tutti i guerrieri non “ufficiali” creati dal team, risultano dei veri e propri cloni tra di loro, molto approssimativi senza dettagli di rilievo.

Il comparto sonoro alterna, come sempre, brani ispirati ad altri totalmente fuori luogo, inseriti con il solo intento di creare una sorta di effetto “adrenalinico” senza però quasi mai riuscirci, sarebbe stato meglio puntare su brani più melodici, come già presenti in piccola parte, per non rovinare l’atmosfera tutto sommato positiva che il titolo crea.

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In conclusione

Alla fine dei conti ci ritroviamo le stesse meccaniche di gioco, personaggi e qualità tecniche di Samurai Warriors 4-II, titolo uscito soltanto questo settembre in Europa, il che non è propriamente un male, dato che l’ottimizzazione del sistema di gioco è notevole ed ammortizza sensibilmente la sua pesantezza a causa della “leggendaria” ripetitività del titolo, ma quello che ci si aspetta sempre è un passo avanti tra un capitolo e l’altro, in questo caso specifico c’è stato? La risposta è no, ma attenzione, il titolo è ottimo sotto tutti i punti di vista, soprattutto per i fan della serie, nonostante le sue pecche evidenti, le sue implementazioni di cui si è discusso in precedenza lo rendono uno dei migliori rappresentanti del genere Musou usciti negli ultimi anni.

Nato nel lontano 1991 nell'irridente cittadina di Riccione, famosa per il mare e la movida, si differenzia sin da subito dalla massa per il suo essere introverso ed affascinato verso un incredibile mondo: I Videogames. Inizia a giocare con il PC ai vari Prince e Lotus fino ad arrivare alla PlayStation 1, la prima vera console casalinga e da quì la sua passione esplode fino ad arrivare ai giorni d'oggi. Oltre ai videogiochi ama gli anime e manga, la cultura giapponese, i giochi di carte fisici e digitali, il mondo fantasy ed il calcio.

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