Dungeon of the Endless – Recensione

Dopo aver spopolato su molteplici piattaforme, dal PC fino ai cellulari, Dungeon of the Endless sbarca anche su Xbox One. Amplitude Studios ha rilasciato il gioco nel 2014 e adesso anche i possessori della console Microsoft possono affrontare i dunegons procedurali di questo titolo. Purtroppo il porting dei giochi studiati per PC sulle console domestiche non sempre ha ottenuto i risultati sperati, soprattutto per quel che riguarda il sistema di controllo del gioco. Passare da mouse a tastiera a pad non è sempre semplice, ma anche rendere intellegibili le scritte su un TV HD è un impresa che non sempre riesce bene.
Ci saranno riusciti i ragazzi di Amplitude? Scopritelo nella nostra recensione.

Sviluppatore: Amplitude Studios
Publisher: Microsoft
Piattaforme: PCMAC, iPad, Xbox One
Genere: Gioco di Ruolo
Data di uscita: 16 marzo 2016
Localizzazione: Testi a schermo e dialoghi in inglese

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Dungeon of the Endless ci porta su un remoto pianeta sul quale si è fracassata la nostra scialuppa di salvataggio, nella quale troviamo due personaggi, denominati eroi. Lo scopo del gioco è semplice: dobbiamo esplorare una serie di dungeons, popolati da aliene creature desiderose di farci la pelle. Detto così sembra una cosa semplice, o per lo meno un gameplay già visto in migliaia di giochi simili. A complicarci la vita però è il fatto che il gioco è la commistione di più generi, abbiamo il rogue-like, la generazione procedurale dei dungeon, ed elementi di tower defense, il tutto infiocchettato con una bella modalità perma-death che non ci sta mai male. Il gameplay quindi ci obbligherà ad esplorare dei dungeons mai uguali in ogni partita, attraverso i quali dovremo trovare sia le risorse per sopravvivere, combattere contro esseri maledettamente bellicosi e anche prestare attenzione alle ondate di nemici che decideranno di distruggere la nostra unica fonte di energia, un prezioso cristallo. Aprendo le porte di ogni stanza, che in sostanza rappresentano ognuna un turno di gioco, scopriremo nuovi luoghi, nei quali potremo trovare, a parte i suddetti alieni, anche elementi che ci permetteranno di sopravvivere nella nostra avventura.
Ci sono dodici livelli da attraversare in ogni partita, ovviamente con un grado di difficoltà crescente, che metterà a dura prova il nostro acume tattico e l’istinto di sopravvivenza. I nostri due eroi possono muoversi all’interno del dungeon in coppia, oppure possiamo assegnare delle azioni singolarmente, facendo sempre attenzione a non perderli di vista nella mappa, perché ogni distrazione potrebbe causare una prematura dipartita. Le varie stanze possono essere alimentate, così da poterci installare sia strumenti difensivi per bloccare le ondate di nemici, oppure generatori di risorse per permetterci di sopravvivere. Bisogna sempre stare attenti a come si allocano le risorse, visto che non sono infinite, per cui in ogni partita dobbiamo ponderare bene ogni mossa prima di aprire la porta successiva. Se spenderemo troppe risorse per le difese, non le avremo poi a disposizione per investirle in attrezzature che producono cibo o energia.
Il sistema è semplice e ben congegnato, permettendoci subito di capire come il tutto funzioni, ma da qui a raggiungere il fatidico dodicesimo livello, ce ne corre parecchio!
Per portare a termine ogni livello dobbiamo trovare la stanza con l’uscita e trasportarci il nostro prezioso Cristallo. Per fare questo è necessaria la completa sinergia dei nostri due Eroi, poiché uno sarà incaricato di trasportarlo fisicamente e l’altro dovrà difenderlo dagli assalti nemici. Vi possiamo assicurare che ci vorranno più di un paio di partite per poter passare dal primo al secondo livello.
Più si avanza e più si sbloccano nuovi personaggi ed abilità che potremo poi utilizzare in nuove partite. Il sistema di potenziamento dei personaggi è simile a quello degli RPG, ma per poterli far passare di livello dovremo investire un po’ di quelle scarse risorse delle quali di parlavamo sopra.
Ogni Eroe ha delle caratteristiche diverse, quindi trovare la coppia perfetta richiede la pazienza di sperimentare ad ogni partita abbinamenti diversi.

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Proprio come dice il titolo, DotE è virtualmente un gioco infinito, poiché non ci troveremo mai a giocare una partita uguale all’altra e questo è sicuramente un punto a favore per la sua longevità. Considerando poi che ci vorranno parecchie ore di gioco e molte bestemmie per completare almeno una volta tutti i dodici livelli, vi possiamo assicurare che se siete amanti del genere, questo titolo vi terrà appiccicati per molte ore allo schermo.

La grafica è quella tipica dei giochi indie, ovvero riprende lo stile 16-bit, rendendo il gioco gradevole e molto accattivante. Le animazioni, gli sfondi, le illustrazioni sono curate alla perfezione, con elementi di pixelart veramente gradevoli. Si possono sbloccare alcune gallerie di immagini con i bozzetti dei vari personaggi, così come artworks della realizzazione dei dungeons.

DotE offre anche la possibilità di giocare in multiplayer cooperativo online con altri tre amici, con i quali dovremo coordinarci per poter portare a termine i vari livelli. Giocare con dei perfetti sconosciuti può risultare frustrante se non si attiva un canale di comunicazione, in quanto la coordinazione è una cosa fondamentale. Anche se abbiamo nel multiplayer ognuno le nostre risorse, raggiungere gli obiettivi della missione richiede comunque una completa sinergia.

Ed eccoci al giudizio sul porting. Purtroppo il problema delle scritte un po’ troppo piccole rimane, quindi bisogna aguzzare la vista per poter leggere i vari menù, soprattutto per quel che riguarda le varie risorse che abbiamo a disposizione e come utilizzarle. I controlli invece sono stati implementati benissimo e con il pad si possono gestire i vari comandi senza grossi problemi. Certo è che bisogna prenderci un po’ la mano, ma sono tutti abbastanza intuitivi, anche se non c’è la possibilità di rimapparli sul pad.

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In Conclusione

Dungeon of the Endless è un ottimo mix di generi, dedicato a tutti gli appassionati di giochi che non si accontentano solo di sparare a destra e a manca come se non ci fosse un domani. La realizzazione tecnica è di alto livello, nonostante sia un gioco creato grazie ad una campagna di crowfunding. Il suo gameplay lo fa elevare sopra le produzioni simili, portando sulla Xbox un titolo sicuramente valido e ben strutturato. I problemi maggiori sono quelli che purtroppo affliggono i porting da PC a console, ovvero le scritte troppo piccole che ci costringono ad aguzzare la vista.
In definitiva un “must-have” per gli amanti di esplorazione che non disdegnano la modalità rougue-like.

 


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