Con Wondershot saremo catapultati senza troppi preamboli all’interno di un’arena di combattimento fantasy dalla quale sarà solo la nostra abilità a farci uscire vivi. Si tratta di un gioco basato fondamentalmente sul local multiplayer, ma con l’aggiunta di alcune caratteristiche che ampliano un po’ l’offerta in termini di gameplay.

Come ben sapete i giochi di combattimento nelle arene, che siano di ambientazione spaziale come “In Space we Brawl” o di ambientazione surreale come “Paperbound”, hanno la caratteristica di essere fruibili solo in compagnia di almeno uno, ma meglio tre, compagni di gioco. Di solito è prevista anche la possibilità di sfidare avversari gestiti dal sistema, ma non è la stessa cosa.

Wondershot ci propone oltre alla modalità multiplayer locale, che ci ricorda moltissimo lo stile di Bomberman, anche altre due tipologie di gioco alternative.

Sviluppatore: Leikir Studio
Publisher: Leikir Studio
Genere: Azione e avventura, Famiglia
Giocatori: 1-4
Piattaforme: PC/MAC, PS4, Xbox One
Localizzazione: Completamente in Inglese

Solo shot first?

Abbiamo a disposizione 45 sfide da affrontare in modalità solitaria, ognuna delle quali ci permetterà di confrontarci all’interno delle arene per ottenere il massimo punteggio di stelle possibili. Il livello di sfida in questo caso è abbastanza elevato, poiché per conquistare le tre agognate stellette dovremo faticare molto. Gli obiettivi per ottenere un perfect score sono solitamente quello di distruggere tutti i bersagli in un determinato tempo e senza mancare un colpo. Avanzando nei livelli vi accorgerete ben presto che non è una cosa così semplice.
L’altra modalità invece è basata sulla cooperazione. “Endless” vi farà combattere assieme ai vostri amici, sempre in locale, contro ondate infinite di avversari. Le mappe cambiano dinamicamente e ad ogni ondata dovremo affrontare nemici sempre più aggressivi e vari.
Fin qui Wondershot, a parte le due modalità in più rispetto alla modalità “brawl” in locale, sembra discostarsi ben poco dagli altri titoli del suo genere, quindi cos’è che lo rende interessante?
Sicuramente il sistema di combattimento. Mentre in altri titoli potevamo buttare tutto in caciara, gettandoci spavaldamente nella mischia, sparando a più non posso, in Wondershot bisogna usare la tattica, perché abbiamo a disposizione un solo colpo alla volta.

image-2

One shot, one kill, one death

In pratica il sistema si basa sul fatto che se il colpo non va a segno, saremo costretti a recuperarlo o a ricaricare l’arma per poterla usare nuovamente.
Abbiamo a disposizione quattro armi diverse, ognuna con le sue peculiari caratteristiche.
La più potente è il martello, che permette anche di attraversare gli ostacoli presenti nelle arene, ma che ha un tempo di ricarica lento. C’è poi il classico arco che scaglia frecce veloci, ma che richiede una mira accurata per non mancare il bersaglio. Il boomerang, come per sua natura, torna indietro dopo essere stato lanciato, permettendoci così di colpire anche nemici riparati dietro a delle protezioni. L’ultima arma è una letale strombola che spara proiettili in grado di rimbalzare tre volte sulle pareti per creare scompiglio negli avversari.
Non avere armi che sparano di continuo ci obbliga a calibrare bene ogni assalto, per non rischiare di rimanere in balia degli attacchi nemici.

L’elemento più penalizzante che abbiamo trovato in Wondeshot è il sistema di controllo della mira.
Con lo stick di sinistra del pad guideremo, sia il nostro personaggio all’interno dell’arena, che prendere la mira con l’arma. Sinceramente avremmo preferito un controllo “twin-stick” perché così siamo costretti sempre a porre molta attenzione ai nostri movimenti. Con il grilletto si sinistra si può bloccare la mira e continuare a muoverci, ma nelle fasi più concitate dell’azione si rischia di perdere spesso la coordinazione e ritrovarci velocemente fuori dalla partita.
La grafica è pulita e gradevole, con uno stile fumettoso e ben disegnato. Ci sono un sacco di scenette umoristiche ben rappresentate e un sacco di animazioni per i quattro personaggi che possiamo selezionare come nostri alter-ego digitali.
Le arene sono varie e ben progettate, con portali, ostacoli mobili, ripari da sfruttare. Purtroppo non sono molte, quindi tendono ad essere ripetitive durante lunghe sessioni di gioco.
I francesi di Lekir Studio hanno sviluppato Wondershot non implementando il comparto online. Non possiamo certo criticare negativamente questa scelta perché sicuramente il divertimento di avere altri tre amici nella stanza con i quali confrontarsi è un elemento positivo, però la mancanza dell’online terrà alla larga molti possibili acquirenti, anche se sono presenti modalità da giocare in singolo.

image-3

Commento finale

Wondershot è un gioco con alcuni difetti, ma in definitiva è un buon “battle arena”, costruito con cura e amore. La presenza di una serie di sfide da giocare in singolo, la varietà delle arene e soprattutto il sistema di ricarica delle armi lo rendono un gioco molto interessante, ma dedicato solo a chi ha amici “reali” con i quali condividere il proprio divano e i propri controller.

 

Digital dreamer, videogames addicted, wannabe Jedi. An old player that is still capable of wonder.

Lascia una Risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi HTML tag e attributi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*

Password Persa

Sign Up

WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com