L’Angolo delle Nuvole – Bodies

Comics & Manga

Quattro investigatori in epoche diverse indagano su un omicidio misterioso dopo il ritrovamento di un cadavere mutilato. Nel 1890 l’ispettore Hillinghead fra vicoli bui e depravazione, reprimendo a stento la propria omosessualità, prova a fare chiarezza sull’Ordine di Mitra; l’ispettore Whiteman (1940) invece deve fare i conti con un cadavere imprevisto dopo aver ucciso senza pietà un ragazzo. 2014, il caso del cadavere mutilato viene affidato all’ispettrice Hasan, musulmana, di origine pachistana, fieramente inglese, ma guardata con sospetto dalla comunità. Nel 2050 l’ispettrice Maplewood prova a ricostruire la sua realtà dopo che l’Impulso ha cancellato le menti degli uomini.

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Finalmente torna sugli scaffali delle fumetterie la controversa opera di Si Spencer, Bodies, edita dalla Vertigo, l’etichetta adulta della DC Comics. Non è un’opera rivolta a coloro che si aspettano un eroe mascherato pronto a salvare il mondo; Si Spencer sfrutta l’idea brillante del ritrovamento di un cadavere mutilato e la conseguente indagine in epoche differenti con protagonisti quattro investigatori, per ragionare e riflettere sull’Inghilterra di oggi, sulla convivenza non semplice fra culture differenti, sull’inaudito bisogno (obbligo) imposto, di celare le proprie tendenze sessuali, sul rischio sempre vivo di una implosione, su potere e corruzione. Ovviamente le quattro storie non riescono a mantenere con costanza questa coerenza narrativa, però spiccano il racconto del 1890 profondamente imbevuta della Londra Vittoriana, con la commistione meglio riuscita fra reale e metafisico e gli eventi del 2014 per l’attualità del soggetto, per la “paura” del musulmano, per l’arcigna diffidenza all’integrazione. Di contro, le vicende del 1940 appaiono meccanicamente costruite per provocare, mentre per quelle del 2050 è necessario abbandonare ogni logica e lasciarsi trascinare dal flusso di fantasia fuori controllo. E’ comunque nel disegno che Bodies trova la sua forza, nella dinamicità del 2014 o nell’oscura stilizzazione del 1890 e ammirevole è l’opera del colorista Lee Loughridge, in grado di caratterizzare indelebilmente tutte le epoche, compiendo un miracolo con i colori caldi e psichedelici del 2050.

Nel finale Bodies si perde un po’, rallenta, le storie si sfilacciano alla ricerca di “un’ impossibile conclusione plausibile”, caricate dalla retorica di Si Spencer, con un canto d’amore per l’Inghilterra che spegne l’emozione nel trepidare patriottico. Non un capolavoro, un’opera non disprezzabile.

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