Thomas Egan (Ethan Hawke) è un ex pilota dell’aviazione militare ora impiegato nell’esercito americano per sfruttare le sue abilità per il controllo di droni d’assalto, capaci di colpire obiettivi sensibili pur venendo utilizzati e pilotati dall’altra parte del pianeta rispetto al luogo in cui sono impiegati. Dotato di incredibile freddezza ed eccezionale costanza, Thomas diventa ben presto un vero e proprio dispensatore di morte attraverso i droni che comanda. Ma ad ogni bombardamento, un terribile senso di colpa comincia a fermentare.

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La guerra non cambia mai, ma si evolve, si trasforma, muta, nei suoi mezzi e nei suoi modi di offendere, di colpire, di uccidere. I droni sono forse l’ultima novità bellica nel campo dell’”aviazione”, riconosciuti i campo internazionale come UAV, sigla che nella terminologia militare sta per unmanned aerial device e con quell’unmanned evidenzia più che chiaramente l’assenza del man, dell’uomo che, fino a qualche decennio fa, era un tutt’uno con il velivolo che pilotava. I droni, arma silenziosa, senza rischi, subdola, sono il futuro della guerra. Veloci e molto spesso invisibili ai radar nemici, colpiscono obiettivi prestabiliti in modo preciso e sono in grado di portare a termine missioni specifiche e delicate senza necessitare il vero e proprio impiego dell’uomo sul campo, azzerando praticamente la possibilità di vere e proprie perdite umane.

Il mondo dei droni è dunque particolare, contenente al suo interno uno spunto di riflessione etico-morale molto profondo. E’ davvero corretto, bellicamente parlando, uccidere in modo così poco convenzionale, sfruttando un mezzo sfuggente, difficilmente contrastabile dal nemico? Ma soprattutto, cosa prova chi, dall’altra parte dei comandi del drone, uccide i bersagli attraverso un display, come in un moderno videogioco di guerra (come potrebbe essere un Call of Duty od un Battlefield), con la sottile differenza di mettere realmente fine ad un considerevole numero di vite umane? Good Kill si basa proprio su questi profili, affrontati dalla turbata mente di Ethan Hawke che, 19 anni dopo il fantascientifico Gattaca – La porta dell’universo e a 11 dall’altrettanto “bellico” Lord of War con Nicholas Cage, ritrova il regista Andrew Niccol, autore, tra l’altro, di una sceneggiatura importante come quella del celeberrimo The Truman Show. Anche qui il regista neozelandese si carica regia, soggetto e sceneggiatura incentrando praticamente tutta la sua produzione sul suo attore di riferimento, attorno al quale ruotano alternativamente una serie di figure di dubbio rilievo ai fini della storia.

Appunto perché il fulcro della storia e dell’intreccio stesso non è tanto sul campo di battaglia che Thomas vede attraverso i comandi del suo drone, ma nella sua testa, nei dubbi che lo attanagliano dopo ogni good kill, il “bel colpo andato a segno”. Siamo di fronte a 104 minuti di dramma psicologico che, ben presto, cominciano a non avere un grande senso per lo spettatore perché non portano da nessuna parte. Sia a livello di trama che psicologico infatti non vi è evoluzione della vicenda, che continua ad essere un continuo “strazio mentale” del protagonista, incapace di cercare soluzioni ai propri problemi ma anzi capace di trovarne altri nel proprio nucleo familiare. Al protagonista (e ai suoi crucci) né la regia, né Hawke stesso riescono a dare un velo di credibilità, di spessore. Quest’ultimo si adagia su un’amorfa interpretazione incapace di trasmettere qualcosa di vero e di toccante (quantomeno a livello di empatia) allo spettatore. Il dramma rimane confinato, senza effettivi sbocchi.

Il film e Niccol stesso non cercano di approfondire in modo serio e ragionato nessuno degli argomenti, introducendo qualche tematica ed affrontandola all’acqua di rose con qualche mal piazzata punta di moralismo e qualche maldestro tentativo di riflessione. Per il resto Good Kill è un film noioso, poco accattivante e avvincente, capace di qualche sporadica emozione nelle pochissime scene di guerra e di un’assurda lentezza e incapacità narrativa nelle fasi meno concitate. Siamo di fronte ad un tentativo di fare della facile retorica e della psicologia spicciola senza la benché minima profondità necessaria. Oltre ad informare, neanche troppo bene, c’è poco altro. Poteva essere un “bel colpo”, ma ha mancato il bersaglio. E non di poco.

 

Scheda film

Titolo: Good Kill
Regia: Andrew Niccol
Sceneggiatura: Andrew Niccol
Cast : Ethan Hawke, January Jones, Zoe Kravitz, Jake Abel, Bruce Greenwood, Dylan Kenin
Genere: Azione, Supereroi, Fantascienza
Durata: 104′
Produzione: Voltage Pictures, Dune Films, Sobini Films
Distribuzione: Barter Entertainment
Nazione: USA
Uscita: 25/2/16

Critico cinematografico, giurista e speaker. Classe '94, nato insieme a Dookie, Forrest Gump, Pulp Fiction e Le Ali della Libertà, ma con il cuore a Juno.

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