Blood Alloy Reborn – Recensione

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Come un fulmine a ciel sereno, Suppressive Fire Games pubblica su Steam un arena shooter 2D dal gusto fresco e molto divertente, nome in codice Blood Alloy Reborn. Il team di sviluppo, dopo aver tentato nel lontano 2013 una campagna di crowdfounding su Kickstarter (naufragata tragicamente), ci ha riprovato e stavolta il loro Bloody Allow approderà prossimamente su Xbox One, PS4, Wii U e PC. Ammantandosi di tutta la gloria della pixel-art e del talento di alcuni ex membri di Harmonix, questo è sicuramente un titolo sorprendente che varrà la pena provare. Come anticipato prima, il lancio di questo piccolo indie, fissato per il 2 Marzo su PC, è passato un pò in sordina e, chiedendo magari a qualche vostro amico più informato, probabilmente nemmeno lui saprà darvi una panoramica sul titolo targato Suppressive Five Games. Non fategliene una colpa, al giorno d’oggi è veramente difficile rimanere costantemente aggiornati su tutto ciò che la piattaforma digitale di Valve offre.

Per fortuna ci siamo noi che, con grande gioia e gaudio, vi presentiamo qualità e difetti di un gioco che, se gliene darete la possibilità, potrà davvero divertirvi e darvi grandi soddisfazioni.

Titolo: Blood Alloy Reborn
Sviluppatore: Suppressive Fire Games
Publisher: Steam
Genere: Shooter 2D
Giocatori: 1
Piattaforme: PlayStation 4, Xbox One, PC, Mac, Linux, Wii U
Localizzazione: Sottotitoli in Inglese

Un metroidvania spietato e frenetico

Fin dalla semplicità con cui i menu di gioco sono stati pensati, Bloody Alloy Reborn si mette subito in mostra come un arena shooter 2D – che ricorda molto i metroidvania degli ultimi anni – pronto a farvi divertire, dinamico e nevrotico come solo un nervo scoperto saprebbe fare.

La meccanica alla base è molto semplice: ci sono 3 arene – sbloccabili man a mano che si accumulano punti e si sale di livello – che si riempiranno di nemici sempre più numerosi e coriacei che, una volta eliminati tramite gli attacchi melee o dalla distanza, andranno ad aumentare il moltiplicatore dei vostri punti. Per rendere il gameplay più profondo, più articolate saranno le vostre combo e la varietà con cui farete fuori gli ostacoli, migliore sarà il punteggio assegnatovi una volta incorsi nel game over. Come tutti gli endless game, la vitalità della soldatessa che impersoniamo è limitata e si esaurisce con disarmante facilità e la nostra unica soluzione per ripristinarla è quella di liberare dei soldati umani che – in maniera del tutto randomica – faranno la loro comparsa tra una strage di robot e l’altra.

L’asticella della difficoltà è tarata verso l’alto perciò è bene che vi prepariate mentalmente ad ottenere nelle prime ore di gioco risultati mediocri, ma una volta interiorizzati il Combat System i risultati non tarderanno ad arrivare. Alla stregua di quanto visto in un comunissimo Rogue Like, l’anima di Bloody Alloy Reborn risiede proprio nella ridondanza con cui vi spinge a ripetere più e più volte la stessa arena per migliorare il punteggio, salire di livello e conseguentemente ottenere le ricompense migliori. Queste ultime portano in dote 3 nuove armi e armature più resistenti e 6 abilità extra che approfondiscono un gameplay che sarebbe stato altrimenti troppo spoglio. Ad assottigliare l’offerta ludica ci pensa però anche un senso di progressione quasi nullo che potrebbe sfociare nella frustrazione: spesso infatti si ha la sensazione di ripetere all’infinito la stessa arena senza “guadagnare nulla in cambio”, o quantomeno una gratificazione che non sia strettamente legata al numerino in alto a destra.

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Ogni pixel al posto giusto

Blood Alloy Reborn è un titolo che non vuole settare un nuovo standard, quanto piuttosto regalare al giocatore casual (e non) momenti di pura goduria audiovisiva. Eh si, poichè per quanto ormai Unity abbiamo imparato ad apprezzarlo per la sua versatilità nel 3D, anche nelle due dimensioni riesce a dare gratificazioni all’occhio ed il team di sviluppo ha saputo sfruttare perfettamente le caratteristiche di un engine che sta lentamente facendo storia. La pixel-art di cui questo titolo si riveste non è delle più complicate mai viste fin’ora, ma riesce a lasciare un ricordo positivo e soprattutto abbonda per quel che riguarda gli effetti particellari.

Durante i nostri massacri indiscriminati infatti il numero di esplosioni e detriti che verranno renderizzati a schermo sarà ottimo. Quello che però riesce a stamparsi indelebilmente nella testa di noi giocatori è la colonna sonora elettro-synth dalle fortissime tinte anni ’80 che martella nelle tempie e galvanizza a livelli inverosimili. Non di rado ci è capitato infatti di farci una partita solo per riascoltare quei brani e venir catapultati direttamente in una disco con i bassi che pompano nelle vene.

Nonostante il volume della produzione di Suppressive Fire Games non sia pari a un AAA a cui siamo abituati, forse era lecito aspettarsi qualcosina in più per quel che concerne le arene di gioco che, seppur ben caratterizzate e visivamente piacevoli, rimangono in numero troppo esiguo.

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Commento Finale

Nonostante una campagna di crowdfounding non andata a buon fine, c’è chi ha creduto nell’idea alla base di Blood Alloy Reborn e così dopo 3 anni di sofferta attesa è giunta l’ora per i possessori di Wii U, Xbox One, PS4 e PC di metterci sopra le mani. Rientrando nella categoria dei metroidvania, Blood Alloy cerca di discostarsi il più possibile dagli stilemi classici del genere e avvicinarsi di contro a quello che potremmo definire un’arena shooter bidimensionale.

Il gameplay, fresco e dinamico, si sposa bene con il substrato da Rogue-like e questo vi spingerà a giocare e rigiocare per un monte di ore potenzialmente infinito. Tuttavia ciò si scontra violentemente con i chiari limiti contenutistici inseriti dal Suppressive Fire Games, tra cui annoveriamo una varietà delle arene e degli upgrade della protagonista davvero irrisoria. Se solo si fosse fatto di più in questi termini, non avremmo faticato ad assegnare almeno mezzo voto in più andando così a rendere giustizia al comparto tecnico che ha dalla sua una buona pixel-art e una colonna sonora francamente stellare.

Sperando in una policy di supporto post lancio (di cui però ancora non si ancora sa nulla), Blood Alloy Reborn in definitva è un gioco divertente, semplice nelle meccaniche ma impegnativo nel gameplay. Insomma un buon cocktail, miscelato e non agitato, ma leggermente troppo amaro.

David Il Matto Fiorin
Videogiocatore incallito, afflitto da una rara fissazione per la tecnologia e la musica. Il dottore gli ha prescritto una dose costante e massiccia di musica ogni giorno accompagnata da tutto ciò che è Geek e/o Nerd. Programmatore e sviluppatore di videogiochi ed applicazioni nella vita

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