The Town Of Light – Recensione

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E’ arrivato il momento di tirare le somme per il titolo tutto Italiano, The Town Of Light che è riuscito davvero ad impressionare ed esaltare la critica, un lavoro davvero ben fatto che riesce ad intrattenere e immergere in un’avventura piena di psicosi e paura facendoci davvero sentire come se davvero fossimo li in quel manicomio.

Purtroppo non mancano i lati negativi che ci hanno fatto storcere il naso nonostante il titolo ci sia piaciuto davvero molto.
C’è davvero poco da dire che non sia già stato annunciato nella nostra anteprima di qualche giorno fa, il titolo è rimasto quasi del tutto invariato a parte qualche piccolo colpo di scena.

Sviluppatore: LKA
Publisher: Steam
Genere: Adventue
Giocatori: 1
Piattaforme: PC/MAC, Xbox One
Localizzazione: Completamente in italiano

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Ogni volta che abbiamo varcato i corridoi del maniero di Volterra, la sensazione è stata sempre la stessa: ansia, paranoia, paura e confusione. Tutte sensazioni che ci sono state tirate fuori in un contesto privo di ogni significato, la paura che ci ha rapito e che ci ha mostrato il volto di chi in quei tempi ha realmente vissuto esperienze del genere.
Reneè è una ragazza che si ritrova a combattere i demoni del suo passato, ripercorrendo i suoi passi tra vuoti di memoria e ricordi che sarebbe meglio dimenticare in un luogo che le ha tolto tutto rimpiazzando la sua adolescenza con terribili incubi.
Passo dopo passo ricostruiremo la sua storia e la aiuteremo -raramente- a prendere delle decisioni che ci daranno modo di addentrarci in varie maniere nella storia di Reneè ma finendo comunque nello stesso modo ma così facendo, saremmo in grado di apprendere altri agghiaccianti particolari.
Una storia davvero stupenda, ma che non lascia spazio al gameplay, dobbiamo semplicemente spostarci dal punto A al punto B, con un’esplorazione davvero scarsa.

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Non da meno sono le atmosfere ricreate nel gioco, ogni singolo angolo del manicomio e stato riprodotto nei minimi dettagli grazie a ricerche e sopralluoghi che hanno permesso di ricreare tutto nei minimi dettagli per poi arricchirle con ombre e luci che rendono il tutto ancora più coinvolgente per lo scopo del gioco.
Le luci e le ombre danzano per portare il clima perfetto per far si che tutta la malinconia e la frustrazione di Reneè ci accompagni per tutta la durata dell’esperienza, nonostante le migliorie delle texture e del comparto luce, nulla è stato aggiunto rispetto alla beta che abbiamo provato, e questo ci dispiace e non poco.
E per ultimo, ma non meno importante, spendiamo due parole sulle musiche e gli effetti sonori che hanno davvero avuto un grande impatto su tutta la trama del gioco.
Dalle urla strazianti dei pazienti e canti di bambini allo sfarfallio di confusione, dal suono cupo e lugubre della pazzia alle candide note di una giornata di sole, tutto sembra studiato a tavolino per enfatizzare al meglio ogni singolo capitolo di The Town Of Light.
Una colonna sonora che si mescola tra luce e vero e proprio terrore, capace di accompagnarci afferrandoci per mano o spingerci nel peggiore dei modi tra la disperazione che aleggia ancora in quel luogo.

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In conclusione

Il progetto dei LKA*it è stato interessante e ambizioso, ha saputo osare e raccontare qualcosa di davvero coinvolgente e stupendo, che tocca davvero nel profondo.
Forse un po’ troppo corto e senza nessun tipo di gampeplay, infatti il gioco dura circa 3 ore, durante le quali non ci verrà chiesto di far altro se non guardare ciò che accade, dall’inizio alla fine.
Questa cosa ci ha lasciato davvero spiazzati e tristi facendoci urlare “E quindi?!Ne voglio ancora!” ,  nonostante non sapevamo cosa aspettarci e senza sapere di che tipo di gioco si sarebbe trattato, alla fine  tutte le risposte sono giunte, si tratta di un’avventura grafica (seppur molto corta) di grande impatto.
Se in parte il lavoro del team Toscano ha lasciato dell’amaro su questa esperienza, buona parte dell’avventura ci ha coinvolti con una storia triste e malinconica, tra paura e follia, impresa non da poco di questi tempi, privi di giochi che di storia non hanno molto.
Sono riusciti a trasferire la realtà di quello che succede in un vero manicomio in un videogioco, raccontandolo con gli occhi di chi -forse- ci è stato davvero.

Appassionato di videogiochi e musica sin dalla tenera età di 8 anni, da sempre fan sfegatato della scienza e della conoscenza. Suonare e videogiocare sono più che passioni, sono modi per entrare in una realtà astratta che sa dare più emozioni della realtà. La storia di un videogioco o suonare uno strumento (batteria e chitarra) mi rendono estremamente felice ed appagato. Non vedo i videogiochi come semplici passatempo, ma come vere forme d'arte che sanno incantare e raccontare storie che toccano il profondo di noi stessi, che ci insegnano, ci spaventano e ci fanno piangere. Videogiochi e musica, sono il mio mondo.

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