Un emozione profonda chiamata Life is Strange

Videogiochi

Life is Strange è sicuramente un titolo che ha suscitato un grande interesse, specialmente dopo il rilascio della versione retail, che ha incentivato più persone all’acquisto di questa particolare esperienza. La produzione dei DONTNOD è particolare, probabilmente perché riesce ad abbattere quei muri invisibili che certe volte si pongono gli sviluppatori, proponendo argomentazioni che non molti riescono a trattare per il timore di essere penalmente giudicati.

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La storia in sé è molto semplice, tratta di una studentessa chiamata Maxine Caulfield che frequenta una scuola di fotografia, nella quale si imbatterà in uno spiacevole evento che rivoluzionerà completamente la sua vita, portandola a rincongiungersi con una vecchia amica, Chloe Price. Fin da subito, ci accorgiamo come gli sviluppatori vogliano trasmetterci tutte le sensazioni possibili che la protagonista prova, mettendoci in uno status emotivo molto alterato, e così – forzandoci – a comprendere e soprattutto vivere pienamente quello che sta accadendo all’interno del gioco e in quella determinata fase o situazione nella quale ci stiamo imbattendo.

Molte volte ci capiterà di dover affrontare una scelta cruciale, ed è proprio in quel momento che il dubbio e il timore sopraggiungono, ogni scelta porterà a delle conseguenze, ma non nell’immediato, dato che più delle volte ci viene specificato che le nostre scelte si ripercuoteranno nel futuro, mettendoci così ancor più in difficoltà, e portare indietro il tempo con i poteri di Maxine risulterà quasi inutile. A questo punto, il dubbio viene spontaneo, chiedendosi se una determinata scelta avrebbe evitato uno spiacevole evento oppure lo avrebbe aggravato, mettendo il giocatore nuovamente in difficoltà, e facendo carico dell’apparente esperienza passata stando attenti alle scelte che gli si pareranno davanti, e accettando ciò che queste hanno causato.

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Su Life is Strange, vi è un aspetto da molti non colto, o meglio non “provato”, ovvero, il più delle volte ci verrà concesso di sederci e riflettere su ciò che accaduto, e poter così ascoltare i pensieri di Maxine, che per certi versi rispecchiano il più delle volte quelli di noi giocatori su quello che è appena capitato. L’innegabile miscuglio di emozioni che offre il titolo si ripresenta con la componente audio, curata da diverse tracce che suscitano le nostre emozioni più profonde, anche quelle represse e magari messe in sordina da chissà quanto tempo.

Un altro aspetto di Life is Strange che va lodato, è sicuramente il fatto che il giocatore ha piena libertà, rendendo quest’ultimo non solo partecipe completamente – come già detto in precedenza -, ma dando carico di una responsabilità immensa sulle sorti dei nostri compagni di viaggio. Seppure quel che è stato detto ricordi molto l’esperienza dei titoli di Quantic Dream o dei Telltales Games, ci tengo a precisare che l’esperienza che offrono i DONTNOD è totalmente differente, proponendo colpi di scena continui, che metteranno sempre il giocatore con le spalle al muro, costringendolo a continuare ininterrottamente verso la fine dell’episodio che si sta giocando.

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Il gioco va a scoprire delle tematiche delicate e difficili, trattandole in maniera molto diretta, come per esempio il bullismo, presente fin dal primo episodio, mettendoci nelle condizioni di voler lottare quest’ultimo abuso e non sopperire alle minacce dei bulli di turno, andando controcorrente e cercando di denunciare questi avvenimenti da soli o pubblicamente ricorrendo alle dovute precauzioni. Oltre alle tematiche difficili, Life is Strange e il suo flusso del tempo, ci faranno riflettere se ciò che stiamo facendo è moralmente giusto o meno, manipolando il tempo, infatti, potremo alterare a piacimento una risposta negativa, seppure sappiamo che quest’ultima azione sia una cosa orribile. Ciò che mutiamo si ripercuoterà nel futuro e passato, proponendo proprio ciò che è stato detto nella Teoria del Caos e sull’effetto farfalla, mutando così non solo una realtà, ma più realtà, gravando ancor più sulla mente del giocatore e sulle scelte che bisognerà affrontare nel corso dei cinque episodi, pensando a ciò che potrebbe succedere con tutti questi mutamenti e le conseguenti generazioni di realtà multiple, distaccando così il nostro asse X dalla linea temporale principale, portandolo così in un asse Y, che seppur molto simile al nostro primo asse, risulterà mutato all’interno.

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lifeisIl nostro caro Life is Strange è uno di quei giochi che va assolutamente giocato in piena tranquillità, come se fosse un bel libro dove i protagonisti siamo proprio noi, e dove le pagine che verranno scritte sono generate in base alle nostre azioni, portandoci così verso un finale che è stato plasmato dalle scelte sia incisive che meno prese durante il nostro viaggio, o meglio, durante la scrittura del nostro libro di viaggio. Magari è vero, non sempre ciò che abbiamo fatto sarà di nostro gradimento, ma sarà comunque una conseguenza di ciò che abbiamo deciso, costringendoci a interiorizzare ciò che abbiamo ottenuto, riflettendo su quest’ultimo e cercando di fare meglio durante il nostro soggiorno ad Arcadia Bay. Dal mio canto, posso dire che, l’esperienza avuta con Life is Strange mi ha fatto riflettere molto su diverse cose, di cui già ero a conoscenza o meno – o che non mi interessavano molto -, offrendomi un emozione unica che si ripercuote tutt’ora al sol pensiero di ciò che ho passato con Life is Strange. L’unica cosa che posso fare è consigliare di ritagliarsi uno po’ di tempo da dedicare interamente a questa produzione unica.

Federico Molino nasce nel 1996 a Catania, dove iniziò la sua carriera videoludica con la sua prima console, ovvero, il NES. In seguito con l'avvento di PlayStation passò a quella, continuando a crescere con le console del colosso giapponese. Una delle sue tanti passioni è leggere sia romanzi fantasy che manga, ma anche vedere Anime o Film d'animazione strettamente giapponese.

4 Commenti

  1. Capolavoro la cui emozione è ben tangibile dal modo in cui è stata scritta la recensione.
    Ottimo anche il riferimento al bullismo, che molte recensioni hanno messo in secondo piano rispetto ai poteri e alle visioni.
    Sono contento che ti sia piaciuto!

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    • Sono felice che ti sia piaciuto questo approfondimento!

      Effettivamente ho parlato del bullismo, ma potevo parlare anche di altri argomenti molto delicati che affronta il gioco, visto che è un continuo susseguirsi di tematiche di questo tipo. 😛

      Comunque ti ringrazio nuovamente!

      Rispondi
  2. Un titolo sicuramente molto interessante che fortunatamente da qualche tempo ho in collezione, spero di poterlo spolpare appena possibile

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  3. Capolavoro assoluto di gioco, un’esperienza unica che lascia il segno. Uno dei pochi giochi ad avermi commosso… Quando ripenso a quella colonna sonora e a certi momenti del gioco mi sale una nostalgia pazzesca ^^

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