Pixel Piracy – Recensione

Le avventure piratesche hanno sempre attratto una moltitudine di appassionati, pronti ad indossare una benda sull’occhio, un pappagallo sulla spalla e fare scorribande sui mari caraibici.
Re-Logic, il publisher di Terraria, e Quadro Delta, piccolo studio indie composto da Vitali Kirpu e Alexander Poysky, hanno unito assieme le loro ciurme e deciso di varare Pixel Piracy. Inizialmente il gioco è stato rilasciato per PC, ma adesso è stato fatto approdare anche su console. Siete pronti a salpare?
Pixel Piracy è un mix di generi, ovvero si tratta di un gioco a scorrimento orizzontale 2D, che miscela elementi strategici sandbox, con una bella spruzzata di rougelike. Il tutto presentato con una grafica lo-fi, ma di grande impatto.

Titolo: Pixel Piracy
Sviluppatore: Quadro Delta
Editore: 505 Games
Genere: Simulazione
Giocatori: 1
Piattaforme: PC, Xbox One, PS4
Localizzazione: Inglese con sottotitoli in italiano

Il nostro compito, neanche a dirvelo, è quello di reclutare una ciurma di pirati e affrontare le insidie del Mar dei Caraibi sulla nostra nave. Inizialmente avremo poche risorse, per cui la nostra bagnarola sarà debole e il nostro equipaggio scarso. Procedendo nell’avventura, potremo visitare isole sconosciute, piene di tesori e anche inaspettati pericoli, oppure combattere contro altre ciurme. Il nostro successo e l’avanzamento nel gioco dipendono da quanto saremo bravi a uscire vittoriosi da ogni combattimento, ma non basterà questo a renderci i pirati più temibili. La ciurma dovrà essere numerosa e ben nutrita, oltre che ben pagata, quindi dovremo occuparci anche di fare scorta di cibo e reclutare, a suon di dobloni, nuovi membri. I nostri sodali prezzolati hanno delle loro caratteristiche peculiari, che potremo valorizzare con dei punti abilità da spendere. I punti abilità si guadagnano combattendo e facendo salire di livello ogni membro della ciurma.

Tutto il gioco si svolge in tempo reale, quindi anche i combattimenti sono strutturati nella stessa maniera. Non comanderemo tutta la ciurma direttamente, ma potremo assegnare loro dei semplici comandi come “sposta” ed “attacca”, per poter coordinare le varie azioni. Con una ciurma poco numerosa come quella che avremo a disposizione nelle prime fasi di gioco, non è necessario usare un’utile scelta di gioco che risulterà essere fondamentale nelle fasi più avanzate, ovvero la possibilità di suddividere l’equipaggio in gruppi distinti. Così facendo potremo decidere di assegnare comandi diversi a gruppi diversi. Noi possiamo controllare direttamente solo il nostro alter-ego pixelloso, ovvero il capitano della nave, ma dovremo stare attenti alla nostra incolumità. Se verremo uccisi il gioco ci riporterà all’ultimo salvataggio. La componente rougelike non è stata fortunatamente implementata con la temibile “permadeath”, per cui i nostri sforzi non saranno cancellati in maniera definitiva in caso di dipartita prematura.

Pixel-Piracy

Graficamente il gioco è molto accattivante perché nonostante la semplicità degli sprites, delle animazioni e degli sfondi, tutto è stato progettato con molta cura. La cosa più divertente sicuramente è l’aspetto grafico che potremo regalare alla nostra nave. Nei porti potremo comprare un sacco di elementi per modificarne la forma e l’estetica. Non ci sono posti limiti all’immaginazione, per cui potremo espanderci in altezza, dotarci di cannoni, paratie, sartie, gabbie e tanti altri ammennicoli. La dimensione della nave è correlata alla dimensione dell’equipaggio, perché quanti più uomini avremo, quanto più spazio sarà necessario per il cibo. Quando affrontiamo imbarcazioni nemiche, una volta che avremo avuto successo nell’arrembaggio sconfiggendo la loro ciurma, potremo sceglie se scambiare la nostra nave con quella avversaria oppure saccheggiarla. Quest’ultimo è un buon modo per potersi rifornire di elementi utili all’ampliamento della nostra imbarcazione.

Il gioco ha anche una componente tattica legata ai cannoneggiamenti che potremo fare contro i nemici, sia che si tratti di imbarcazioni oppure di truppe a terra. Svolgendosi tutta l’azione su di un piano bidimensionale, dovremo mirare con i cannoni costruendo traiettorie che possano andare a colpire i punti che vogliamo distruggere. Questo è molto divertente, ma non potremo utilizzare i cannoni da subito, quindi i primi combattimenti si ridurranno a dei corpo a corpo.

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C’è anche tutta la sezione dei potenziamenti della ciurma che richiede un po’ di impegno nel capire come assegnare compiti, abilità aggiuntive e armi a tutto l’equipaggio. Una volta capiti i meccanismi diventa tutto abbastanza semplice, ma non sempre intuitivo. Questo perché il gioco ha due pecche evidenti in questa versione console. La prima è che la trasposizione su di uno schermo televisivo non ha tenuto conto della dimensione degli sprites e dei fonts, per cui bisogna stare molto vicini alla TV per poter leggere alcune scritte. Quindi il piacere di poter giocare dal divano viene vanificato. E non solo per le microscopiche didascalie e una poco felice scelta dei colori che non ci permette di usufruire facilmente dei menù, ma anche per la scarsa interattività legata all’utilizzo del pad al posto di mouse e tastiera.
Molte volte accade che quando viene fatto un porting da PC a console il passaggio dei comandi non ottimizzato al meglio, e Pixel Piracy può essere portato ad esempio di come NON deve essere fatto il mappaggio dei comandi sul pad. Purtroppo la semplicità del gameplay viene penalizzata dalla macchinosità dei comandi, che mandano molte volte in confusione il giocatore, facendoci rischiare di perdere il controllo soprattutto durante i combattimenti. Già non è facile distinguere tra gli alleati e gli avversari per le loro dimensioni e poi l’imprecisione dei controlli ci limita moltissimo. Con il pad non siamo in grado di asseganre le azioni velocemente come avremmo potuto fare con il mouse, quindi molte volte le vittorie nei combattimenti sono state legate più alla fortuna che alla nostra bravura.

In conclusione

Pixel Piracy è un buon gioco, ricco di humor, di ballate piratesche, di cannoneggiamenti, di tattica e arrembaggi, ma nella sua trasposizione da PC a console ha perso una parte del suo fascino per colpa di alcuni difetti. Rimane comunque un titolo molto divertente che vi terrà ancorati allo schermo mer molte ore, canticchiando allegramente “ quindici uomini, quindici uomini….”


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