Assassin’s Creed Chronicles: Russia – Recensione

Dopo i rocamboleschi scenari della Cina dove il rosso la faceva da padrone e i caldi paesaggi dell’India con i suoi colori accesi e avvolgenti, Ubisoft ci trascina nel freddo e gelido inverno della Russia Bolscevica dove nel buio un solo colore predomina, il rosso…il colore degli assassini. Siate sempre in movimento perchè in nessun luogo sarete veramente al sicuro. Questo è Assassin’s Creed Chronicles: Russia.

Sviluppatore: Climax Studios
Editore: Ubisoft
Genere: Azione-Avventura
Giocatori: 1
Piattaforme:PlayStation 4, Xbox One, PlayStation Vita, PC
Localizzazione: Testi in inglese. sottotitoli multilingua.

AC Russia

Questa volta ci ritroveremo a “vestire” i panni di Nikolai Orelov, un’abile assassino che durante l’incalzare della rivoluzione russa deve svolgere la sua ultima e più importante missione prima di poter essere libero dagli obblighi verso la confraternita ed andare in “pensione”: sottrarre un importante manufatto dalle grinfie dei templari, ovvero la famosa scatola che nei precedenti capitoli abbiamo sempre mancato per un soffio. Quello che il nostro assassino non sa, e di conseguenza nemmeno noi, è che la scatola si trova in possesso della famiglia dello zar e che i templari sono già alla ricerca di essa ed hanno catturato la famiglia dello zar al completo per avere la posizione del suddetto manufatto. Ma, come del resto sappiamo, qualcosa va storto e il nostro assassino si ritrova testimone dello sterminio della famiglia dello zar dal quale sopravvive solo sua figlia, Anastasia. Il nostro protagonista,vedendo in lei grandi capacità fuori dal comune, per metterla in salvo l’aiuta nella fuga così da portare a termine la sua missione incentrando così tutta la storia sulla fuga dei due protagonisti dall’Armata Rossa che vorrà eliminarli, per ovvi motivi, a tutti i costi. In questo capitolo le novità non sono molte, anzi sono quasi inesistenti. Ritroviamo la predominanza del rosso come nel primo capitolo (China) e sequenze dove ci destreggeremo con il fucile da cecchino, meccanica ripresa dal secondo capitolo (India) facendo risultare in questo modo il terzo capitolo una fusione tra i due precedenti e nulla più. La novità più importante, se non l’unica, è la possibilità di giocare nei panni di Anastasia con la quale potremo solo effettuare uccisioni furtive potendo contare anche sul potere dell’ Helix con il quale potrà nascondersi anche di fronte alle guardie e passare rapidamente tra i nascondigli. Il gameplay non porta novità rispetto ai precedenti capitoli. Le modalità con cui potremo finire il livello variano dallo stealth puro al massacro vero e proprio usando come armi il nostro fucile, il rampino, le classiche granate fumogene e l’immancabile fischio. Il sistema di controllo non è stato migliorato come ci aspettavamo dopo aver giocato il secondo capitolo, infatti è rimasto inalterato e di conseguenza non fa sempre ciò che vorremmo. Per quanto riguarda la grafica non c’è molto di cui parlare, non delude le nostre aspettative nemmeno in questo terzo capitolo ne durante le cut-scene ne durante il gioco.

AC Russia

Conclusione

Assassin’s Creed Chronicles: Russia nel bene e nel male, prosegue sulla scia dei predecessori. Lo spirito del brand è stato ottimamente trasposto e, proprio per questo, i fan irriducibili saranno ben lieti di scoprire e mandare all’aria nuove macchinazioni e intrighi orditi dai Templari. Si tratta tuttavia, è evidente, di una produzione ben lontana, per sforzi produttivi profusi e ambizioni, dai capitoli regolari della saga. Se dal punto di vista artistico c’è poco da recriminare il gameplay non riesce mai ad evolversi quel tanto che basta da raggiungere l’eccellenza. Ottimo per ingannare l’attesa in vista del nuovo capitolo di Assassin’s Creed, piacevole e consigliato anche per chi cerchi uno stealth game bidimensionale ben più che discreto dal rapporto qualità-prezzo ottimo e soddisfacente.


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