Speciale 30° anniversario di Zelda – 30 cose che non sapevate sulla serie (seconda parte)

Eccoci alla seconda parte del nostro speciale dedicato al 30° anniversario di The Legend of Zelda, buona lettura!

13– Miyamoto pensava alla visuale in pima persona per Zelda in 3D. In maniera del tutto inaspettata pare che nelle fasi iniziali di sviluppo di OoT il team stesse sperimentando con l’utilizzo costante della visuale in soggettiva, l’idea fu in seguito scartata. Se l’esperimento fosse andato a buon fine oggi la saga di Zelda somiglierebbe in tal senso a The Elder Scroll.
14 – Ocarina of Time è il gioco con il metacritic più alto della storia. Ebbene sì, nell’anno della sua uscita fece il pieno di consensi ed a tutt’oggi il titolo con il voto più alto in assoluto su metritic. La media delle recensioni della critica genera un impressionante 99 su 100. Il gioco fu riproposto lungo il corso del tempo diverse volte: in una speciale raccolta su GameCube in edizione limitata, in edizione limitata con alcune copie di The Wind Waker, sulla virtual console di Wii e Wii U ed infine qualche anno fa con il remake per Nintendo 3DS!

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Se avete letto la prima parte dell’articolo sapete che l’artwork ufficiale di Link (OoT) fu rimaneggiato per conferirgli un aspetto più slanciato.

15 – Majora’s Mask non ebbe un ottimo esordio. Nonostante il tempo l’abbia consacrato come uno dei capitoli della saga più amati in assoluto, destinato a capeggiare le top 10 degli Zelda preferiti dai fan, l’entropico MM non fu così apprezzato ai tempi della sua uscita. Le recensioni, seppur buone, lo ponevano sempre in svantaggio rispetto ad OoT e, nonostante quello che si possa credere, è una delle iterazioni della serie che ha venduto meno in assoluto, “solo” 3.36 milioni di copie. I campioni d’incassi rimangono OoT con 10,96 M di cartucce piazzate, Twilight Princess, 8,55 M di unità vendute, A Link to The Past e l’originale the Legend of Zelda che superano le 7 M.

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La luna di Majora’s Mask in tutto il suo raggelante splendore.

16 – In Majora’s Mask la graziosa bimba Romani viene fatta ubriacare dalla sorella, la notte dell’apocalisse. Nel titolo per Nintendo 64 si rendeva necessario salvare Termina entro tre giorni previo schianto della luna sulla terra e relativa catastrofe, al giocatore la possibilità di riavvolgere il tempo e mandare il mondo in loop fino al completamento della propria quest. Recandosi al terzo giorno nella zona del ranch era possibile assistere ad una conversazione in cui Romani, una bimba che si occupava della fattoria, rendeva presente a Link, euforica, che quella sera per la prima volta nella sua vita la sorella maggiore le avrebbe fatto assaggiare lo chateau Romani, una bevanda vietata ai bambini e dotata di effetti collaterali (in breve una sostanza alcolica). Nulla lo lascia intendere esplicitamente ma pare che la sorella le abbia fatto questa concessione per stordirla prima che l’apocalisse giunga e la luna si schianti sulla terra. Un momento di enorme tragicità raccontato in una sola sentenza e facile da perdere.
17 – Eiji Aonuma ha un ruolo paterno in The Wind Waker. Il producer della serie, Eiji Aonuma, ai tempi dei lavori su TWW era appena divenuto padre; dalla volontà di incorporare questa sua esperienza all’interno dell’avventura e guidare i giocatori come se fossero i suoi pargoli scrisse tutti i dialoghi di Re Drakar (la barca senziente) e cercò di donargli un eloquio autoritario. Alcuni dei consigli del reggente natante sono infatti raccomandazioni tipiche dei dialoghi padre figlio, almeno come intesi dall’autore.

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Link e Ganondorf in una foto d’archivio…

18 – La versione italiana di The Wind Waker è rinomata per via di un nome modificato. (Spoiler…) Nelle avventure marinaresche di Link si fa la conoscenza di un’autoritaria piratessa, (spoiler) che si scoprirà poi essere la Principessa Zelda sotto mentite e ignare spoglie. Il nome dell’audace corsara è Tetra… tranne che per gli abitanti dello stivale che, previa decisione del team di traduzione, la conosce come Dazel, ovvio anagramma di Zelda appunto. All’estero la versione nostrana è conosciuta, nel bene e nel male, proprio per la scelta di incorporare questo bizzarro ed ovvio gioco di parole (io ai tempi non c’ero arrivato ndr).
19 – Twilight Princess si muove su un engine modificato di The Wind Waker. Anche se può sembrare strano, nel momento del suo concepimento, TP doveva essere un sequel del precedente TWW. Le vendite modeste ed una certa insoddisfazione da parte del pubblico occidentale per lo stile troppo colorato e fiabesco fecero propendere Nintendo per un massiccio cambio di tono: al posto dei contrasti cromatici accesi e delle tinte sfavillanti vennero preferiti colori cupi e palette più realistiche. Nonostante l’enorme differenza tra i due giochi l’engine di partenza rimane però il medesimo!

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Le origini bucoliche di Link in TP saranno da far combaciare con il volere di Miyamoto?

20 – Miyamoto pensava che il Link di Twilight Princess fosse troppo “cool”. Proprio così, il creatore della saga non vedeva di buon occhio la direzione presa dal team di sviluppo per il suo Link. Troppe scene atte a cementarne un immagine da guerriero impassibile e tosto! Fu così che il discolo Shige-san impartì ai designer l’ordine di creare cutscenes e siparietti in cui l’eroe apparisse più goffo e sornione, più vicino al suo stile originale di eroe lontano da egocentrismi.
21 – Prima della pubblicazione della timeline ufficiale i fan erano divisi in due correnti di pensiero! Gli accaniti zeldofili popolavano due schieramenti opposti su quella che doveva essere la collocazione temporale dei vari giochi. Mancando ai vari capitoli della serie una datazione attendibile della narrazione i fan cercarono di stilare una plausibile cronologia della storia di Hyrule, mettendo i giochi nell’ordine da loro ritenuto più opportuno in base all’apparizione di personaggi, piccoli riferimenti nei dialoghi ed addirittura indicazioni sui manuali d’istruzioni. All’interno della fanbase vi era però uno scisma che vedeva due fazioni, i linearist, che ponevano ogni avventura una dopo l’altra in un susseguirsi lineare, e gli splitist, che teorizzarono, per via dei viaggi nel tempo di OoT, che la timeline si dividesse in due parti, due bracci distinti indipendenti. Nintendo sciolse gli indugi nel 2011, con il libro Hyrule Historia, dove pubblicò la progressione cronologica esatta… ed a quanto pare gli splitist avevano ragione! I viaggi nel tempo di OoT aprirono di fatto diversi universi temporali, ma, beffa, i rami originati erano ben tre!

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Il terzo ramo della timeline lasciò tutti con un palmo di naso, ad oggi NIntendo deve ancora chiarire con accuratezza la sua creazione.

22 – Il tema musicale di Skyward Sword non è totalmente originale. Le note che potete apprezzare nella partitura centrale di SS non sono una composizione del tutto nuova, se mandate il tema a rovescio potete scorgere distintamente la Ninna Nanna di Zelda ripresa direttamente da Ocarina of Time.
23 – I Loftwing esistono davvero! I bizzarri volatili di Skyward Sword, solcanubi nella versione del bel paese, non sono inventati di sana pianta ma ripresi da una razza africana di giganteschi pennuti: gli shoebill. Alti quasi un metro e mezzo e dotati di un becco affilato come un rasoio questi uccelli possono volare molto lentamente e preferibilmente per brevi distanze. A differenza del gioco non è possibile sellarli e farci un giro sopra (sob! Ndr).

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Un maestoso esemplare maschio di shoebill.

24 – Non esistono così tanti episodi di Zelda come spesso si lascia intendere. Un errore comune è considerare la serie come estremamente prolifica e ridondante; in realtà, in ben trent’anni di permanenza nel mondo videoludico sono stati pubblicati, su home console, solo otto giochi! Il che significa che la media di tempo trascorsa tra un’uscita e l’altra è quasi di quattro anni. Il discorso cambia ovviamente annettendo le avventure minori su console portatili e gli spin-off.

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Ci siamo quasi. Pronti per il rush finale? Via!!!

25 – Robin Williams era un noto fan. Tanto almeno da chiamare sua figlia Zelda in onore del gioco. Nintendo lo coinvolse nella campagna pubblicitaria di OoT 3D e di SS; oggi esiste una petizione, in suo onore, per chiamare uno dei personaggi della prossima iterazione su Wii U con il suo nome, almeno nella versione occidentale.
26 – Ha venduto uno sproposito! E’ tra le IP video ludiche con gli incassi più alti, 75,57 milioni di unità piazzate. Anche se è ancora assai distante dal podio, occupato in ordine da Super Mario, Pokémon e Call of Duty!
27 – Ci lavora il team Nintendo più grande dell’azienda. A voler riconfermare l’importanza del marchio la casa di Kyoto ci tiene sempre a precisare che il pool di sviluppatori coinvolti è il più numeroso di qualsiasi altra IP proprietaria.
28 – Vanta diversi tentativi di imitazione. Sono diversi i designer che hanno ammesso di aver tratto diretta ispirazione dalle vicende di Link per i loro giochi, alcuni omaggi più ovvi come Okami di Clover Studio e 3D Dot Game dei From Software, altri più inaspettati: pensate che Cliff Bleszinski (Gears of War) ha precisato che le sezioni sotterranee del suo sparatutto in terza persona sono state annesse per replicare la sensazione di stress provocata dall’entrare in un luogo chiuso (un dungeon) sperimentata proprio in Zelda!
29 – Non si hanno notizie del prossimo titolo da più di un anno! Dopo un annuncio in pompa magna all’E3 del 2014 ed una breve comparsata ai videogamesawards dello stesso anno non si sono avute più delucidazioni riguardo alle prossime scorribande di Link in arrivo su Wii U. Speriamo vivamente che i tempi siano maturi per diradare la coltre di mistero che oramai aleggia spessa e inviolabile…

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Artwork ufficilae del 25 anniversario, sono passati già cinque anni? Sniff… come vola il tempo!

30 Auguri The Legend of Zelda!!! Ebbene sì, oggi 21 Febbraio 2016 si marca il trentesimo anniversario dalla pubblicazione dell’originale su NES; sei lustri di avventure avvincenti, frammenti di cuore rinvenuti e fatine soggiogate e costrette ad abitare in anguste bottiglie. Speriamo di avervi intrattenuto piacevolmente in questo lungo articolo, che oltre a rendere noti fatti meno conosciuti avrebbe, nelle intenzioni, il compito di festeggiare al meglio il trentennio di questa serie incredibile ed iconica. E, forse, anche il tapino che sta scrivendo ora probabilmente non sarebbe qui, a cianciare allegramente di questo media, se non avesse fortunosamente incrociato la saga tempo addietro, auguri Zelda! Grazie per questi anni e per questi ricordi!


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