Rise of the Tomb Raider (PC) – Recensione

Nel 2013 abbiamo assistito al reboot di Tomb Raider da parte di Crystal Dynamics, una delle serie videoludiche più famose degli anni 90 avente come protagonista la sexy Lara Croft, una sottospecie di Indiana Jones al femminile, che riscosse un notevole successo attraverso 5 titoli principali e svariate opere derivate, tra cui due film.

Un’ottima realizzazione tecnica ed un gameplay in stile Uncharterd hanno decretato immediatamente il successo del nuovo titolo, e quindi sembrava solo questione di tempo prima che si pensasse ad un seguito. Nel novembre 2015 grazie ad un accordo tra Microsoft e il publisher Square Enix Rise of the Tomb Raider esce in esclusiva temporale solo su Xbox One e 360, i Sonari invece dovranno aspettare addirittura fine 2016 per poter metter mano ai gamepad.
Su PC invece è uscito da pochi giorni e in questo articolo ci soffermeremo per lo più sulle migliorie tecniche apportate e sulle differenze estetiche, se invece volete documentarvi maggiormente qui troverete la recensione esaustiva del gioco scritta dal collega Mirko Rusciano.

Sviluppatore: Crystal Dynamics
Publisher:  Square Enix
Genere: Gioco Action-adventure
Giocatori: 1
Piattaforme: Xbox One, Xbox 360, PC
Localizzazione: Italiano

Il ritorno di Lara

Nel precedente capitolo abbiamo assistito al graduale passaggio di Lara da ragazza fragile ed impaurita a donna matura e forte in grado di affrontare i mille pericoli dell’isola degli Yamatai ed uscirne illesa per far ritorno a Londra. Da allora è passato un anno e ritroviamo la nostra eroina determinata a far luce sulla morte del padre, tale Lord Richard, ricercatore che ha dedicato invano gran parte della propria vita alla ricerca di una fonte di immortalità rimanendone letteralmente consumato e, come se non bastasse, deriso e screditato.

Dopo il ritrovamento di alcune sue registrazioni in casa Croft ha inizio la nuova avventura di Lara che ci porterà attraverso le montagne siberiane in compagnia dell’amico Jonah, dove prenderemo dimestichezza con i comandi, e, attraverso un flashback, in Siria alla ricerca della Sorgente Divina. Ad ostacolarci questa volta troveremo un culto misterioso di fanatici religiosi che si fa chiamare “Trinità” che ha il nostro stesso obiettivo e cercherà di raggiungerlo a qualunque costo.

Rise of the tomb raider PC 05

Nuove migliorie

Il gameplay di Rise of The Tomb Raider ricalca quello del primo capitolo ingrandendo il tutto: troveremo un enorme mondo esplorabile pieno di segreti, missioni secondarie, animali da cacciare, tombe con gli indovinelli da risolvere e materie prime da craftare per una durata totale dell’avventura assestata intorno alle 30 ore; per poterlo finire al 100% bisognerà rigiocarlo.

L’equipaggiamento di Lara spazia dall’immancabile arco a diverse armi da fuoco più o meno potenti, le piccozze serviranno per scalare le pareti e proseguire. Ogni azione nel gioco (uccisioni, scoperte, raccolta di oggetti) farà guadagnare dei punti esperienza spendibili al campo base per poter potenziare le nostre abilità di combattimento, caccia e sopravvivenza che modificheranno anche il nostro modo di affrontare nemici e punti da raggiungere, potremo infatti preferire un movimento furtivo, aumentare l’energia o potenziare il nostro istinto di sopravvivenza e così via.

Per approfondire gli altri aspetti dell’esplorazione, della caccia e del combattimento vi invito a leggerle la recensione della versione Xbox One, ora andremo finalmente a constatare le qualità di questo porting su PC.

Rise of the tomb raider PC 04

Rise of the graphic

Diciamolo subito, la versione PC di Rise of the Tomb Raider è uno spettacolo per gli occhi e di fatto raggiunge nuove vette tecniche nel genere action-adventure su questa piattaforma.
Crystal Dynamics è riuscita a migliorare sensibilmente un comparto tecnico che già in partenza su Xbox One (e 360) mostrava i denti, apportando texture più definite, ombre realistiche e il doppio dei frame raggiungibili.

Prima di settare le impostazioni video più avanzate vi consigliamo di aggiornare i driver della scheda video all’ultima versione (1.0.616.5) che ha risolto alcuni bug ed ottimizzato il frame-rate; una volta fatto ciò esaminiamo la schermata delle impostazioni avanzate.

Ci troviamo davanti diverse opzioni e bisognerà effettuare vari test in-game per trovare il giusto rapporto qualità/fluidità quantomeno per garantire i 1080p 30fps anche su PC discreti. E’ possibile variare la qualità delle texture, il filtro anisotropico, le ombre, l’ambient occlusion, la profondità di campo, il fogliame dinamico ed altri effetti secondari.

Come ben sanno i “pcisti” un grosso fattore che andrà ad incidere sull’esecuzione del gioco è l’antialiasing, qui potremo decidere tra FXAA e successivamente impostare i dettagli molto alti, SSAA 2x con dettagli alti ed infine SSAA 4X con dettagli medi. Proseguendo troviamo l’ambient occlusion che restituisce un ottimo comparto di illuminazione realizzato ad hoc se settato su HBAO+ da integrare con il fogliame dinamico per una resa più reale.

Sul versante capelli troveremo la nuova tecnologia PureHair che ha fatto passi avanti in termini di qualità rispetto alla precedente Tress FX; attivandola infatti i capelli di Lara diventeranno molto realistici e corposi restituendo una chioma ben definita che si noterà ulteriormente una volta usciti dall’acqua, per non parlare del pelo degli animali incredibilmente vero!

Tuttavia come potrete immaginare la sola attivazione di questo filtro inciderà qualcosa come 7-8 fotogrammi al secondo, non per tutti quindi.

Rise of the tomb raider PC 001

La nostra prova è stata superlativa e molto appagante, per poter avere volti dalle texture perfette, particellari (neve, sabbia e polvere) a tutto schermo senza soffrire di struttering e ambienti enormi e densi di vita abbiamo giocato Rise of the Tomb Raider su un PC avente come processore un i5 6600k, una 980Ti con 6GB di V-Ram come GPU, 16GB di RAM, SSD Samsung 850EVO e Windows 10. Il risultato è stato 1080p e 60fps senza mai calare invece e con tutto al massimo tranne il Fogliame dinamico (Alta) e avendo deselezionato la vignettatura sfocata e l’effetto mosso più che altro per scelte stilistiche. Sacrificando qualcosina siamo riusciti a farlo girare tranquillamente anche in 2K mentre per il 4K è indicato uno SLI di 780ti.

Rise of the tomb raider PC 03

Commento finale

I ragazzi di Crystal Dynamics si sono superati ancora una volta con questo nuovo capitolo di Lara Croft riuscendo a migliorare di gran lunga l’edizione Xbox One che già colpì a novembre proprio per la sua qualità tecnica. Le ambientazioni enormi di grande impatto e l’elevata longevità dovuta al crafting e al completamento di quest secondarie lo renderanno apprezzabile anche per una seconda run ad un livello di sfida più alto.
Consigliato anche a chi l’ha già giocato su console, non ve ne pentierete!


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