Quantum Break arriva anche su Windows 10, quando la trasparenza uccide Xbox One

Titolo evocativo, talvolta cattivo, ma volutamente fuorviante. Non siamo nuovi a questo genere di annunci eppure, diciamoci la verità, siamo rimasti un po’ tutti stupefatti. Remedy e Microsoft hanno annunciato che Quantum Break arriverà anche su Windows10 e questo ha buttato giù gli animi di molti giocatori Xbox One. Ammettiamolo, un po’ l’amaro in bocca l’ha lasciata questa notizia, soprattutto per chi dalla sua ha scelto Xbox One anche per questo titolo.

Se la settimana scorsa abbiamo parlato del marketing di Sony e di come sia arrivato al successo con pochi passaggi, quest’oggi parliamo di quello Microsoft, non propriamente facile da comprendere.

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Andiamo con ordine: l’annuncio e la presentazione di Xbox One è stata un completo disastro, Microsoft è riuscita a darsi la zappa sui piedi da sola, distruggendo quanto di buono aveva fatto con Xbox 360. Il feedback degli utenti, assieme a qualche cambio in corso per la direzione del brand (uno stralunato Mattrick fa spazio al mitico Spencer) hanno portato Xbox One a concorrere con sé stessa e migliorando giorno dopo giorno.

Arriva Windows 10, Phil Spencer sul palco annuncia l’arrivo di Xbox anche su PC e con questo maggiore concentrazione sulla piattaforma con nuovi giochi in arrivo. Nasce l’ecosistema di Windows 10 e con questo, a patto che l’azienda stessa ci guadagni sempre, si elimina il concetto di “esclusività” su alcuni fattori del brand. Alcuni giochi arrivano soltanto su Xbox One e PC e tra questi, anche alcuni giochi importanti su Xbox One. Fable Legends, Sea of Thieves, Ryse: Son of Rome, Dead Rising 3, Rise of the Tomb Raider, Gears of War: Ultimate Edition e ora anche Quantum Break, sono i giochi che rientravano in quella fascia di giochi esclusivi sulla console ammiraglia Microsoft, ma che per motivi logistici sono spostati anche sul PC.

Sbaglia chi critica Microsoft per questo, anche perché ricordiamo che è un’azienda e che deve ricavare utili e giustamente una seconda piattaforma come il PC può dare parecchi ricavi. Ad oggi, considerando quasi sicure le versioni PC di Gears of War 4 e Scalebound (anche se manca l’ufficialità), possiamo dire che Xbox One è soltanto Halo. Molti giocatori Xbox se ne stanno accorgendo e non sembrano voler accettare questo compromesso. Se eliminiamo le principali discussioni legate alle console war, dove sicuramente alcuni giocatori PlayStation se la stanno ridendo, quelli che ci perdono sono quella – piccola – fetta di utenza che ha scelto Xbox One per le esclusive. Io sono uno di quelli.

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Il cambio di rotta ha fatto bene alla console ammiraglia, con vendite superiori a Xbox 360 nello stesso periodo, ma Microsoft ora deve fare i conti con un problema ben più grosso: persuadere il giocatore. Eh sì, perché l’ecosistema Microsoft non è stato ancora capito del tutto e forse il colosso di Redmond lo sa bene. La trasparenza potrebbe decretare, nella forma non propriamente grave, la fine di Xbox One. In quel di Redmond stanno provando tutti a incoraggiare i giocatori a vedere Xbox One non più come una console ma come una Xbox Machine e lo stesso Xbox come un servizio a sé stante e non più legato alla console.

Dall’annuncio sono passate diverse ore, nelle quali ho letto un po’ i commenti in giro e alcune affermazioni poco gradite nei confronti di Phil Spencer, come minacce di “annullare il pre-order del gioco”. A quanto pare, non tutti l’anno presa bene, anzi. Quello che si leggeva era chiaramente “Xbox One è inutile”, senza voler cambiare semplicemente ottica. Xbox One dev’essere vista come una mezza console e mezza Xbox Machine, perché è stata concepita in un momento di rivoluzione. Microsoft ha attuato quello che si richiede da venti anni circa: un sistema unico di intrattenimento.

A conti fatti, Xbox One (senza Kinect, possibilmente) è un PC di media potenza e offre giochi multipiattaforma e esclusiva Microsoft, come Titanfall, Fable Legends, Quantum Break e ReCore. Non giriamoci intorno, loro sono stati comunque chiari più e più volte, ma è proprio la comunicazione che, dal mio personale punto di vista, risulta sbagliata. Quantum Break e ReCore sono stati presentati come esclusiva Xbox One (anche Rise of the Tomb Raider, in realtà) e solo dopo, un po’ alle strette, si sono rivelati giochi in arrivo anche su PC. Ci voleva più trasparenza, ma che slegata dal concetto puramente convenzionale del “azienda che lavora per ricavare utili” e anche del concetto reale di esclusività, non è stata del tutto assente. Xbox è ormai un servizio, poco da fare, infatti lo troviamo su Windows 10 e Windows 10 Mobile, oltre che su HoloLens quando sarà disponibile.

Quantum Break sarà gratis su PC per chi compra la versione Xbox One del gioco e inoltre avrà il cross-save tra le due versioni. L’ennesimo passo avanti di Microsoft nel voler rendere unico il servizio su diverse piattaforme. Sono sicuro che queste feature saranno poi riprese più volte anche in futuro e che la strada seguita porta Xbox One ad essere poi considerata come una vera Xbox Machine.

Essere chiari, quindi, potrebbe risultare forse dannoso per il mercato globale. Xbox One tanto venderà comunque e la sua presentazione come console ormai difficilmente può essere spodestata. Microsoft si sta solamente preparando per la prossima generazione, dove PC e Xbox saranno un tutt’uno per l’intrattenimento videoludico e insidieranno non poco la rivale PlayStation in questo caso, rendendo vane alcune esclusive console come Street Fighter V. Sicuramente Sony dalla sua starà preparando delle sorprese e noi non vediamo l’ora di scoprirle, ma con i se e con i ma non si va da nessuna parte.

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Non sappiamo, quindi, se la visione adottata da Microsoft possa portare reali benefici in futuro, anche se i vantaggi ci sono e non sono pochi. Al momento la situazione è paradossale, i mezzi di comunicazione adottati non funzionano molto bene e la poca trasparenza su certi accordi commerciali sembrano una presa in giro per l’utente. Coloro che, come me, hanno scelto Xbox One invece di un PC di fascia alta, dovranno rassegnarsi all’idea di avere tra le mani un ibrido tra console e servizio e che col tempo offrirà sempre più possibilità di gioco ma che sarà meno esclusiva, guardandola nell’ottica odierna.

Microsoft vuole adottare una rivoluzione con l’unione di due piattaforme potenti e ingranare di più sotto l’aspetto dei contenuti. Un gioco esclusiva Microsoft porterà maggiori benefici di quelli only Xbox o only PC e quindi, più soldi da investire in altri giochi. Il futuro di Xbox One è forse già segnato e sotto certi aspetti potrebbe essere l’inizio di una nuova era. Il servizio Xbox, invece, sembra incalzare alla perfezione il modello vincente anche di Apple in passato. Microsoft sta soltanto cercando di rinascere dalle proprie ceneri, con smartphone abbastanza competitivi, Sistema Operativo gratis e veloce per tutti, il servizio Xbox per l’intrattenimento. Il successo è possibile coglierlo, ma tocca soltanto a loro. Quello che più è importante, però, e che l’uscita di Quantum Break non sia stata rinviata.


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