Medievil – Classic Games

Alzi la mano chi nella sua vita non ha mai toccato Medievil. Se qualcuno di voi la alza, credo sia doveroso farsi almeno dieci minuti di vergogna nell’angolo della vostra stanza. Scherzi a parte, oggi, per la rubrica dei Classics, parliamo di Medievil, altro gioco sviluppato su PlayStation che ha accompagnato una vasta generazione di giocatori nel loro periodo di maturazione. Correva l’anno 1999 e Sony Computer Entertainment metteva sul mercato Medievil, un hack’n slash con protagonista un cavaliere non-morto chiamato in causa ogni qualvolta un pericolo minaccia il quieto vivere.

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Il suo nome è Sir Daniel Fortesque, cavaliere e campione del Re Pellegrino dopo aver vinto innumerevoli battaglie… con la lingua. Eh sì perché Dan (lo abbreviamo così, come nel gioco) non aveva mai combattuto realmente e divenne campione del Re soltanto per la sua particolare simpatia e modo di girare le parole a suo favore. I menestrelli cantavano della sua morte come sacrificio per aver distrutto lo stregone Zarok anni prima e di come la sua anima abbia dato vita a cento anni di pace. In realtà Dan è morto alla prima freccia alla prima carica, proprio perché lui di battaglie non ne sapeva nulla.

Però, nonostante la sua morte, la battaglia per il regno di Gallowmere volse a favore dei cittadini e del Re, distruggendo lo stregone Zarok e il suo esercito di demoni antropomorfi. Cento anni dopo, però, lo stregone torna alla carica anche più potente di prima, con un esercito di demoni potenti e una magia capace di risucchiare la vita dai cittadini di Gallowmere. Tra i resuscitati, però, c’era anche Sir Daniel Fortesque in una forma scheletrica anche deformata, senza mandibola e senza un occhio (la freccia che lo colpì). Il Gargoyle lì vicino racconta la verità, di come sia visto come un eroe quando in realtà era il peggiore tra i soldati, creando in Dan un senso di riscatto molto forte. Comincia l’avventura, che porterà l’eroe a meritare sul serio il titolo di campione del Re.

Ai tempi l’idea di un gioco così era comunque originale e già dal menu si vedeva un impegno particolare. Infatti, durante la selezione di “nuova partita” o “carica partita”, era presente un particolare piano sequenza dinamico che presentava il gioco e arrivava poi alla tomba con un simpatico scheletro che ci faceva scegliere cosa fare. Il gameplay era frenetico e veloce, senza troppi virtuosismi. Si poteva caricare un colpo di spada o anche lanciare pugnali e difendersi con gli scudi (talvolta di rame, argento e oro). La barra della vita si nascondeva dall’Hud di gioco e si mostrava soltanto quando si veniva colpiti o ci si avvicinava ad una fonte di energia, oltre che quando si usava una qualche tipo di pozione.

Inoltre, e all’epoca era una cosa difficile da vedere in altre produzioni, alcune armi, scudi e magie avevano un limite all’utilizzo. Gli scudi di rame e argento, per esempio, avevano una resistenza limitata e si distruggevano, così come alcuni bastoni nell’armamentario e alcune magie meno efficaci. Da idolatrare era anche il lavoro tecnico fatto, anche se oggi è difficile da dimostrare, ma Medievil aveva una grafica davvero ben fatta e alcuni effetti particellari che difficilmente si vedevano in altre produzioni del tempo. Lodevole il suono della testa vuota di Sir Daniel Fortesque contro un muro, o anche il collo che si allunga quando salta o comunque non è a contatto con la terraferma, entrambe sottigliezze non di poco conto. Anche le musiche erano evocative, con effetti sonori di ogni arma, spesso anche differenti tra loro e un accompagnamento musicale fatto con sintetizzatori e campionatori di suoni capaci di riprodurre con successo l’effetto orchestrale, visto che non c’era budget per averne una reale.

La struttura dei livelli era basata su un ritmo coerente della narrativa, facendo svolgere a Dan alcuni degli enigmi presenti. Infatti il gioco era un semplice “prendi la pietra, posizionala, si apre il cancello e vai al prossimo enigma” al contempo del normale uccidere nemici. Quest’ultimi, poi, si differenziavano parecchio tra loro dimostrando un notevole impegno nella varietà delle location e dei nemici. Troviamo infatti Zombie, Lupi, Folletti, Spaventapasseri, Demoni di zucca, Mummie, Ghoul, Pirati e tanto altro. Ognuno di questi nemici, tra l’altro, prevede un boss della simile categoria, per esempio il boss dei Demoni di Zucca è il Re Zucca, o anche i Lupi di pietra e così via.

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Parlando di varietà, possiamo anche vedere come gli sviluppatori abbiano inserito una serie di collezionabili che danno dei bonus al giocatore, come i calici delle anime. Questi danno la possibilità di vedere un finale alternativo oltre che ricevere dei bonus nella sala degli eroi. I Gargoyles poi si dividono i due categorie: quelli verdi che danno consigli e quelli blu che fanno da mercanti, in modo da rinvigorire il proprio inventario di frecce, pugnali e fiale della vita. Inoltre sono presenti dei libri per tutti i livelli che fanno da tutorial, almeno inizialmente, per poi dare preziosi consigli semmai il giocatore si bloccasse ad un determinato enigma.

Medievil fu comunque apprezzato molto dalla critica e dai giocatori, tanto da essere considerato un classico su PlayStation. Sony si innamorò subito del gioco e comprò l’intera software house poco prima che il gioco uscisse sul mercato. All’epoca certe meccaniche erano rivoluzionarie visti i primi giochi con grafica 3D e i ragazzi di Cambridge Studio (ora Guerrilla Cambridge) furono tra i primi a muovere la telecamera con i tasti R2 e L2. Queste cose, anni fa, erano considerate sfide per gli sviluppatori ed è sorprendente vedere come poi si sono evolute le cose ai giorni nostri.

Un seguito arrivò l’anno dopo e richiamava Sir Daniel Fortesque a difendere Londra 500 anni dopo gli eventi del primo capitolo. Era il 1886 (anche se le atmosfere erano diverse da quelle di The Order: 1886) e Sir Daniel riposava nel British Museum come eroe della battaglia di Gallowmere (questa volta meritatamente), ma uno stregone, ritrovati i libri di Zarok, voleva creare un esercito di non-morti per conquistare il mondo. Tra i resuscitati troviamo anche il nostro eroe, che con l’aiuto di alleati, dovrà nuovamente salvare il mondo dalla malvagità.


3 Comments

  1. Avatar Lex6-6
    • Avatar Davide Vignola

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