Gravity Rush Remastered – Recensione

O PlayStation Vita, quale è la tua colpa? Perché nessuno ha creduto nel tuo enorme potenziale?
Queste sono le domande che ci facciamo ogni volta che sfoderiamo la console portatile di casa Sony, questi sono i dubbi  che ci attanagliano quando mettiamo mano ad alcuni titoli che hanno fatto breccia nei nostri cuori. Uncharted – L’abisso d’oro, Tearaway, e Gravity Rush sono solo alcuni di quei giochi che hanno lasciato il segno nella storia della mai stimata (da parte degli sviluppatori s’intende) PsVita. Fortuna vuole però che Sony si è accorta dell’enorme potenziale di alcuni titoli, tanto da decidere di riproporli su PlayStation 4 nella consueta edizione remastered. E oggi vi parleremo di Gravity Rush.

Sviluppatore: SCE Japan Studios / BluePoint Games
Genere: Azione/Avventura
Giocatori: 1
Piattaforme: PlayStation 4
Localizzazione: Sottotitolato in italiano

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Un po’ di storia…

Pubblicato nel 2012  su PlayStation Vita e sviluppato da SCE Japan Studios con la collaborazione di Keeichiro Toyama (il papà di Silent Hill e Siren), Gravity Rush è stato un vero e proprio successo di pubblico e critica grazie a un gameplay e a un design per molti aspetti innovativi.
Gravity Rush racconta la storia di una ragazzina dall’oscuro passato di nome Kat che si risveglia improvvisamente nella città fluttuante di Heskerville senza ricordare né come ci sia arrivata né tantomeno chi sia realmente. Ad affiancare Kat in questa avventura c’è un misterioso gatto nero che riesce a donare alla protagonista dei poteri paranormali: la giovane eroina, infatti, è in grado di alterare a suo piacimento la gravità che la circonda, permettendole quindi di camminare sui muri dei palazzi o a testa in giù nei cunicoli, oppure di sospendere a mezz’aria gli oggetti circostanti sfruttando un potere di stasi.
Non mancano i cattivoni di turno, impersonati dai Navi, degli esseri dalle forme variabili che vanno eliminati colpendo il nucleo principale a suon di calci e attacchi vari. Ci fermiamo qui con la narrazione della storia di Gravity Rush per non incappare in spoiler involontari, ma vi basti sapere che i colpi di scena non mancano (e chi ha giocato un qualsiasi titolo di Keeichiro Toyama lo sa bene). La narrazione della trama avviene alternativamente o attraverso alcuni filmati realizzati con la grafica in-game o attraverso alcune scene di intermezzo rappresentate da pagine di un enorme fumetto.

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Volare, oh, oh

Il potere di Kat, similmente a quanto accade in altri titoli d’azione, è in costante evoluzione e se nelle prime fasi la quantità di attacchi e di azioni disponibili è minima e di lieve intensità, procedendo nella trama e acquisendo nuovi poteri (ottenibili attraverso alcuni cristalli) la potenza degli attacchi aumenta, facendo percepire al giocatore un certo senso di onnipotenza.
Bisogna segnalare che sebbene la narrazione proceda in maniera estremamente lenta durante le prime ore proponendo missioni abbastanza banali o apparantemente fuori luogo, col passare del tempo lo spessore di Gravity Rush aumenta, donando a tutto il gioco quel quid che pochi titoli hanno. La trama di Gravity Rush è articolata in una serie di missioni, principali e secondarie, gestibili attraverso una mappa che mostra le varie aree della città e l’opinione che i cittadini hanno di voi. Così descritto, il sistema di gioco di Gravity Rush potrebbe sembrare pesante, confusionario, di difficile “digeribilità”, ma bastano pochi minuti di gioco per capirne la semplicità e percepire tutta la genialità che gli sviluppatori.
Nonostante il pad di PlayStation 4 si differenzi (ma non troppo) dai comandi di PlayStation Vita, bisogna ammettere che gli sviluppatori sono riusciti a riadattare egregiamente il sistema di controllo, rimuovendo l’odiosissima esecuzione degli attacchi attraverso il touchscreen e lasciando ai tasti dorsali il compito di eseguire il lavoro sporco.

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Una remastered coi fiocchi

Dal punto di vista tecnico Gravity Rush su PlayStation 4 gode di un ritocco da parte di BluePoint Games (gli artefici del restyling di Uncharted: The Nathan Drake Collection) e  mostra un motore grafico più fluido e pulito rispetto al passato, con tempi di caricamento delle varie aree di gioco ridotti drasticamente. Per quel che riguarda il sonoro, Gravity Rush su PlayStation 4 non mostra alcuna novità e, come già noto, alla colonna sonora d’eccellenza è accompagnato un doppiaggio realizzato in una lingua incomprensibile.
In termini di contenuti, la Remastered di Gravity Rush racchiude in sé tutti quei contenuti che in passato erano stati proposti su PS Vita come DLC a pagamento, contenuti che in qualche modo ampliano la trama del gioco e danno alla protagonista la possibilità di vestire i panni di un soldato speciale, di una spia e di un studentessa.

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In conclusione

Nonostante siano passati quasi quattro anni dal primo rilascio di Gravity Rush su PlayStation Vita, il gameplay risulta essere ancora oggi “fresco” e innovativo e la nuova disposizione dei comandi – che abbandona alcune forzature legate alla presenza dello schermo tattile di PS Vita – permette al giocatore di godersi nel migliore dei modi l’esperienza.
La realizzazione tecnica, già eccellente nel 2012, mostra una pulizia generale del motore grafico e riduce drasticamente i tempi morti legati ai caricamenti. Tirando le somme, siamo rimasti estremamente soddisfatti da Gravity Rush – Remastered, anche in virtù del prezzo proposto da Sony di soli 30,99 euro e Se proprio volessimo impegnarci a trovare un difetto, dovremmo cercarlo nella gestione della telecamera che spesso fatica a trovare subito l’angolazione giusta.
Da comprare, senza dubbio alcuno.


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