Anteprima PvE Tom Clancy’s: The Division – Beta messa alla prova

In questi giorni si sta tenendo la beta di Tom Clancy’s: The Division, nuovo titolo di Ubisoft presentato qualche anno fa e che suscitò parecchio clamore. Inutile negare che alla base del prodotto ci sia una forte motivazione spinta dal successo di Destiny e altri MMO action che in questa generazione di console stanno prendendo sempre più piede. Non a caso, The Division è un MMO in una struttura open world, ben diversa da quella di Destiny, che offre una completa Manhattan nelle mani del giocatore. Noi abbiamo provato questo titolo per voi e ora vi darò quelle che sono state le mie considerazioni sulla base di quanto offerto dalla beta disponibile.

Dopo la cocente delusione di Watch Dogs, Ubisoft doveva in qualche modo recuperare terreno sulle aziende rivali e, dopo tanti rinvii e mezze conferme, ecco arrivare finalmente la prova con mano di un gioco che in qualche modo sembra puntare a rilanciare la casa francese dopo un periodo non propriamente brillante dal punto di vista delle promesse fatte e poi non mantenute.

Innanzitutto è meglio iniziare a separare le due differenti meccaniche che il titolo offre, in modo da concentrarsi su ogni dettaglio che il gioco ha forzatamente spinto alla nostra attenzione. Partiamo dal PvE, ovvero la modalità principale del gioco che offre una profonda esplorazione di una città distrutta da un’epidemia ancora sconosciuta. Il gioco infatti, stando alle parole degli sviluppatori, non vuole in qualche modo ripercorrere le solite storie come zombie, attacchi terroristici o un qualche tipo di guerra, ma bensì si basa su un reale test fatto dal governo americano nel 2001, ovvero di un attacco biologico e delle relative conseguenze che un disastro simile comporti. The Division vuole quindi simulare quello che diverrebbe la New York che conosciamo dopo un attacco simile, che pare sia ben superiore alle reali capacità di poterla respingere.

The-Division-Der-Charakter-Editor-im-Video

Tocca quindi creare il proprio personaggio, che però è limitato al solo fattore sesso e modelli predefiniti nella beta. A vedersi, pare che comunque nel prodotto finale ci sia un editor molto complesso che può dare maggiore soggettività ai personaggi creati. Catapultati nell’azione di gioco, ci ritroveremo nella base principale del titolo che fa un po’ da Torre Osservatorio di Destiny. Qui scopriamo che la base è stata attaccata e alcuni dei membri principali delle varie categorie sono stati rapiti. Toccherà a noi, quindi, armarci e liberarli dalle gang criminali che si sono create successivamente alla crisi dell’intero paese. Nella beta abbiamo la possibilità di affrontare una singola missione principale, quella di liberare un medico che poi costituirà e aprirà una delle categorie da poter approfondire. Una volta aperta quindi la sezione medica, possiamo proseguire facendo missioni secondarie legate alla categoria, come guerre tra le strade o altre ben più complesse. Presumo che ci sia una somiglianza con le altre due categorie e che questo si basa prevalentemente sulla componente narrativa del titolo, ancora oggi misteriosa.

The Division è stato presentato come un GdR dalla struttura MMO Open World, quindi era lecito aspettarsi una profonda differenza per ogni personaggio e l’arsenale proposto. L’equipaggiamento è formato da una pistola e due armi primarie che variano per colore: le grigie sono le armi comuni, quelle che fanno pochi danni e sono poco potenti, e vanno via via ad aumentare a seconda dei colori. Ci sarà la possibilità di trovare ben due armi identiche tranne che per il colore e la potenza, ma non solo, lo stesso vale per il resto della corazza. Oltre alle armi, infatti, il nostro PG può migliorare alcune parti della sua corazza con oggetti nuovi e rari, anche qui basati sul colore. Ci sono infatti i guanti, zaini, maschere e altre parti che migliorano la base del nostro personaggio, divisa in tre categorie: salute, tecnologia e attacco. Bisognerà decidere successivamente la base personale del proprio PG e quindi categorizzarlo come meglio preferiamo.

mod_gear

La storyline principale è costruita per essere affrontata sia singolarmente che in coop, quest’ultima il fiore all’occhiello dell’intera prova. Se pur per quel poco offerto, è stato divertente affrontare missioni – primarie e secondarie – in compagnia di amici. La difficoltà è molto ben equilibrata, con un levelling di nemici che cresce esponenzialmente al nostro per offrirci quindi un livello di sfida sempre ben congeniato. Il drop delle armi o altri oggetti è essenzialmente la base principale del livellamento del nostro PG, con spesso nemici che alla morte fanno cadere armi e altri oggetti, talvolta estetici. Ma il drop non è relegato alla sola uccisione dei nemici, bensì anche all’esplorazione e al “karma” se così vogliamo chiamarlo. Spesso durante semplice esplorazione, alcune persone non ostili vi chiederanno aiuto e toccherà solo a voi decidere cosa fare. Una buona azione può portare ad una ricompensa, ma questo non accadrà sempre e quindi, anche in procinto di iniziare una missione, dobbiamo decidere per bene cosa farne delle nostre scorte.

Ogni personaggio ha con sé una serie di scorte per poter sopravvivere in quel mondo devastato. Abbiamo acqua, barrette energetiche, Kit Medici e altro per poter affrontare e sopravvivere. Ancora, il drop si basa anche sull’esplorazione di certe zone della città, con casse da aprire e luoghi da raziare, come vecchi appartamenti ormai alla mercé delle persone. Possiamo trovare oggetti elettronici o strumenti importanti, ma anche semplicemente dei vestiti che modificano il fattore estetico. Ci saranno pantaloni, giacche, scarpe e cappellini che non influenzeranno nulla del nostro personaggio se non, appunto, il fattore puramente estetico. Inoltre gli strumenti e altri oggetti elettronici saranno parte integrande del crafting di gioco, ma che nella beta non era disponibile. Credo comunque che ci sia una sostanziale profondità anche nel sistema di crafting, probabilmente per la creazione di nuovi oggetti per la corazza o anche armi da potenziare. Infatti queste ultime hanno delle “mod” da poter applicare, con la possibilità di migliorarne il rinculo o l’attacco, ma anche il colore stesso dell’arma come questione stilistica.

8_old-Alley_195938

Il PG, oltre a tutto quello di cui sopra argomentato, ha una barra della salute e anche delle abilità da poter utilizzare. La salute è divisa in tre tacche che però possono essere potenziate con la corazza, migliorandone quindi la resistenza. Le abilità e i talenti, invece, sono parte delle categorie e delle strutture che sbloccheremo durante la storyline. Il medico, per esempio, potrà curare se stesso o anche la propria squadra, ma lo stesso può anche analizzare quello che ci circonda, mostrandone i segreti e le minacce.

Passando ora al fattore tecnico, Tom Clancy’s The Division si conferma un gran bel vedere. Stilisticamente offre una Manhattan completamente persa in sé stessa, con scorci che ne ricordano fedelmente la città reale. Quella che viviamo è un’atmosfera ricca di momenti cupi e non propriamente felici, con modelli che dimostrano una realtà facilmente vivile dall’essere umano. Gli effetti di illuminazione sono ottimi e il ciclo dinamico è molto ben calcolato, dimostrandosi decisamente più realistico di titoli del genere. La parte presente nella beta di per sé già molto grande e curata, ma ci aspettiamo che il prodotto finale sia ancora più vasto e con zone ricche di esplorazione. Graficamente il titolo si presenta egregiamente, vista anche la struttura open world. I 1080p sulla versione Xbox One, senza quasi nessun calo di frame rate, non mostrano quasi mai segno di aliasing o altre imperfezioni grafiche.

TD_screen_e3_baseofoperations_140813_10amCET_1407886602

Possiamo quindi ritenerci molto soddisfatti della prova PvE di The Division, che si dimostra un titolo innovativo e che non vuole percorrere la strada della banalità. Il gioco è costruito come ibrido di tante categorie di giochi e questo lo rende più fresco e appetibile di molti giochi in arrivo durante il 2016. Nel prossimo articolo, invece, analizzeremo l’altra categoria di The Division, ovvero la modalità PvP delle Dark Zone, una struttura davvero originale che mi ha fatto decisamente innamorare di questo gioco.


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com