Da Miller a Nolan, gli inizi dei registi che autofinanziarono i loro primi film

Cinema

Se siete degli aspiranti registi o se volete entrare nel mondo del cinema vi sarete spesso chiesti come hanno fatto i più famosi registi mondiali a cominciare la loro carriera. Spesso infatti molti pensano che la frequentazione di una scuola di cinema sia d’obbligo, quando invece la realtà è ben diversa. Infatti i grandi capolavori del cinema di Hollywood li conosciamo tutti, ma quello che in tanti ignorano è che molti registi oggi famosi hanno cominciato la loro carriera auto-producendo i propri film. Molti dei blockbuster che oggi spopolano nei cinema, dunque, sono il frutto di una carriera fatta di sacrifici e di tanto, tantissimo coraggio che, prima di raccogliere il successo, ha dovuto spianarsi una strada in salita. Spesso infatti i registi esordienti si rivolgono a banche o ad altri istituti per finanziare i propri film, oppure utilizzano i risparmi di una vita pur di realizzare il proprio sogno. Vediamo quindi insieme i registi che hanno esordito auto-producendo le proprie pellicole, come sono riusciti a reperire i fondi per questa loro grande impresa, e come fare per auto-finanziarsi una pellicola.

Uno dei registi ad essersi auto-finanziato per raggiungere il successo è stato Christopher Nolan, oggi noto in particolare per la saga del Cavaliere Oscuro, Inception, ed il recentissimo Interstellar. Questo regista britannico si avvicinò a questo mondo da ragazzo, quando la visione al cinema di film del calibro di Guerre Stellari, Odissea nello Spazio, Blade Runner e Alien lo convinsero dell’importanza del ruolo del regista nell’ambito della creazione delle storie e del controllo dell’aspetto fantastico. Nolan esordì con Following: per produrlo, dovette risparmiare ogni giorno la cifra necessaria per la pellicola. Un altro grande regista che decise di auto-prodursi, a causa delle enormi difficoltà nel reperire una produzione interessata alla propria pellicola d’esordio, è stato il famosissimo David Lynch: il suo ‘Eraserhead’, dopo i diversi problemi di bilancio della AFI e la difficoltà nel vedere un prodotto che faceva del surrealismo in bianco e nero la sua forza, venne così auto-prodotto dal regista e segnò la sua incredibile ascesa nel mondo del cinema con capolavori del calibro di Dune e Velluto Blu. Anche Quentin Tarantino dovette superare lo scetticismo intorno alla sua arte auto-producendosi: il capolavoro ‘Le Iene’, infatti, venne concepito durante gli orari di lavoro nella videoteca in cui occupava il ruolo di commesso. Sette mesi dopo, il mondo intero avrebbe conosciuto il suo innato talento. Un altro grande esempio di auto-produzione è senza dubbio rappresentato dal primo capitolo di Mad Max: un cult distopico che George Miller scrisse e girò grazie al primo premio vinto in un concorso per cineasti dilettanti. La pellicola costò pochissimo e venne interamente girata con un cast di attori australiani (fra cui Mel Gibson, anche lui all’esordio). Particolare interessante della carriera di Miller è il fatto che prima ancora di entrare nel mondo del cinema si occupava di tutt’altro, infatti il famoso regista australiano era un medico. L’idea del primo film della saga di Mad Max gli venne proprio quando notò l’ingente numero di feriti per incidenti stradali che arrivavano ogni giorno in ospedale, e fu ispirato anche dal fatto che molti di questi pazienti si vantavano delle ferite subite. Una menzione d’onore va anche al grande Kevin Smith, il quale auto-produsse il film di culto Clerks vendendo la propria collezione di fumetti.

Tanti registi famosi, dunque, hanno esordito al cinema grazie ai propri risparmi e ad altre strade che non sono necessariamente passate dai finanziamenti dei grandi produttori del mondo di Hollywood. Molti di loro, infatti, hanno finanziato i loro film anche attraverso i prestiti delle banche o i mutui: una soluzione perfetta non solo per per gli aspiranti cineasti, ma anche per chi vuole entrare in altri campi con un budget ridotto. Infatti, spesso e volentieri le grandi case di produzione non riescono a distinguere un grande talento da uno mediocre e, per questo motivo, l’autofinanziamento resta l’unica soluzione. Come detto in precedenza questo non vale solamente per i campi artistici ma anche per ogni tipo di attività. In particolar modo però quella dell’aspirante regista è la figura che trova più difficoltà nel veder realizzati i propri progetti. Infatti, deve cercare di conciliare la produzione di un film con un budget decisamente ristretto. Per questo il consiglio è quello di affidarsi ad uno prestito per riuscire a raggiungere la cifra necessaria per produrre il proprio film. Essendo la maggior parte dei registi esordienti molto giovani, probabilmente solo una piccola percentuale di questo gruppo possiede o conosce la procedura per aprire un conto, il consiglio principale è quindi quello di visitare il portale aprireunconto.it per farsi un’idea dei documenti necessari per aprire un conto corrente. Un altro consiglio è di partecipare ad un festival internazionale con un corto. In questa maniera si avrà la possibilità di vincere un premio che permetterà di finanziare il medio o lungometraggio che avete in mente.

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