The Bug Butcher – Recensione

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Siamo onesti: la cosiddetta “next-gen” (anche se oramai dovremmo definirla “actual gen”) fino a questo momento si è rivelata una delusione. Tutti i grossi produttori che avevano promesso di fare faville sui megaprocessori e affini di PC e console di ultima uscita, hanno dimostrato fino a ora che tutti i titoli di recente produzione potevano essere giocati tranquillamente anche su PlayStation 3 e Xbox 360, passando senza dubbio anche per i PC con configurazioni aggiornate a qualche anno fa.
Bisogna però ammettere, al contempo, che coloro che si stanno impegnando per rinnovare  il settore – dal punto di vista ludico, sia chiaro –  sono tutti quegli sviluppatori definiti indie ma che hanno dalla loro la voglia di lasciare un segno in questo mondo in cui, purtroppo, è facile per i pesci piccoli venire offuscati dai grandi marchi.

Sviluppatore:  Awfully Nice Studios
Editore:  Awfully Nice Studios
Genere: Puzzle
Giocatori: 1-2 (locale)
Piattaforme: PC, Mac
Localizzazione: inglese

Sviluppato dal team austriaco Awfully Nice Studios (fondato dagli ex Blizzard Till Aschwanden e Rainer Zoettl) e premiato alla GDC Europe al contest “The Big Indie Pitch” proposto da  Pocketgamer, The Bug Butcher trae spunto dal sempreverde Pang per quel che riguarda la sua meccanica di gioco: un “ripulitore spaziale” di nome Harry deve muoversi dalla sinistra alla destra dello schermo e frammentare in pezzi sempre più piccoli i mutanti che cadono dall’alto o che salgono dal basso. Effettivamente descritto così The Bug Butcher sembra un prodotto banale, scontato, capace di regalare solo qualche ora di divertimento, ma mai impressione può risultare più sbagliata.
I ragazzi di Awfully Nice Studios sono riusciti a unire un gameplay semplice a una serie di elementi capaci di dare varietà all’azione di gioco, proponendo una molteplicità di situazioni da cui non sempre vi sarà garantita l’immediata vittoria.

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I primi scenari si presentano abbastanza vuoti e vi permettono di affrontare con estrema lucidità e semplicità i diversi nemici che compaiono sullo schermo, anche nel momento in cui questi si frammentano in mostri ancora più piccoli. Proseguendo nei vari capitoli, gli scenari si arricchiscono di ostacoli come barriere o piattaforme mobili che creano non poche difficoltà. Come se non bastasse, in alto a sinistra, è presente un timer che indica il tempo residuo per fare piazza pulita di tutti i nemici; una volta esaurito il tempo, lo scenario si riempirà di gas e per voi non ci sarà altro se non il Game Over. Stesso discorso qualora permettiate a un nemico di catturare uno dei personaggi secondari presenti nello scenario.

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Oltre alla sua arma principale, Harry può contare su un vasto arsenale di munizioni alternative che, a differenza di quanto accadeva in Pang, si esauriranno dopo un certo numero di colpi.
Dal punto di vista tecnico, The Bug Butcher non fa gridare al miracolo, ma si lascerà amare per la sua veste grafica cartoonesca e per il comparto audio ricco di effetti sonori e dotato di una colonna sonora che, seppure essenziale, si sposa alla perfezione con l’azione  di gioco.

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Conclusione

The Bug Butcher è un’ottima soluzione per spezzare la monotonia tra una partita a Call of Duty e una a Fifa 16. Lo stile di gioco è adatto a tutti e la possibilità di giocare in cooperativa (non ve lo avevamo detto?) con un vostro amico in locale, fa scendere una lacrimuccia di nostalgia dei bei tempi andati. Per 7,99 euro, The Bug Butcher è un prodotto che deve essere acquistato!

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