Riforma appalti, per la legge un coro di consensi

Quando si parla di politica e di manovre del Parlamento, è facile che si accenda la polemica, soprattutto sui contenuti e sugli effetti previsti e auspicati degli interventi. E invece, un primo piccolo primato positivo la legge delega sugli appalti, approvata in via definitiva dal Senato il 14 gennaio scorso, ce l’ha già: è riuscita a metter d’accordo una larga fetta degli attori interessati in materia. Delle novità e dei tratti più importanti di questa riforma si parla da tempo, e l’argomento è stato ben sintetizzato anche dagli esperti di Appaltitalia, il giornale italiano del settore; oggi, però, andiamo a capire la portata della “rivoluzione” della legge delega, con i feedback e le critiche da imprenditori e sindacati.

ROMA 29 APRILE 2013 VOTO DI FIDUCIA AL GOVERNO LETTA NELLA FOTO DISCORSO DEL PRESIDENTE ENRICO LETTA FOTO RAVAGLI/INFOPHOTO

Commenti positivi. Oltre alle inevitabili reazioni ottimistiche e orgogliose di Governo e maggioranza, infatti, anche da imprese, professionisti e sindacati arrivano valutazioni positive all’impianto della legge delega, frutto di un lavoro durato oltre un anno e che ha come obiettivo ultimo la completa trasformazione e semplificazione del sistema degli appalti pubblici, per garantire più efficienza, trasparenza e legalità. Ad esempio Edoardo Bianchi, vicepresidente Ance con delega alle Opere pubbliche, definisce l’approvazione un passo decisivo “per una profonda riforma del sistema degli appalti”, soprattutto per quanto riguarda le novità nel campo della lotta alla corruzione e della valorizzazione della progettazione.

Plauso da Confindustria. Giudizio simile viene espresso da Patrizia Lotti, presidente di Oice (Associazione delle società di ingegneria e architettura che aderisce a Confindustria), che vede nella legge delega un “salto in avanti verso la modernizzazione della normativa sugli appalti, affidando al progetto e al progettista un ruolo centrale” Molto apprezzate, in particolare, alcune scelte che valorizzano la figura dei professionisti, come “l’eliminazione dell’incentivo del due per cento per i progettisti interni alla Pubblica Amministrazione, la limitazione dell’appalto integrato, il divieto di affidamento degli incarichi al prezzo più basso, la limitazione delle varianti e il rilancio della funzione di verifica dei progetti”.

Altra voce al coro. Tra gli aspetti più decisivi, secondo la Finco (Federazione Industrie Prodotti, Impianti, Servizi ed Opere Specialistiche per le Costruzioni), c’è anche il superamento della Legge Obiettivo 443/2001, che ha “nel tempo posto le opere specialistiche e superspecialistiche nel subappalto, fattispecie operativa più consona a lavori generici e di minore professionalità e che ha determinato una progressiva dequalificazione delle opere”; a questo proposito, invece, si dovrebbe dimostrare più efficace la strada intrapresa, che prevede anche “la limitazione dell’appalto integrato, il divieto di affidamento degli incarichi al prezzo più basso, la limitazione delle varianti ed il ruolo centrale per l’ANAC, che terrà l’albo dei Commissari di gara, sia per la messa a punto di bandi e contratti-tipo, sia per la vigilanza sulla esecuzione dei contratti”, e ancora “i limiti posti all’istituto dell’avvalimento e alla verifica solo formale da parte delle SOA, che dovranno attenersi ad un sistema di attestazione centrato sulla materialità dei requisiti”.

Pollice in su dei sindacati. Anche le forze sindacali hanno commentato in modo favorevole la legge delega, anche se c’è chi, come Luigi Sbarra della segreteria confederale di Cisl, evidenzia anche quanto resta da fare: “la riduzione delle Stazioni appaltanti, la loro maggiore qualificazione, la stretta sulle varianti, l’assegnazione prevalente delle gare tramite l’offerta economicamente più vantaggiosa e maggiori poteri di controllo affidati all’Anac sono elementi introdotti dalla riforma che noi abbiamo sostenuto e che fanno ben sperare per un cambio di rotta negli appalti.

Ora la nostra attenzione è ai decreti attuativi che dovranno mettere in pratica le linee tracciate dalla nuova normativa, affinché gli elementi qualificanti di un cambiamento effettivo in questo settore divengano veramente efficaci”.


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