Assassin’s Creed Chronicles: India – Recensione

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Dopo nove mesi d’attesa, Mamma Ubisoft ha dato alla luce il secondo fratello, quasi gemello, della saga Assassin’s Creed Chronicles. Lo studio Climax avrà fatto dei miglioramenti oppure quest’ultimo capitolo sarà uguale al suo predecessore? Indossate il vostro cappuccio ed intraprendete questo cammino con noi alla scoperta di: Assassin’s Creed Chronicles: India!

Sviluppatore: Climax Studios
Editore: Ubisoft
Genere: Azione-Avventura;
Giocatori: 1
Piattaforme: Xbox One, PS4, PC
Localizzazione: Testi in inglese, sottotitoli multilingua.

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In questo capitolo, Assassin’s Creed Chronicles: India, ci ritroviamo catapultati in India dove intraprenderemo le avventure di Arbaaz Mir, un’assassino molto abile e scaltro della Confraternita Indiana vissuto nell’India dell’Ottocento. Ci troviamo nell’anno 1841 durante la guerra tra l’Impero Sikth Indiano e la Compagnia delle Indie Orientali Britannica, Arbaaz dopo aver “rubato” il cuore della giovane principessa Pyara Kaur è alla ricerca di un diamante chiamato Koh-i-Noor, che si racconta abbia un potere così grande da risolvere l’enigma della scatola (l’artefatto presente nel capitolo precedente e in altri capitoli della saga principale). Ci sono alcune differenze che portano questo capitolo ad un livello leggermente superiore rispetto ad Assassin’s Creed Chronicles: China ed una di queste è data dai colori degli sfondi. La grafica qui la fa da padrona con i suoi giochi di luce, mettendo in risalto ed in buona luce i paesaggi esotici e caldi che ci accompagneranno nelle 10 sequenze in cui ci viene raccontata la storia. Non sarà predominante il rosso questa volta, ma svariati colori caldi ed accesi che ci faranno godere i luoghi esotici che visiteremo e che faranno da contorno ad un gameplay veloce e frenetico oppure non troppo lento e dai movimenti ben studiati (dipende da qualè il vostro modo di giocare). Altre novità sono l’intelligenza artificiale migliorata, seppur di pochissimo, ma non guasta il ritmo e la giocabilità della partita.

La novità più importante è la Stanza delle Sfide, una nuova opzione con delle sfide suddivise a livelli e in tre categorie dove il giocatore potrà provare le proprie abilità di Assassino nella raccolta di oggetti, nel risolvere i contratti e nell’eliminare tutti i bersagli, ognuna delle quali dovrà essere svolta entro il tempo limite che viene imposto dal gioco. Il gameplay è leggermente cambiato rispetto a come eravamo abituati col suo predecessore. Le fasi stealth restano le stesse, ma sono arricchite da sequenze di corsa “ad ostacoli” (niente di nuovo… certo, ma che spezzano la “monotonia” del classico “schiva e/o uccidi” insieme alle situazioni dove ci improvviseremo cecchini) e le presentazioni d’apertura dei livelli ci accoglieranno con i colori caratteristici e ci illustreranno la storia egregiamente. Anche il comparto sonoro è stato studiato con cura nei minimi dettagli, con una colonna sonora molto piacevole da ascoltare durante lo svolgimento dei livelli. I dialoghi e il doppiaggio non sono niente male ma la mancanza dell’italiano parlato si fa sentire per chi, come me per esempio, è abituato al doppiaggio Made in Italy, che i sottotitoli non possono sostituire degnamente (ma… ehi… meglio di niente no?).

Le armi di cui dispone il nostro assassino non sono molto varie e sono presenti vecchie conoscenze immancabili, ovvero la bomba fumogena, il coltello sonoro e il fischio per distrarre le guardie e passare inosservati, ma anche delle novità come una nuova spada e i chakram che sapranno aiutarci in molte situazioni, soprattutto per la loro capacità di rimbalzare sui muri per raggiungere il bersaglio designato. Oltre alle citate armi Arbaaz Mir dispone anche di due nuove tecniche che portano una ventata di novità: la prima è quella di poter derubare le guardie finché non si accorgono della nostra presenza, così da poter rifornire le nostre scorte di gadget, mentre la seconda è la capacità di poter mettere fuori uso i nemici senza ucciderli (anche se questo non ci permetterà di ottenere il rango “Ombra” come valutazione in quel frangente di livello rovinando il nostro punteggio).

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Conclusione

Assassin’s Creed Chronicles: India non ha nulla da invidiare al suo predecessore né in termini di gameplay né in termini di grafica e storia. L’intelligenza dei nemici andrebbe migliorata ma, come già detto in precedenza, non guasta troppo il gamplay. Consigliato ad occhi chiusi per tutti i fan della serie, anche per il prezzo contenuto.

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