Intervista a Giorgio Tirabassi: “Vi canto la mia Roma”

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‘Distretto di Polizia’, ‘I Liceali’, ‘Squadra Mobile’, ‘Ultimo’, ‘Paolo Borsellino’ sono solo alcune delle serie TV che hanno fatto di Giorgio Tirabassi uno dei volti più conosciuti e più amati della televisione del nostro paese. Ognuna di queste produzione televisive è infatti risultata essere un successo e, se si considerano anche i numerosi film a cui l’attore romano ha preso parte, si capisce quanto da 30 anni a questa parte Tirabassi abbia dato all’industria televisiva e cinematografica italiana. Ma Giorgio Tirabassi è molto di più di un attore duttile e capace di dividersi senza problemi tra teatro, cinema e TV. C’è infatti un lato del noto attore che magari non tutti conoscevano ma che, adesso, è inevitabilmente venuto fuori: la sua passione per la musica.

Oltre ad essere il celebre attore che tutti conosciamo infatti, l’artista romano coltiva da anni la sua passione per la musica e più e più volte si è esibito in diversi locali della Capitale al fianco di altri musicisti. Da queste esibizioni è nato il progetto ‘Romantica‘, un disco che racchiude proprio il lavoro di Tirabassi in questa inedita veste e che rappresenta un omaggio alla canzone tradizionale romana. Un esordio che porterà quindi la musica dell’attore anche fuori dai confini del Lazio per diffonderla anche ai suoi fan e agli appassionati di tutta Italia, in attesa di altre esibizioni e ulteriori progetti simili. Noi di MyReviews abbiamo contattato in esclusiva Giorgio Tirabassi per parlare con lui proprio della sua passione per la musica, di questo disco e dei suoi prossimi progetti.

 

Come nasce la passione di Giorgio Tirabassi per la musica?
La mia passione per la musica è nata sin da quando ero piccolo, anche grazie a mio fratello più grande che suonava prima per diletto e poi ha iniziato a farlo più seriamente. Oltre a cantare è stato ovviamente importante anche l’ascolto e negli anni ’70 poi, come ben sai, usciva un capolavoro ogni mese in pratica. Ho prestato molto orecchio anche alla musica napoletana, penso ad esempio a Sergio Bruni, e a tutto quello che è romano. Avendo sviluppato una tecnica un po’ più evoluta rispetto a quella che ovviamente avevo da ragazzo ho voluto provare a cantare e suonare i pezzi che ci sono nel disco con un accento anche diverso per provare a renderli “più giovani”, perché di solito si arrangiano in maniera molto classica. Senza volermi prendere la paternità di nulla anche perché si tratta di brani che fanno parte del repertorio popolare, ho scelto anche canzoni che non so nemmeno se siano mai state incise per fare capire ai romani e non solo che nel nostro repertorio ci sono canzoni meravigliose che magari non tutti conoscono.

 

Cosa puoi dirci riguardo al processo creativo che c’è stato dietro a ‘Romantica’?
Come ti dicevo prima ho cercato di dare una mia impronta personale, con un accento o una ritmica diversa, a questi brani. Per due mesi abbiamo suonato in un locale storico di Roma e ogni martedì sera provavamo questi pezzi davanti al pubblico e alla fine abbiamo capito che di materiale ce n’era tanto. Abbiamo fatto anche qualche Festival e suonato in altre zone importanti di Roma, perché è qualcosa che vogliamo che arrivi a tutti. Dopo aver fissato gli arrangiamenti che facevamo dal vivo siamo andati in sala registrazioni e abbiamo sistemato quanto avevamo deciso. E’ stato un lavoro creativo molto bello e ho trovato molte analogie con il processo creativo che sta dietro ad un film, per esempio per quanto riguarda tutta la parte della produzione per la quale ho partecipato al 50%.

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Televisione, cinema, teatro, musica, sei un artista molto duttile. In che contesto però Giorgio Tirabassi si diverte di più e/o si trova più a suo agio?
In questo momento forse proprio il contesto musicale mi sta facendo divertire di più perché è qualcosa che parte dalla pura passione. E’ chiaro che poi il lavoro per me è quello dell’attore, che anche lì è iniziato per passione ma ormai dopo 35 anni vuoi o non vuoi subentra anche la professionalità. Ovviamente non voglio propormi come cantante, però penso di poter cantare le canzoni di questo disco visto che si tratta di repertorio tradizionale romano e facendo parte del popolo penso di essere autorizzato a riproporre questi brani. Ho messo solo 14 pezzi ma ce ne sarebbero tanti altri, magari potremmo pensare a qualche altro progetto con quelli rimasti chissà. Molte di queste canzoni sono poco conosciute e sono andato a recuperarle anche nelle bancarelle proprio perché volevo far conoscere anche brani che magari il grande pubblico non è abituato ad ascoltare.

 

Come definiresti questo album?
Il titolo non è casuale. Si riferisce non solo alla tipologia e al tema delle canzoni, ma se spostiamo l’accento diventa ‘Roma Antica’, perché appunto nasce anche dalla voglia di far conoscere delle cose che magari sono rimaste un po’ nascoste, visto che risalgono anche ai primi anni del ‘900, ma che meritano di essere tirate fuori e riproposte senza però cambiare il senso della canzone e le intenzioni dell’autore o dell’interprete originale.

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Hai parlato delle tante esibizioni a Roma e dintorni e ora questo disco ti dà la possibilità di fare arrivare la tua musica anche a chi non vive nella Capitale. Quanto può essere importante e può influire il lavoro che hai fatto al cinema e in televisione anche su questo progetto e sui tuoi progetti musicali?
La popolarità che mi ha dato il mio lavoro in televisione è stata enorme. Io ho iniziato a fare teatro praticamente da solo, senza produzioni importanti alle spalle. L’affetto che mi dimostra il pubblico, non solo a Roma, lo sento parecchio. L’ho visto ad esempio con il mio spettacolo teatrale ‘Coatto unico senza intervallo’ che riprenderà a breve alla Sala Umberto e che parla di un fatto di cronaca che avviene in un ufficio postale e anche lì faccio un paio di canzoni del disco dal vivo: con questo spettacolo abbiamo girato tutta Italia e la risposta del pubblico non è mai stata inferiore. C’è anche da considerare che il romanesco – che è un po’ la lingua ufficiale della commedia all’italiana – e il dialetto toscano lasciano quasi intatto l’italiano quindi è facilmente comprensibile e questo vale anche per le canzoni del disco ovviamente.

 

Quali sono i tuoi prossimi progetti e cosa invece ti piacerebbe fare in futuro?
Sono contento perché sto già facendo quello che mi piace fare e lo faccio ormai da diversi anni. I primi di aprile finisco di girare la seconda serie di ‘Squadra mobile’ e dopo di che cominciamo a suonare in giro con questo progetto ma anche per altre cose. Poi vedremo anche cosa verrà fuori in questi mesi, se c’è qualche bella opportunità si valuta. Per quanto riguarda il cinema ti posso dire che ho già girato un film che si chiama ‘Il camionista’ che parla proprio di un autotrasportatore che per arrotondare trasporta anche clandestini. Speriamo possa avere una buona distribuzione.

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