Recensioni

Just Cause 3 – Recensione

Rico Rodriguez non è un semplice nome, ma una figura che può entrare di diritto in tutti i film degli anni ’80. Il suo nome significa esplosione, caciarone, cazzeggio, ed è indissolubilmente collegato a Just Cause. Siamo finalmente arrivati a questo terzo capitolo, con un Rico Rodriguez colpito al cuore della sua amatissima casa nell’Arcipelago dei Medici. Il generale Di Ravello ha imposto una dittatura sanguinaria e ultraviolenta, scatenando non poco il panico tra i cittadini e la rabbia del nostro protagonista. È guerra aperta; contro il generale Di Ravello si sta facendo strada un Terminator, l’A-team al completo e anche un McGyver con le sue esplosioni con un semplice filo interdentale (anche se qui usiamo un rampino, ma tant’è). Rico Rodriguez è tornato a casa, fatta di sfondi viola con vallate di lavanda e blu con un mare cristallino. I colori non mancano, ma forse agli sviluppatori è mancato il coraggio.

Sviluppatore: Avalanche Studios
Publisher: Square Enix
Piattaforme: PC/MAC, PS4, Xbox One
Genere: Action
Data di uscita: 1 dicembre 2015
Localizzazione: Completamente in italiano

Dopo questa apertura un po’ stile anni ’80, partiamo dalla base del gioco. Just Cause 3 riprende esattamente dov’era terminato il secondo episodio, con la vittoria di Panau e quindi un ritorno a casa per riposarsi all’isola Medici, un arcipelago che ricorda molto il sud dell’Europa, con ambientazioni che richiamano fortemente la Grecia, la Spagna e l’Italia, con colori forti, un sole scottante e tanto, tanto mare di un azzurro cristallino. Questo paradiso è stato messo sotto dittatura dal generale Di Ravello, che mischia nel modo più palese possibile, alcuni dei dittatori più conosciuti della storia che ci appartiene. L’obiettivo di Rico quindi è molto semplice, far tornare Medici in piena libertà. Non si tratta di una trama profonda e particolare, come solito della saga, anzi, sembra più un aggiunta secondaria. Non mancheranno tradimenti, cospirazioni, esplosioni, entrate sceniche da far impallidire Hollywood, ragazze splendide e chi più ne ha più ne metta. Ci saranno i nostri amici come Mario Frigo, Tom Sheldon e la dottoressa che ci fornisce nuovi mezzi di distruzione, tutti con nomi facilmente dimenticabili e di poca importanza. Possiamo confermare che la storia è più un pretesto per mostrare un vero e profondo tutorial di distruzione. Just Cause è un titolo ignorante e va preso come tale, non aspirate ad una trama complessa o anche solo bella, perché potreste rimanere seriamente delusi, però se il classico film hollywoodiano tamarro vi piace, allora siete nel posto giusto.

2807308-jc3_screenshot_wingsuittown1_13_1422545274.02.15_09

Ma qual è il fulcro del gioco, allora? La distruzione, la possibilità di fare tutto quello che si vuole con i gadget a disposizione e divertirsi. Forse la parola più importante di Just Cause è “divertimento”, in quanto la natura sandbox ci mette a disposizione un mondo completamente distruttibile. L’enorme mappa a disposizione ci presenta ponti, edifici e gallerie che possono essere distrutte grazie all’enorme mole di gadget di distruzione che possiamo utilizzare. Ogni paesello ha la propria stazione di polizia che dev’essere rasa al suolo, in modo da liberare il luogo dalla dittatura, insieme ad antenne radio, statua del generale e tutta la propaganda come cartelloni e manifesti. Ci sono anche degli avamposti, con le guardie di Di Ravello, che ci attaccano con mezzi blindati e torrette, ma che possono essere tranquillamente neutralizzati grazie anche alla generosa quantità di benzina e silos esplosivi. Il fiore all’occhiello sono però le gigantesche basi militari di Di Ravello, che sono decisamente più grosse di quelle viste nel secondo capitolo. Ci saranno torrette, barriere antiaeree, soldati corazzati, carri armati e mezzi blindati, oltre ovviamente agli elicotteri da guerra. Il tutto è condito da una difficoltà ben bilanciata per quanto concerne questo aspetto, dimostrando di sapere essere impegnativo e gratificante. Meno è la difficoltà generale, con la possibilità di ripetere la stessa missione più volte, andando avanti di esplosione dopo esplosione, visto che alla morte, rimane tutto così com’era distrutto.

4

Non mancheranno anche mezzi di tutti i tipi per approcciarsi alla distruzione, che, in qualsivoglia modo lo si giochi, non mancherà mai. I velivoli sono molto importanti e variano tra loro, infatti avremo a disposizione elicotteri con lanciamissili ma anche caccia bombardieri e caccia da combattimento, con una resistenza, però, molto bassa. Se infatti vogliamo approcciarci dall’alto, sarà necessario prima distruggere le barriere SAM antiaeree, sennò ci ritroveremo coi piedi per terra dopo appena due missili. Lo stesso vale per altri mezzi, con i carri armati e le barche che con qualche paio di colpi pieni si distruggono. Questo potrebbe non essere un vero e proprio problema, se non fosse per il rampino e la tuta alare. Se da un lato i mezzi sono facilmente distruttibili e aumentano la difficoltà, dall’altro abbiamo un’accoppiata vincente da renderci immortali. Il rampino può concatenare diverse cose insieme così da poterle distruggere a catena, oltre ad essere utilissimo per muoversi nel gioco, mentre la tuta alare serve per librarsi in volo. Avete presente Superman? Ecco, Rico potrà tranquillamente fare a meno di mezzi, in quanto l’accoppiata tuta alare e rampino ci rende velocissimi, fortissimi e imprendibili. Sicuramente poter svolazzare come un uccello per l’arcipelago Medici non è una brutta cosa, ma l’utilizzo in combattimento mostra la natura più superficiale del titolo, risultando poi troppo spesso ripetitivo, anche a causa di alcune scelte di gameplay. Come avrete capito, Just Cause 3 è un gioco enorme, con tantissimi mezzi, una mappa molto grande e tanta distruttibilità fuori dal comune. Il problema della ripetitività sta proprio in queste azioni, che si ripetono tante di quelle volte da farvi venire la nausea. Per andare avanti nella storia, infatti, il giocatore dovrà liberare la zona dalla dittatura distruggendo gli avamposti e le statue di cui sopra, iniziando a sentire la ripetitività dopo appena quattro o cinque volte che si è compiuta questa azione, peraltro nello stesso identico e preciso modo. La mancanza di coraggio degli sviluppatori è proprio qui, una varietà meno consistente di quello che ci aspettava da un titolo del genere.

Just-Cause-2-Promo-Art-750x400

Sul fattore tecnico siamo di fronte ad un buon lavoro. Medici è un arcipelago ricco di distese colorate dai papaveri e lavanda, con un sole cocente e un mare splendido. Splendide anche certe viste al tramonto o le esplosioni di notte, con degli effetti grafici molto validi vista la grandezza ed estensione della mappa. Meno sono gli interni, quasi tutti uguali e che non rispecchiano la gradevole paletta del Mediterraneo che troviamo fuori. Tutto questo, collegata ad una fisica molto valida, rende il frame-rate molto ballerino. Talvolta, dopo alcune esplosioni grosse, si nota un abbassamento drastico da far venire il mal di testa. Delle patch sono in lavorazione per risolvere il problema, anche se sarà davvero molto complicato.

In conclusione…

Just Cause 3 può essere un valido acquisto, se e solo se, dalla vostra creatività volete divertirvi senza una trama valida e con esplosioni a tutta forza. Il titolo entra in quella categoria di gioco caciarone e ignorante, il cui obiettivo è quello di farvi divertire, distruggendo tutto senza ritegno e in tanti modi diversi. I mezzi sono tanti e possono essere validi strumenti di distruzione, ma anche l’accoppiata rampino e tuta alare (con paracadute), può risultare un’ottima mossa – anche troppo – per distruggere le basi miliari del dittatore Di Ravello. La ripetitività è un fattore prettamente oggettivo ma con limiti legati al soggettivo, quindi sarete solo voi a decidere quando vi sarete stancati, ma prima di quel momento, avrete il potere di radere al suolo qualsiasi cosa nel palmo della vostra mano.

Mostra tutto

Mirko Rusciano

Personaggio particolare, simpatico e con la curiosità di un gatto. Cresciuto a pane e videogiochi, che ha scoperto nei primi anni di età, si è poi appassionato alla scrittura, alla filosofia e al cinema. Fedele al movimento multipiattaforma, che prima o poi metterà la parola fine alla console war.
Back to top button