L’Angolo delle Nuvole – Morgan Lost

Dal 20 ottobre in tutte le edicole è comparsa la nuova serie regolare di Sergio Bonelli Editore, Morgan Lost. Una serie di cui si è molto discusso: perché il suo creatore è quel Claudio Chiaverotti sceneggiatore di tanti albi di Dylan Dog e autore di Brendon; per un clima di disperata follia che pervade l’intera opera; per una cura nelle pagine e nel colore, funzionale al racconto ed insolito per la casa editrice. Il protagonista Morgan Lost è un cacciatore di taglie di New Heliopolis, una metropoli controllata da un sistema superiore, popolata di criminali e serial killer considerati e idolatrati come vere e proprie star. Morgan ha un tatuaggio sul volto (una maschera sugli occhi), retaggio di un rapimento ad opera di due folli, colpevoli anche dell’omicidio della sua fidanzata.

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I primi due albi della serie (L’uomo dell’ultima notte e Non lasciarmi) oltre ad essere pervasi da una passione cinematografica dirompente (ammiccamenti, citazioni) sono molto veloci, poche spiegazioni e digressioni per non rallentare l’azione di un racconto “impaziente” che gioca d’accumulo con comprimari e serial killer. Impossibile non connettere New Heliopolis con Gotham City (anche se Non lasciarmi sembra più un figlioccio di Sin City), per giustificare l’impazienza di Chiaverotti nel mostrare il maggior numero sostenibile di figure inquietanti. La vera novità, al di là delle storie, del cinema, del clima dark è la tricomia delle tavole, con il colore rosso che resta appiccicato agli occhi senza invadenza, permettendo la tenuta di una angoscia disturbante e permanente.

Ora tocca a Claudio Chiaverotti non deludere aspettative altissime, tocca ad un autore che nelle sceneggiature di Dylan Dog ha sempre promesso tanto, lasciando spesso il lettore con un po’ di amaro in bocca. L’esordio di Morgan Lost conferma questa tendenza: dopo una prima parte intrigante, “il secondo tempo”, al solito, lascia a desiderare, con tanta disperazione svanita nel nulla.

La strada da percorrere, ogni mese in edicola, è ancora lunga.