Mordheim: City of the Damned – Recensione

Era il 1999 quando la cittadina di Mordheim vide la luce nel mondo fantasy di Warhammer. La particolarità di questa serie presentata da Game Workshop, era la gestione di piccole unità in un contesto urbano, discostandosi dalle battaglie dei grossi eserciti presenti nelle serie maggiori di Warhammer Fantasy, Warhammer 40.000 e successivamente dal Signore degli Anelli. Ma diciamoci la verità: un nerd D.O.C. non si può definire tale se almeno una volta nella vita non ha dipinto una miniatura o provato a giocare a un wargame tridimensionale. Se il vostro curriculum ludico non dispone ancora di questa esperienza, Mordheim: City of the Damned vi aiuterà in questo intento. Il gioco rispecchia fedelmente la storia dello Specialist Game da tavolo, catapultandoci nella città di Mordheim devastata a seguito dalla caduta di una cometa. Una delle poche zone risparmiate dalla furia del corpo celeste è il Castello delle Sorelle Sigmarite, che faranno parte di una delle quattro fazioni messe a nostra disposizione all’inizio del gioco. Quest’avvenimento portò oltre al diramare del caos in tutta la zona, alla comparsa della Malapietra, responsabile della follia generale in tutta la città e con il peculiare potere di trasformare ogni metallo in oro. L’avidità e la fame di denaro porterà le nostre fazioni a rivaleggiare tra di loro nella ricerca di questa pietra magica. Parlando di questo titolo, il primo consiglio da dare è che se cercate l’ennesimo hack and slash con ambientazione medioevale/fantasy, potete rivolgervi altrove. La complessità e le possibilità di gestire la tattica in ogni singola azione in Mordheim: City of the Damned sono davvero stupende e se siete amanti del mondo creato da Game Workshop, l’acquisto del titolo è d’obbligo, ammesso che siate disposti a tralasciare il comparto grafico piuttosto datato.

Sviluppatore: Rogue Factor
Publisher: Focus Home Interactive
Piattaforme: PC
Genere:  Strategico a turni
Data di uscita: 19 novembre 2015
Localizzazione: Dialoghi in inglese e Testi in italiano

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La complessità di gioco vi obbligherà ad affrontare il Tutorial, che non è sicuramente da considerarsi facoltativo come spesso succede in molti giochi. La varietà di azioni possibili nel gioco deve essere ben appresa per potersi preparare alle dure e varie sfide proposte, basti pensare che solo l’intero Tutorial dura circa due ore di gioco. Avviata l’avventura dovrete scegliere quale gruppo vorrete comandare nelle schermaglie che andrete ad affrontare. Potremmo scegliere tra Mercenari umani, Skaven (sembrano i fratelli cattivi del maestro Splinter delle Tartarughe Ninja), Sorelle di Sigmar e Culto dei posseduti. Una volta scelta la fazione e la modalità di gioco (Campagna per il single player e Schermaglia in multi), dovremo costruire il nostro gruppo ricordando che ogni guerriero potrà trasportare fino a due set di armi, ma il cambio durante il turno di gioco comporterà il costo in punti strategia e azione. Iniziata la partita, verrà valutata la Scala Iniziativa che indica l’ordine in cui agiranno i guerrieri e viene calcolata con la statistica Allerta del guerriero, le abilità, le armi, le armature e gli incantesimi a disposizione del nostro personaggio. Nonostante le azioni da svolgere siano diverse, il sistema di comando è molto semplice. Potremo scorrere le possibilità con i tasti Q ed E, e selezionare con il tasto destro del mouse. Ogni scelta deve essere confermata con un secondo click, questo per evitare errori nella selezione dell’azione da noi indicata. Se durante il percorso ci scontreremo con un nemico, la battaglia è obbligatoria ma potremmo cercare sempre la fuga se la situazione è particolarmente complessa per le nostre capacità. A ogni attacco del nemico potremo eseguire un nostro contrattacco e viceversa, fino a quando l’energia di un personaggio giungerà a zero. Se un nostro guerriero viene sconfitto, avrà la possibilità di essere semplicemente ferito o morire in maniera definitiva e non poter più essere utilizzato nelle giornate di combattimento successive. Nell’avventurarci per le strade di Mordheim troveremo diversi oggetti nonché la tanto agognata Malapietra, ma ricordate che l’inventario di ogni singolo avventuriero è limitato e in alcuni casi sarà quindi necessario comporre un notevole gruppo per trasportare più bottino possibile. Al termine di ogni battaglia dovremo pagare i nostri guerrieri, se necessario avremo la possibilità di cambiare i membri del gruppo, distribuire eventuali ricompense ottenute, accedere alla tana dei contrabbandieri per vendere la Malapietra conquistata e solo allora porre fine alla giornata per passare alla battaglia successiva.

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Uno degli aspetti che non convince pienamente in Mordheim: City of the Damned è la visuale in terza persona sul personaggio di turno e il movimento in stile Action RPG tramite i tasti W, A, S, D. La struttura di gioco rispecchia le regole del board games originale, ma considerando che il titolo ad oggi è disponibile solo per pc e visto il fascino prettamente Old School, sarebbe stata consigliabile una visuale dall’alto più ampia per gestire meglio la strategia generale di combattimento. La Visuale Panoramica, disponibile premendo in un qualunque momento il tasto centrale del mouse, fornisce una planimetria schematizzata generale della zona, rendendo visibile la disposizione dei vari schieramenti e la possibilità di segnare i punti d’interesse da raggiungere. La realizzazione di questa prospettiva è però troppo basica dal punto di vista grafico per poter affrontare l’avventura in questa modalità, pur essendo un aspetto essenziale per un’ottima pianificazione nella strategia di gioco. In riferimento al comparto grafico bisogna tener presente che Mordheim: City of the Damned è una conversione digitale del board games prodotto dalla Games Workshop. I personaggi che utilizzeremo sono quindi da considerare come miniature da tavolo. Questo per giustificare l’assenza di espressioni facciali e l’ambientazione monotona presente in questo titolo. In ogni caso l’assenza di dettagli e di effetti particolari all’interno dell’ambiente di gioco rende il comparto grafico mediocre.  L’aspetto positivo che regaleranno invece le diverse ore di intrattenimento è l’accurata e dettagliata personalizzazione del proprio gruppo di gioco. Potremo scegliere sia i colori dei componenti del nostro equipaggiamento, oltre che i singoli elementi da portare in missione, insieme alle abilità e agli incantesimi che ci aiuteranno a sopravvivere per le strade della Città dei Dannati. Alcune inquadrature risultano in alcuni casi troppo chiuse, non permettendo una visuale utile del nemico o dei propri alleati e i tempi di caricamento sono a inizio missione molto lunghi, ma il gioco si presenta fluido e senza ulteriori interruzioni.

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Mordheim: City of the Damned è sicuramente uno strategico a turno molto valido che appassionerà chi conosce già questo titolo negli Specialist Games. Il limite nelle ambientazioni e la grafica non stupefacente potrebbe non coinvolgere chi si avvicina per la prima volta a questo genere di gioco, considerando anche diversi errori nella traduzione dei testi in italiano, mentre il parlato è rimasto in lingua originale. Quindi preparatevi ad affrontare la follia e la cupidigia della Città dei Dannati e non dimenticate: “niente panico, il caos è al lavoro!”


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