Hunger Games: Il canto della rivolta – Parte II – Recensione

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La scintilla della ribellione è finalmente divampata in tutti i dodici distretti di Panem. L’esercito dei ribelli, dopo aver conquistato anche il vicino distretto 2, si dirige verso Capitol City per l’ultima offensiva al dispotico governo di Coriolanus Snow (Donald Sutherland). Nelle seconde linee, per scopo propagandistico, seguono Katniss (Jennifer Lawrence), Peeta (Josh Hutcherson), Gale (Liam Hemsworth) insieme agli altri Vincitori e allo staff tecnico del Distretto 13. Con un Peeta ancora mentalmente instabile, Katniss in cerca della vendetta personale ed una Capitol City disseminata di trappole mortali, il loro assalto al palazzo del re si trasformerà ben presto nella 76esima edizione degli Hunger Games.

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Ebbene sì. Dopo l’ennesima separazione cinematografica dettata dalle spietate leggi del marketing, la quale ci aveva consegnato una ben scialba “Parte I” de Il Canto della Rivolta, è arrivato il momento del gran finale di una saga da record capace di catalizzare giovani e meno giovani di fronte alle avventure della “Ghiandaia Imitatrice/Ragazza di Fuoco” Katniss Everdeen, protagonista dei romanzi nati dalla penna di Suzanne Collins, a cui le pellicole si ispirano. Dopo un precedente capitolo vuoto e spento, capace soltanto di creare una discreta attesa per l’epilogo (comunque già noto ai lettori dei romanzi), siamo di fronte ad un evidente connubio di azione ed emozione, senza dimenticare l’ormai onnipresente (e caratteristica) storia d’amore.

Ma andiamo con ordine. Non tutti i mali vengono per nuocere, dice il detto. La divisione in due ha sì impoverito il primo capitolo “finale”, ma allo stesso tempo ha fatto si che ne Il Canto della Rivolta  – Parte II ci sia moltissimo spazio dedicabile ad una profonda analisi dei personaggi in aspetti che non erano affatto stati contemplati precedentemente. C’è infatti spazio per più vicende che inevitabilmente beneficiano dell’ampio respiro dei 137 minuti a disposizione e del fatto che il preambolo all’assedio di Capitol City sia già stato ampiamente trattato in precedenza. Contestualmente, i ritmi si attestano su un continuo crescendo che trova il suo sviluppo nel progressivo avanzare nella presa della capitale di Panem. Più il gruppo si riduce per le inevitabili perdite, più dialoghi e situazioni diventano intimi e toccanti, alternandosi agli scontri e alle fasi più concitate. Il fatto di assistere a degli hunger games decisamente meno convenzionali e meno “instradati” dei precedenti fa in modo di creare una variante rispetto ai primi due capitoli, che avevano riproposto esattamente lo stesso schema della battle royale. Stavolta è una vera sfida di sopravvivenza in un territorio ostile in cui i tributi collaborano per raggiungere il loro scopo ultimo, porre fine alla dittatura.

Qualche situazione “eccessiva” è pero riscontrabile. Sembra infatti che alcune scene siano davvero state inserite solo ed esclusivamente mirando al crogiolarsi dei fan più accaniti. Un paio di dialoghi e di scene ne sono l’esempio, unite ad un “finale nel finale” che sa molto di già visto, oltre che risultare come materiale appositamente inserito per le fantasticherie dei fan, vista la sua poca attinenza (anche se riportato nel libro, comunque evitabile). E’ chiaro come infatti un epilogo anticipato di qualche scena avrebbe dato un tono più convincente al film, sicuramente più “leggendario” sfumato dalle inevitabili tinte amorose. Il vero finale, definito quasi sconvolgente da molti lettori dei libri, è invece abbastanza comprensibile e se ne cominciano a cogliere i possibili riferimenti già nella prima parte del film. Nel complesso Francis Lawrence si dimostra molto avvezzo al genere e presenta un prodotto piuttosto scorrevole e ben girato, malgrado con qualche segmento ai limiti del surreale, confezionato perfettamente per il target cui il brand mira fin dal primo capitolo.

Nel bene e nel male infatti Hunger Games giunge alla sua conclusione, carico del suo messaggio di speranza e di rinascita, e con il radicato senso di sconfiggere una volta e (soprattutto) per sempre la tirannia. Malgrado il chiaro intento di accontentare la fanbase, è necessario il plauso nell’aver comunque seguito delle linee guida abbastanza chiare nel rapporto libro-pellicola, seppur semplificando e forse rendendo un po’ tutto troppo chiaro fin da subito (anche ai non lettori). Il Canto della Rivolta – Parte II consacra definitivamente i suoi protagonisti (come se avessero bisogno di conferme di fronte al loro sterminato seguito) e, in fin dei conti, si lascia guardare dignitosamente, con i suoi picchi, le sue emozioni e qualche inevitabile basso. Non potevamo immaginare un finale migliore o, quantomeno, diverso.

 

Scheda film

Titolo: Hunger Games: Il canto della rivolta – Parte II
Regia: Francis Lawrence
Sceneggiatura:  Danny Strong, Peter Craig, Suzanne Collins (romanzo)
Cast :  Jennifer Lawrence, Josh Hutcherson, Liam Hemsworth, Woody Harrelson, Elizabeth Banks, Julianne Moore, Philip Seymour Hoffman, Jeffrey Wright, Stanley Tucci, Donald Sutherland, Jena Malone, Sam Clafin, Willow Shields, Mahershala Ali, Elden Henson, Patina Miller, Natalie Dormer
Genere: Avventura, Fantascienza
Durata: 137′
Produzione: Lions Gate Entertainment, Color Force
Distribuzione: Universal Pictures Italia
Nazione: USA
Uscita: 19/11/15

Critico cinematografico, giurista e speaker. Classe '94, nato insieme a Dookie, Forrest Gump, Pulp Fiction e Le Ali della Libertà, ma con il cuore a Juno.

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