Starcraft II: Legacy of the Void – Recensione

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A due anni e mezzo di distanza dall’uscita di Heart of the Swarm, Blizzard è pronta ad affrontare una nuova grande sfida, portando nelle mani dei giocatori la nuova espansione della saga di strategici ad ambientazione fantascientifica più famosa di sempre. Starcraft II: Legacy of the Void, tanto atteso dai fans che aspettano con frenesia e trepidazione il disciogliersi degli intrecci che caratterizzano la trama di questo franchise, è arrivato portando con sè un corposo numero di novità, tra cui una campagna incredibilmente ispirata e che saprà offrirvi tanta soddisfazioni e tutta una serie di altre chicche per quanto riguarda la sezione multiplayer. Blizzard, sin dai tempi di Wings of Liberty, ha saputo non solo creare un universo vivo e coinvolgente, ma è riuscita, anche grazie all’altissimo livello del character design di SC, a portare un genere come quello degli strategici sopra vette inaspettate, attraendo un pubblico sempre più grande, non solo per una lore increbilmente affascinante, ma anche grazie al continuo supporto e all’impegno costante nel migliorare l’esperienza di gioco di tutta la Community. Legacy of the Void è sicuramente il compimento di questo grande progetto, un progetto iniziato non pochi anni fa, ma che nel corso del tempo ha saputo trarne beneficio dagli errori del passato.

Sviluppatore: Blizzard Entertainment
Publisher: Blizzard Entertainment
Genere: Strategico
Giocatori: 1-8
Piattaforme: PC / Mac
Localizzazione: Italiano

La trama di Starcraft con il passare del tempo si è andata sempre più ad aggrovigliare, lasciando, in certi momenti, il giocatore in uno stato di confusione per la mole di notizie e informazioni che il cervello avrebbe dovuto gestire. Adesso, con l’arrivo di Legacy of the Void, sembra che i nodi siano arrivati al pettine, e tutto ciò che in questi anni ci aveva lasciati perplessi è finalmente più limpido sotto ai nostri occhi. Dopo aver rilasciato con un certo periodo di anticipo la missione Prologo di LofV, dove il Templare Oscuro Zeratul intraprendeva un viaggio irto di pericoli per scoprire la verità sull’antica profezia riguardante gli Xel’Naga, ci ritroviamo faccia a faccia con la prima missione della campagna singleplayer di Legacy of the Void: Artanis, Templare al comando dei Protoss, sta preparando l’attacco contro gli zerg per riconquistare e rivendicare per sempre la loro patria natia, Aiur. Mentre Artanis prepara gli schieramenti per sferrare l’attacco finale contro gli Zerg, Zeratul, dopo aver compiuto il suo pericoloso viaggio e aver scoperto la verità sulla profezia degli Xel’Naga, raggiunge Artanis per avvisarlo che una forza del Vuoto dall’immane potere sta tornando per distruggere i Protoss e l’intero universo. Artanis, sebbene con qualche dubbio, decide di sferrare oltremodo l’attacco per riprendersi il proprio pianeta: qualcosa va storto, e Artanis non può far altro che sottostare alle leggi del destino, inerme di fronte all’oscurità che incombe. La campagna, composta in totale da circa 20 missioni, escludendo prologo ed epilogo, scorre via veloce, anche grazie alla capacità di Blizzard di lasciare il giocatore con il fiato sospeso durante i momenti salienti. Rispetto a Wings of Liberty e Heart of the Swarm, la software house americana ha focalizzato maggiormente l’attenzione sulle scene di intermezzo, che alleggeriscono la tensione (soprattutto ai livelli più alti di difficoltà) dagli scontri in campo aperto e ci permettono di progredire nella storia andando a chiarire aspetti importanti del substrato narrativo. Starcraft-II-Legacy-of-the-Void

Sebbene la campagna singleplayer sia una parte fondamentale del franchise di Starcraft II, un altro aspetto che è stato ulteriormente migliorato in corso d’opera è il gameplay. La natura strategica di SC II è rimasta pressoché invariata, con la campagna singleplayer che offre missioni di diverso tipo, tra cui la difesa di torrette, la conquista di artefatti e l’attacco furtivo contro determinati obiettivi. Il tutto si coagula perfettamente con la natura strategica del gioco: infatti, durante le missioni in singolo, soprattutto ai livelli più alti di difficoltà, l’estrazione delle risorse necessarie per la costruzione di edifici e per la creazione delle unità sarà essenziale, con il giocatore che dovrà essere abile nel sfruttare a proprio vantaggio le truppe a disposizione. Durante il corso dell’avventura sarà possibile utilizzare anche Artanis (del resto era prevedibile), il quale ha un set di abilità tutto suo e ci aiuterà notevolmente a destreggiarci sul campo di battaglia. Tornando ai livelli di difficoltà, si parte dal livello Semplice, passando per Normale e Difficile, fino a quello Brutale, dove l’I.A. risulta più aggressiva lasciando poco tempo per pensare alla strategia da utilizzare. Come abbiamo detto, sebbene la struttura del gameplay sia rimasta simile ai precedenti capitoli, l’introduzione, come accade ad ogni espansione, di nuove unità, permette al gioco di rigenerarsi, donando un senso di varietà maggiore nella costruzione del nostro esercito. Questo fattore, percepibile maggiormente nel multiplayer competitivo, è presente, anche se in maniera meno preponderante, anche nella campagna, dove sarà necessario scegliere le unità giuste per attaccare un determinato avamposto. La struttura delle mappe presenti durante la storyline è veramente ben realizzata, con zone articolate e ricche di passaggi; anche le location sono molto ispirate, ma questo era abbastanza prevedibile, vista la presenza dei Protoss e della loro cultura in questo capitolo.starcraft-ii-legacy-of-the-void_038

Proprio come accadeva in Wings of Liberty e Heart of the Swarm, durante la campagna avremo a disposizione una sorta di centro operativo dal quale controllare le nostre unità e l’armamento prima di avviare una missione: in Legacy of the Void Artanis avrà il controllo della Lancia di Udun, l’astronave che ha permesso ai Protoss di salvarsi dalla distruzione di Aiur. La nave è suddivisa in quattro grandi menu: sul Ponte sarà possibile dare uno sguardo alle missioni a disposizione e fare rotta verso nuove mete, nel Concilio di Guerra troveremo tutte le unità facenti parte dell’armata di Artanis, le quali potranno essere potenziate scegliendo tra 3 diversi potenziamenti per unità che andranno a modificare radicalmente le abilità di quest’ultima. Il terzo menu ci porta dritti nel Nucleo Solare, il cuore pulsante della Lancia di Udun, dove sarà possibile potenziare, grazie alla Solarite, una risorsa che troveremo sparsa per le varie mappe oppure completando le quest bonus durante le missioni, le abilità dell’astronave: la Lancia di Udun avrà a disposizione diverse abilità che potremo utilizzare durante gli scontri non appena saranno state caricate, e si va dal posizionare istantaneamente un pilone del terreno di gioco, fino a sparare un raggio laser sulle strutture nemiche. Una novità interessante che giova e non poco al gameplay, permettendo in un certo qual modo di velocizzare i tempi, soprattutto durante gli scontri più lenti. Un aspetto che abbiamo notato, negativo almeno in parte, è proprio la presenza di missioni spesso troppo lente, dove dovremo aspettare gli avvertimenti dei nostri consiglieri per poter proseguire adeguatamente: ovviamente questo è positivo per tutti i neofiti del gioco, però, i veterani potrebbero restare straniti e perdere un pò la pazienza durante lo svolgimento di alcuni incarichi.
A proposito di nuove unità e freschezza del gameplay, Blizzard ha aggiornato nuovamente il roster di unità disponibili nelle modalità multigiocatore: ovviamente, come accade da sempre nella saga di Starcraft, queste novità vengono mostrare mano a mano che proseguiamo nell’avventura in solitaria, così da farcele godere a pieno. Per quanto riguarda i Terran avremo a disposizione un nuovo veicolo corazzato, il Cyclone, e una nuova  unità aerea, il Liberatore. Sul fronte Zerg, invece, fanno il loro ingresso sul terreno di gioco il Laceratore e la Progenide. I Protoss, protagonisti di questa nuova espansione, aggiungono al parco di unità disponibile tre nuovi “guerrieri”: il primo è l’Adepta, un guerriero di terra capace di teletrasportarsi aumentando i danni inflitti ai nemici colpiti dalla sua immagine; il Disgregatore, unità capace di diventare invulnerabile fino a piombare sul nemico infliggendo ingenti danni ad area; e infine la Guardia di Stasi, simile al Cannone Fotonico, ma con un rateo di fuoco più basso. Molti cambiamenti sono stati apportati anche alle vecchie unità per adattarle al meglio a tutto l’ecosistema di abilità e perk delle nuove: Blizzard sotto questo aspetto non si smentisce mai, riuscendo ogni volta a portare una boccata d’aria fresca su un sistema di combattimento che dopo tre anni dall’uscita della precedente espansione tende a diventare saturo.SC12-noscale

Passiamo ora a quella che è una delle novità più gradite di Starcraft II: Legacy of the Void, la modalità Cooperativa. Questa nuova modalità di gioco prevede il completamento di obiettivi durante delle missioni affrontabili con un alleato: le missioni possono essere giocate fino ad un massimo di 2 giocatori, e il vostro alleato potrà essere un vostro amico o semplicemente un giocatore scelto casualmente dal meccanismo di matchmaking. I livelli di difficoltà sono gli stessi visti nella campagna singleplayer, da quello Semplice al Brutale, ma qui la storia è completamente diversa: la possibilità di giocare in 2 (ma soprattutto con un giocatore reale) può essere una lama a doppio taglio. Infatti se si utilizza il matchmaking non sappiamo chi giocherà al nostro fianco, e molte missioni potrebbero fallire per la poca esperienza del vostro alleato. Missione Cooperativa vi permetterà, inoltre, di scegliere tra 6 eroi, ognuno con delle abilità peculiari da sfruttare a vostro vantaggio durante il match: tra gli eroi disponibili troviamo Jim Raynor, Kerrigan (in versione Regina delle Lame), Artanis, il Terran Swann, la Regina Zagara e la Templare Oscura Vorazun. I primi tre personaggi, proprio come sottolineato nella descrizione saranno più adatti ai giocatori meno esperti, mentre Swann, Zagara e Vorazun presentano maggiori difficoltà soprattutto perché dotati di abilità più ardue da utilizzare in battaglia. Scegliere un eroe o l’altro non solo vi darà accesso ad abilità diverse, con conseguenti potenziamenti ognuno diverso e più potente mano a mano che salirete di livello con quel determinato personaggio, ma inoltre vi permetterà di utilizzare solo un prescelto numero di unità che potrete vedere nell’anteprima. Questa modalità apre la strada ad un ciclo infinito di combinazioni, portando i giocatori, soprattutto insieme ad i propri amici, a sfidare l’I.A. per ottenere risultati sempre migliori.CCC3-noscale

Catapultandoci sul Multiplayer, a parte le modifiche apportate alle vecchie unità e l’introduzione nel parco di scelta di altre nuove, questa modalità mantiene come sempre la solita struttura che è ormai consolidata da anni: ovviamente, Blizzard ridimensionando alcune unità e depotenziandone altre aggiungendo nuove skill, è riuscita a modificare le “build” di molti giocatori, i quali adesso dovranno sapersi adattare ad una nuova gestione delle forze in campo. Blizzard ha inoltre introdotto un ottimo numero di mappe inedite ispirate alla campagna singleplayer: sia nella modalità Cooperativa che nel Multiplayer è possibile giocare in mappe che ricordano in tutto e per tutto le zone che abbiamo percorso durante la nostra avventura al fianco di Artanis. Dal punto di vista grafico e della fisica il lavoro della software house californiana è come sempre ineccepibile: i filmati in computer grafica che accompagnano il giocatore nel corso della campagna lasciano senza fiato, sia al livello prettamente tecnico che anche da quello artistico e cinematografico. Per quanto riguarda la fisica invece, gli scontri sul campo di battaglia non sono mai stati così avvincenti e realistici: tra unità che esplodono e effetti di luce delle abilità, tutto si combina alla perfezione creando battaglie memorabili, fino all’ultimo zerg.
Dal punto di vista del sonoro, la colonna sonora, sebbene molto ispirata e ben gestita durante tutta la campagna, risulta un pò troppo anonima, tranne in alcuni momenti dove melodie più incalzanti fanno sobbalzare sulla sedia di camera. Il doppiaggio italiano, invece, di buon livello, non raggiunge la controparte inglese, che come sempre è qualche gradino al di sopra. starcraft-ii-legacy-of-the-void_050

In conclusione…

Starcraft II: Legacy of the Void è la degna conclusione di una trilogia che ha fatto la storia dei videogiochi di strategia. Con un campagna singleplayer ricca di momenti epici e con la perdita di qualche personaggio a noi molto caro durante il nostro viaggio verso la salvezza dell’universo, Legacy of the Void porta i Protoss al centro della scena, non facendo minimamente rimpiangere nè gli zerg nè i terran.
L’introduzione di nuove unità e lo stravolgimento di alcune vecchie ha donato nuova vita al comparto multigiocatore, il quale vedrà riaccendere in molto giocatori, soprattutto del Sol Levante, la scintilla della sfida. Grazie alla nuova modalità Cooperativa, inoltre, il gioco propone una serie di sfide del tutto nuove da affrontare fianco a fianco ad un amico, lottando in nuove inedite mappe per il raggiungimento di determinati obiettivi.
Starcraft II: Legacy of the Void si dimostra ancora una volta il titolo che tutti i fan della saga aspettavano, mettendo in luce le sue qualità migliori quali una computer grafica eccellente e un comparto multiplayer ormai solido e affermato.
Per un prezzo base di 39,90, e senza l’obbligo di possedere le precedenti espansioni per poterlo giocare, Starcraft II: Legacy of the Void è consigliato a tutti coloro che amano gli universi fantascientifici e i giochi di strategia. E poi chi l’ha detto che è finita qui?

Francesco warfra Lorenzoni
Un ragazzo come tanti che vuole trasformare le sue passioni in un lavoro.

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