Assassin’s Creed Syndicate – Recensione

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Londra, anno 1868. Siamo nel clou della rivoluzione industriale, nel periodo del processo di evoluzione economica e industrializzazione della società che passa da un sistema prettamente agricolo-commerciale ad uno industriale e moderno caratterizzato dall’uso di macchine azionate da energia meccanica a vapore. La medicina riesce a superare se stessa posticipando sempre di più l’età media della morte, portando ad un miglioramento psicologico fuori dal comune. Il telegrafo era ormai una realtà importante assieme all’uso dell’elettricità, che aveva completamente stravolto il modo di percepire la vita. Dalla nostra abbiamo un certo Meucci, che inventò il telefono, ma fu il periodo anche della prima lampadina a incandescenza ad opera di Edison. Il fascino della Londra Vittoriana è incredibile, grazie anche ai personaggi storici come Charles Dickens, Karl Marx, Charles Darwin, Florence Nightingale e la stessa Regina Vittoria, che hanno quel non so cosa che rende tutto così affascinante. Lo stesso smog che albergava tra il cielo e le strade aveva il suo perché. Era un periodo importante per l’essere umano, ma anche in negativo, con lo sfruttamento minorile e una maggiore ascesa della prostituzione. Insomma, senza girarci intorno, Ubisoft Quebec aveva le carte perfette – come ogni volta d’altronde – per creare l’Assassin’s Creed definitivo. Avrà toppato anche questa volta?

Sviluppatore: Ubisoft Quebec
Publisher: Ubisoft
Genere: Action-Adventure
Giocatori: 1
Piattaforme: Xbox One, PlayStation 4, PC
Localizzazione: Completamente in Italiano

Non è una novità lo sviluppo annuale di Assassin’s Creed, infatti credo non mancherà molto all’annuncio o all’uscita di alcuni leak del prossimo capitolo. Il problema più grande è l’iterazione annuale che non porta quasi mai grosse novità. Assassin’s Creed Syndicate infatti si muove sulla scia che fu quel capolavoro di Assassin’s Creed II, con le stesse e identiche idee e meccaniche. Qualche rivoluzione c’è stata, ma purtroppo ad Ubisoft non ha portato che ulteriori casini. Unity è stato un progetto alquanto fallimentare per rilanciare la serie a causa di una serie di bug che ne hanno minato l’esperienza. Con questo capitolo Ubisoft ha voluto subito correre ai ripari e cercare di non incorrere nello stesso problema, infatti Syndicate si comporta decisamente meglio del suo predecessore in quasi tutti i fattori. Il vero punto di forza, però, che ci fa apprezzare – nel bene e nel male – questa longeva saga, è la storia. L’idea di cambiare ambientazione, personaggi, trama e tutto il resto che ne consegue, rende sempre alquanto appetibile il gioco. Ogni anno siamo sempre qui a lamentarci di Assassin’s Creed, ma ogni anno siamo vogliosi e curiosi di provarlo. Ormai non è più memorabile, ma è pur sempre un gran bel titolo che si gioca con piacere.

In Syndicate si vede la collaborazione dei due fratelli assassini Jacob e Evie Frye nel loro percorso della lotta al potere costituito che è, ovviamente, controllato dai Templari. Essi posseggono due frutti dell’Eden e tocca alla confraternita degli assassini sventare i loro piani. L’obiettivo è sempre quello di fare missioni primarie e secondarie che ci portano ad una maggiore conquista del territorio, in modo che verso la fine, si abbia abbastanza potere per vincere la battaglia contro i Templari. Su questo aspetto c’è un certo immobilismo di cui gli sviluppatori non riescono a liberarsi, anche se in Syndicate sono riusciti a creare una forma di deviazione lineare solita della serie. Dalla terza sequenza, si avrà modo di poter completare diverse missioni senza tenere conto di una serie predefinita. Sarà possibile infatti passare direttamente alla settima o all’ottava sequenza senza troppi problemi. La linearità è più legata al nuovo sistema di progressione del personaggio, che senza un adeguato addestramento, avrà non poche difficoltà per espugnare alcuni territori. Il gioco spinge molto sul completamento di alcune sub-quest per accumulare esperienza e potenziare i due gemelli Frye, che avranno ognuno un personale albero delle abilità.

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Le abilità di cui sopra, sono distinte e differenti per i due gemelli. Jacob è molto più portato alle scazzottate e ad un approccio rumoroso, mentre Evie è meno forte fisicamente e quindi più incentrata ad un utilizzo della modalità stealth. I due fratelli potranno essere utilizzati in qualsiasi momento nel free-roaming, preferendo l’uno o l’altro, mentre non ho apprezzato molto lo sfruttamento dei personaggi nelle missioni, che sono predefinite e quindi non libere di scelta. Se una missione vede Jacob protagonista, non c’è nessuna possibilità che possiate farla con Evie e viceversa. Una scelta dovuta sicuramente ad una maggiore linearità della campagna principale, ma così facendo si è limitato lo sfruttamento dei due diversi approcci nelle singole missioni. Per quanto concerne gli altri aspetti del gameplay, il gioco offre poche o nessuna novità. Sicuramente il rampino è utile per una scalata più fluida, visti i palazzi decisamente più alti, ma il resto è completamente uguale alle precedenti produzioni. Non mancherà la solita sincronizzazione della mappa e il free flow system, il combattimento nato dal primo Assassin’s Creed e mai più abbandonato, ma che con l’avvento di Unity ha ricevuto notevoli miglioramenti dove però la base strutturale è la medesima che ancora una volta ritroveremo in Syndicate. L’abbandono delle armi bianche accenna relativamente una novità, ma che diventa quasi subito monotono con le scazzottate onnipresenti, che sono basate su quelle della serie Arkham di Batman. I nemici attaccheranno simultaneamente, ma basta premere un tasto per contrattaccare e superare le zone più facili, mentre più avanti nel gioco la cosa si farà sicuramente più complicata, ma niente di esuberante o accostabile al free flow del cavaliere oscuro.

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Il movimento del personaggio è leggermente migliorato dal precedente Unity, anche se ancora si nota una particolare compenetrazione poligonale o blocchi durante alcuni salti. La scalata acrobatica verso l’alto e verso il basso ha definito lo standard, e sono piacevolmente sorpreso dalla migliore fluidità rispetto a Unity. Il rampino che poc’anzi ho accennato, è forse la novità più apprezzata dai giocatori – e da me – per rinnovare egregiamente la scalata. Assassin’s Creed ha avuto successo anche per quest’ultima, che portava una verticalità nuova e considerevole, e che è sempre stata presente in tutti i capitoli, ma che dopo un po’ inizia a risultare tediosa. Gli sviluppatori hanno ben pensato di renderla meno frustrante con l’aggiunta del rampino che velocizza non poco il passaggio tra i vari palazzi e la scalata degli stessi. Siamo nell’epoca Vittoriana e i palazzi non sono più così bassi. Mi ritengo abbastanza soddisfatto dei gadget inseriti per i due personaggi e anche dei diversi usi che se ne possono fare.

Ritornano gli alleati che erano stati aggiunti in Assassin’s Creed: Brotherhood. Jacob fonderà i Rooks, una banda di “delinquenti” il cui scopo è liberare la città dal potere dei Templari. Accorreranno in nostro aiuto quando ne avremo bisogno o anche per assaltare territori comandati da altre bande della città. Questi territori, se conquistati, non faranno altro che incrementare il potere degli assassini che inizieranno a prendere in mano le redini della città. Una volta conquistati si avrà accesso a dei territori prima più pericolosi, e si guadagnerà esperienza e premi da portare alla base. L’esperienza si può guadagnare in tanti modi, soprattutto sfruttando diversi approcci nelle missioni, sia primarie che secondarie. Completare la missione senza essere scoperti avrà il vantaggio di numerosi punti bonus, ma anche completarla in meno tempo possibile, mentre i premi andranno di diritto nella nostra base che questa volta è un treno. Più ci avvicineremo alla fine del gioco e più avremo accesso ad una serie di oggetti che saranno visibili nella base e l’abbelliranno in tanti modi.

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Il treno è tra le novità più grandi in questo capitolo: ci saranno infatti questi nuovi mezzi di trasporto, protagonisti durante l’avventura assieme alle carrozze. Le scazzottate si potranno fare anche sui vagoni del treno e le carrozze stesse, rendendo il gioco tipico dei film d’azione hollywoodiani. Sicuramente una novità affascinante, ma mai come quella di guidare le carrozze. Anche se Syndicate sembra voler prendere di peso meccaniche che hanno portato al successo alcuni titoli, come il free flow system di Arkham e la guida delle carrozze e l’uso di più personaggi in completo stile Grand Theft Auto, confermo che in fin dei conti il gioco ha una sua particolare originalità. L’uso dei veicoli è molto comodo per passare tra le varie zone di Londra, oltre che essere molto agili da usare. Si potranno recuperare dagli alleati o rubarle dal malcapitato di turno che è appostato vicino al marciapiede, che fanno la prima comparsa proprio in questo capitolo. Le strade, infatti, sono decisamente più larghe dei precedenti capitoli e questo rende anche più grande l’intera capitale da esplorare. Non posso che confermare un egregio lavoro sulla struttura della città, con tantissimi edifici interni da esplorare, strade molto più larghe e vicoli sempre molto belli e vivi. Capiterà spesso che vi imbattiate in piazze dove ci sono lavavetri, bottegai, venditori ambulanti, carbonai e altri. Inoltre è doveroso complimentarsi per alcuni dettagli che impreziosiscono la struttura del level design, con manifesti, insegne luminose che fanno la loro porca figura durante la notte.

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In quanto a comparto tecnico, Assassin’s Creed Syndicate si muove sulla scia di Unity, con un motore di gioco creato appositamente per sfruttare la potenza di calcolo di PS4 e Xbox One. Il gioco, questa volta, è decisamente più fluido del precedente capitolo e graficamente stiamo sugli stessi livelli per quanto riguarda i dettagli più importanti. Ho notato infatti molti meno passanti, che in Unity facevano quasi da Benchmark, inoltre questi sono meno dettagliati. Tendenzialmente sembrano diminuite anche le aree interne accessibili, ma è tornata sia l’alternanza giorno/notte che il meteo dinamico. Ciononostante Assassin’s Creed Syndicate è un bello spettacolo per gli occhi. Londra è splendida e affascinante proprio come descritta nell’intro della recensione. Le luci, i dettagli e il vociare delle persone, rendono la quotidianità sempre oggetto di applausi per gli sviluppatori, che – nel bene o nel male – riescono sempre a creare un prodotto valido.

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In conclusione…

Assassin’s Creed Syndicate è sicuramente un prodotto che ha da dire la sua e che si allontana di prepotenza dalle magagne che ha visto Unity. I miglioramenti tecnici ci sono stati, tanto da far scomparire quasi del tutto i problemi incontrati lo scorso anno. Londra è splendidamente perfetta e quello che offre va al di là delle aspettative. Sicuramente l’aver tolto la componente multiplayer è stata una scelta difficile e poco apprezzabile, ma la mole di contenuti che offre il gioco sopperisce a questa mancanza. Non so se consigliare questo gioco nel periodo d’uscita a prezzo pieno, vista la presenza di tanti altri titoli, ma chi ha sempre apprezzato la serie e vuole passare una dozzina di ore in una campagna ben orchestrata ma che non fa gridare al miracolo, allora è il gioco giusto. Assassin’s Creed è in fin dei conti l’ennesimo capitolo della serie, con i suoi pregi e i suoi difetti, che di nuovo, porta solo la coerenza del periodo storico. Non possiamo che premiare comunque il lavoro svolto dagli sviluppatori che ha richiesto molte ore e minuziosità nei dettagli.

Personaggio particolare, simpatico e con la curiosità di un gatto. Cresciuto a pane e videogiochi, che ha scoperto nei primi anni di età, si è poi appassionato alla scrittura, alla filosofia e al cinema. Fedele al movimento multipiattaforma, che prima o poi metterà la parola fine alla console war.

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