Tales of Zestiria – Recensione

Non capita tutti i giorni di recensire un titolo di una saga che ha spento sulla sua torta il suo ventesimo anniversario. Tales of si è sempre distinta in diversi modi – in maniera positiva – e questa volta lo ha fatto molto più incisivamente per festeggiare il suo ventennio di vita. Non è facile parlare di un titolo del genere, e non solo perché si tratta di una saga che ha con sé una ventina di anni dietro le spalle, ma anche perché a livello di contenuti è molto intenso. Nonostante tutto, la creatura del maestro Hideo Baba è giunta nelle nostre mani, e noi – come da tradizione – lo abbiamo analizzato al meglio per voi.

Sviluppatore: Bandai Namco Entertainment
Publisher: Bandai Namco
Genere: Gioco di ruolo giapponese
Giocatori: 1
Piattaforme: PlayStation 3, PlayStation 4 e PC
Localizzazione: Sottotitoli in italiano e doppiaggio inglese

Io diventerò il Redentore?

Il male dilaga in maniera all’interno del mondo di Tales of Zestiria, un mondo in conflitto per via dell’oscurità che alberga all’interno degli umani, impossessati da malefici spiriti. Il gioco, dopo un breve filmato, ci trasporta nelle vicende di Sorey, un giovane umano che convive con dei serafini. Il nostro protagonista si trova alla ricerca di informazioni sul redentore, e durante il ritrovamento di un affresco il cielo comincia a diventare grigio. Nel mondo albergano gli Avernali, antiche creature malvagie, ed il cielo grigio infatti è un avvertimento del capo del villaggio di tornare per poter evitare di incorrere in una di queste malefiche creature. Purtroppo, mentre Sorey e l’amico Mikleo tentano di ritornare al villaggio, il pavimento sotto di loro cede e finiscono all’interno di alcune rovine. Come capita in queste situazioni, l’unica alternativa è quella di esplorare e cercare una via di uscita, quindi, Sorey e compagno si avventurano all’interno di queste rovine risalenti ad un era passata. Girovagando adocchieranno a terra la cara Alisha. Una volta aiutata e constatato che si trattasse di un essere umano – visto che Mikleo è un serafino e non può essere visto dagli umani eccetto da Sorey -, porteremo quest’ultima al nostro villaggio. All’occhio di un umana, il villaggio di Sorey sembra disabitato, ma in realtà è una piccola comunità di montagna nella quale vivono in tranquillità i Serafini. Gli abitanti del villaggio hanno cresciuto Sorey come uno di loro, nonostante fosse un umano, e grazie al capo del villaggio quest’ultimo riesce a vedere i Serafini, cosa che un normale umano non riuscirebbe mai a fare. Essendo un umana, Alisha, non è vista di buon occhio, e infatti Sorey dovrà chiarire a tutti il motivo per cui ha portato un essere umano all’interno del villaggio. Dialogando con Alisha, scopriremo che viene dalla capitale, ed era in viaggio alla ricerca di alcune rovine, e che ora lei vorrebbe ritornare alla sua città di provenienza. Dopo qualche ora di gioco, e quando Alisha starà per tornare alla Capitale, il nostro villaggio verrà attaccato da un avernale, il quale mangerà uno dei nostri amici Serafini, e che dichiarerà che la preda migliore deve essere ancora presa. Il nostro eroe, preoccupato per la incolumità di Alisha, si recherà alla Capitale, dove scoprirà di essere il Redentore, e da lì a poco ne succederanno di tutti i colori. La storia di Tales of Zestiria è molto matura, e piena di tante sfaccettature, inoltre, è da premiare come ogni personaggio sia stato caratterizzato in maniera impeccabile, e come questi interagiscono durante il corso dell’avventura.

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Unisci, Trasforma, Trascendi!

Come di consueto, l’esplorazione è il punto focus della serie, e anche questa volta avremo diverse missioni e luoghi secondari da visitare. L’esplorazione risulta molto più piacevole, il tutto dovuto anche a delle animazioni meno legnose e al passo con la generazione, nonostante il comparto grafico eccelle solo nei modelli poligonali dei personaggi, anche se quest’ultimi non sono esenti da problemi come ad esempio il movimento della bocca che risulta a dir poco osceno per un titolo che è approdato anche sulle console di nuova generazione. La volontà di modificare il sistema di combattimento si sente in maniera molto più incisiva in questo nuovo capitolo di Tales of, infatti durante gli scontri si riesce ad avvertire una fluidità maggiore sia per le animazioni che per la gestione delle combo dei nostri personaggi. Le Skill e le combo condividono la stessa barra, bisognerà infatti porre molta attenzione nell’uso di determinate abilità, specialmente nella battaglie più incisive come le Boss Fight. I Serafini giocano un ruolo importante nei combattimenti, visto che a un certo punto della storia scopriremo che possiamo fonderci con loro una volta stipulato un legame. La nuova forma permetterà di sferrare dei colpi molto letali, che riusciranno a infliggere senza troppi problemi dei danni ingenti anche al boss più temerario. Purtroppo, nonostante le novità sul sistema di battaglia, la difficoltà del titolo non giova del tutto a favore, risultando fin troppo facile in qualsiasi fase di gioco, anche con i boss più importanti. Tutto è più facile, dovuto anche al fatto di poter salvare in qualunque momento, tramite il menù di pausa. Parlando del comparto audio, non possiamo che elogiare il lavoro svolto sia per il doppiaggio che per le musiche, quest’ultime in più fasi riusciranno a infondere quei feels che solo la saga di Tales of riesce a dare.

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Commento Finale

Tirando le somme, possiamo dire che Tales of Zestiria è riuscito nel suo intento di portare una ventata di aria fresca alla saga, sia per quanto riguarda il sistema di gioco che per i temi trattati all’interno della trama. Purtroppo il gioco non è esente da problemi, ne abbiamo infatti riscontrato alcuni durante l’uso dei salvataggi, che alle volte bisognava effettuare più volte, vista la scomparsa del progresso salvato, e nel comparto grafico, visto che le Texture “rinnovate” non sono state sufficienti a raggiungere un livello decente per questa generazione di console. Nonostante qualche piccolo problema e la difficoltà troppo bassa, Tales of Zestiria è un titolo che consigliamo a tutti gli amanti di JRPG oltre che ai fan della saga, visto che si tratta di un gioco molto particolare e divertente che riuscirà a darvi diverse soddisfazioni durante il corso della sua durata.


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