Halo 5: Guardians – Recensione

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Scrivere la recensione di un gioco come Halo 5: Guardians non è mai troppo semplice. Spesso si entra in questo vortice di attesa che spinge in alto le aspettative ma che, in un lampo, ci si ritrova a terra con un milione di parole non dette o altre che non fanno realmente comprendere all’utente quanto possa essere stato apprezzato dalla critica un titolo del genere. In certe situazioni, soprattutto in Italia, si tende a vedere il numeretto del voto e si passa alla considerazione finale, quindi a tal punto non ci sarebbero troppe preoccupazioni. Questa recensione sarà diversa dal solito, anche a causa di un mancato supporto di Microsoft per il codice review, quindi abbiamo dovuto aprire il portafogli e giocarlo e recensirlo per voi, ma purtroppo in ritardo. Non siamo assolutamente pentiti di aver fatto una scelta simile, anzi, siamo qui a dirvi che Halo 5: Guardians vale il voto che gli daremo, che sarà sicuramente simile ad altre recensioni che avrete letto lo scorso 26 ottobre e con cui mi confronterò per una migliore spiegazione. Iniziamo dalla base partendo dalla campagna e poi solo dopo analizzeremo il multiplayer. Dalle testate più importanti si è notato un certo disequilibrio di voti e di parole. Come ho detto, Halo 5: Guardians non è stato facile da recensire per tanti aspetti, e qui ho notato che molti colleghi sono caduti nel tranello che io ho evitato proprio grazie alla lettura delle loro recensioni, giocando il titolo successivamente.

Sviluppatore: 343 Industries
Publisher: Microsoft
Genere: Sparatutto
Giocatori: 1 – 16
Piattaforme: Xbox One
Localizzazione: Completamente in Italiano

E’ stata criticata una campagna banale, narrativamente mal raccontata e non in linea con i precedenti titoli della serie. Citando alcuni colleghi che stimo, “fa acqua da tutte le parti”. Ma è veramente così? Dal mio punto di vista no, e in generale non mi spiego come si possa affermare una cosa del genere. La trama di Halo 5: Guardians è l’esatto continuo di Halo 4, delle Spartan Ops, della serie TV Halo: Nightfall, dei libri e anche della campagna virale #HUNTtheTRUTH, che in un agglomerato di cose e informazioni, non fanno che ingigantire ancora di più l’universo espanso di Halo, uno dei più grandi capace addirittura di insidiare Star Wars. Si può criticare questa trama, ma solo se di Halo non si conosce nulla. Perché se effettivamente questo Halo 5: Guardians è il primo capitolo a cui state giocando, o comunque non seguite la storia pari passo l’universo, sarà molto complicato capire cosa stia succedendo. Insomma, gli sviluppatori non hanno toppato, ma di certo non hanno un bravissimo storyteller, perché il gioco nasce sulla base dell’universo espanso e non solo sui giochi, creando una confusione incredibile. L’esempio che più apprezzo è quello di CD Project RED per The Witcher 3: Wild Hunt, che nonostante sia l’ultimo di una trilogia, può essere tranquillamente apprezzato anche se aver giocato i precedenti titoli e letto libri, in quanto la struttura è indicativa per gioco a sé stante, ma con una Lore continuativa dal primo capitolo.

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Inoltre è stato criticato il non aver “osato” nella campagna e nella struttura da parte di 343 Industries. Per quasi tutta la durata della campagna, si sfrutterà il Team Osiris, mettendo da parte il principale protagonista di Halo, ovvero Master Chief. Dal mio punto di vista, questo è di certo un gesto coraggioso che ha creato non poche delusioni (fortunatamente poi riviste dall’utenza). Il problema che c’è da affrontare è: chi è realmente Spartan Locke? Chi sono i membri del Team Osiris? La risposta è un secco “boh”. L’agente Locke viene presentato nella serie TV Halo: Nightfall e nemmeno troppo bene. Il Team Osiris è composto da Tanaka di cui non si sa esattamente nulla, Vale lo stesso e Buck, già conosciuto come comandante TALO in Halo 3: ODST. Quindi si gioca con una manica di sconosciuti? Sì, perché durante tutta la campagna, a parte qualche breve accenno, questi sono semplici Spartan IV che non hanno nessuna profondità personale. Ma non è solo l’unico team che si utilizzerà, perché ad affiancare il Team Osiris c’è il Team Blue di Master Chief e i suoi amici Spartan II: Fred, Linda e Kelly, con cui è cresciuto per tutta una vita. Se non avete letto i terminali, se non avete visto la serie animata e, cosa più importante, alcuni libri prequel di Halo, il Team Blue non sarà molto diverso da quello Osiris, in quanto non saprete chi sono quei tre Spartan che accompagnano Master Chief nella sua avventura. Il resto della trama, evitando spoiler di sorta, mette in campo un sacco di dettagli sempre sconosciuti a chi non si è andato ad informare sull’universo espanso di Halo, che possano essere terminali, libri, film, serie tv o altro. La critica quindi, spero sia stata chiara. Halo 5: Guardians ha una trama epica, bella e ricca di risvolti che spesso mi hanno fatto venire i brividi, ma che ho saputo apprezzare in quanto fan accanito della serie. I miei colleghi forse hanno apprezzato meno proprio per le problematiche sopra descritte, ma ahimè, è e rimane colpa degli sviluppatori che non hanno basato principalmente il gioco sulla saga esclusivamente videoludica, impreziosendo con alcuni dettagli per i fanatici.

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Per quanto riguarda la struttura, Halo 5: Guardians non offre particolari novità in termini ludici. Certo, c’è la novità della squadra e dei comandi, per la prima volta si affrontano dei boss e per la prima volta, si ha la possibilità di avere una mappa gigantesca con diversi approcci di attacco, almeno uno per ogni Spartan, ma spesso anche due. Per il resto, c’è la guida sui veicoli, l’abbattimento di un mostro gigantesco, orde di nemici da uccidere e via dicendo, che non sono altro che un modo canonico di offrire l’esperienza Halo. Si tratta pur sempre di un FPS, quindi le soluzioni sono praticamente quelle. La campagna ha una durata di circa 7-8 ore a difficoltà normale, ma io ho preferito iniziarla direttamente a leggendario e l’ho completata in 24 ore circa, esplorando ogni angolo della mappa. Attenzione però che le mie 24 ore non sono tali perché ripetevo la stessa parte mille volte, ma perché per passare da una zona ad un’altra ci mettevo più attenzione e più tempo, dando anche spazio all’esplorazione nel recupero teschi e dati Intel. Il mio consiglio, a tal punto, è di considerare Eroica come prima difficoltà, in modo da rendervi più appetibile e soddisfacente la campagna, con una durata che si assesta su ottimi livelli.

Sarete quindi accompagnati da tre Spartan alleati che vi sapranno sostenere durante tutta la campagna. Novità è la riattivazione della tuta che sostituisce la morte. Nel momento in cui il vostro scudo si esaurisce, invece di morire, cadrete a terra in attesa di essere riattivati dai compagni (nel caso state giocando da soli, c’è l’apposito tasto per chiamarli). Inoltre ci sarà modo di disporre diversi comandi automatici, come l’attaccare all’unanime un nemico scelto, indicare qualche arma o veicolo da equipaggiarsi e raggiungere determinate zone. L’IA degli alleati è di ottima fattura, anche se non allo stesso livello di quella nemica. Non poche volte non sono corsi in aiuto, o hanno comunque preferito aiutare me che mi trovavo nel campo di battaglia invece che di liberare la zona, morendo a loro volta. Discorso diverso se affrontato in coop online, con la possibilità di organizzarsi con gli amici nell’utilizzo di diverse strategie d’attacco, sfruttando anche gli Spartan che avranno delle abilità esclusive. L’IA nemica è invece sempre lodevole, dimostrando di essere tra le migliori mai viste in un videogioco. Ogni nemico ha una sua IA personalizzata che viene calcolata asincronamente con le altre, creando anche una dinamicità incredibile sul campo di battaglia.

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Passando al Multiplayer del gioco, l’anima della serie Halo, non posso che essere d’accordo con la maggior parte dei miei colleghi. Halo 5: Guardians ha strizzato l’occhio alla community competitiva, chiedendo loro aiuto nello svecchiare un po’ le meccaniche della serie. Il gameplay, infatti, si è arricchito di Thruster veloci per evitare colpi pericolosi o avere la meglio nell’1 VS 1. Grandissima novità è l’introduzione dello Smart-Link, lo zoom con le armi con il trigger sinistro che è di comune utilizzo nei maggiori FPS del mercato. Lo scatto è stato reso infinito, così da poter sfruttare anche alcune nuove abilità come la spallata Spartan e il pugno dall’alto, due nuove chicche inserite a dovere. La spallata è istantanea per controbattere i colpi frontali a distanza ravvicinata, mentre il super pugno dall’alto è sicuramente molto affascinante, ma ha un delay non da poco, quindi va usato accuratamente per gli scontri in Multiplayer. Inoltre si è finalmente tornati all’utilizzo delle armi classiche di Halo, il fucile d’assalto e la pistola. Questa accoppiata vincente bilancia enormemente le diverse abilità dei giocatori, che potranno sfruttare le nuove meccaniche in aggiunta alla fluidità del gioco e a delle mappe incredibilmente ispirate. La sensazione è di ritrovarsi in un nuovo ibrido: la velocità e le meccaniche tipiche degli arena shooter di un tempo che si uniscono senza troppi problemi allo svecchiamento della community competitiva. Il risultato è uno dei migliori multiplayer presentati negli ultimi 5-6 anni.

Le modalità sono divise in playlist: Massacro, Arena a squadre (un misto di tutte le modalità), Tutti contro Tutti e le nuove Fuga e Roccaforti. Ma la più grande novità nella serie Halo, è l’inserimento della Warzone, una modalità molto simile a quella di Titanfall, ma decisamente più interessante. Le mappe sono gigantesche e divise per tre basi principali da presidiare. In questa mappa si combatteranno 12 VS 12 più una serie di bot che combatteranno all’ultimo sangue con chiunque si avvicini alla loro posizione. Il caos è alle stelle, proprio come il divertimento che ne scaturisce. Nella modalità multiplayer, ma principalmente in Warzone, si potranno acquistare dei punti abilità per aprire i pacchetti REQ (Requisizioni), che sbloccheranno una serie di carte che potranno essere sfruttate nell’estetica del proprio Spartan o per l’utilizzo di armi e veicoli nella Warzone. Fare punti è molto semplice e veloce e i pacchetti saranno così tanti che annullano quasi del tutto le microtransazioni.

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Per quanto concerne l’aspetto tecnico, Halo 5: Guardians è davvero un passo avanti da considerare. Il gioco viaggia ad una risoluzione di 1080p dinamici e 60fps rock solid. La risoluzione dinamica si percepisce e non poco, soprattutto se confrontate la campagna con il multiplayer, ma cosa più importante sono i frame per secondo, inchiodati a 60. Considerando la mole di IA diversificate, di mappe gigantesche, di una leggera distruttibilità dell’ambiente e anche della semplice bontà grafica che vi farà cadere non poche volte la mascella durante la campagna, possiamo confermare che ci troviamo di fronte ad un capolavoro tecnico di prim’ordine, in virtù anche dell’ottimo sviluppo di 343 Industries, riuscendo ad ottimizzare in modo lodevole. Il sonoro è sublime, dimostrando che Martin O’Donnell non era l’unico a saperci fare. Kazuma Jinnouchi è entrato di prepotenza nel mio cuore, facendomi emozionare diverse volte durante la campagna con musiche d’accompagnamento incredibili. Vi consiglio di ascoltare Crypt e nel frattempo immaginare una battaglia su larga scala in stile Halo. Anche il sonoro delle armi ha subito un notevole miglioramento, con suoni veramente originali per ogni tipo di arma, granata, urti e l’uso del JetPack.

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In conclusione…

Siamo di fronte ad un quasi capolavoro, di fronte ad un titolo che dimostra ancora una volta di essere all’altezza delle aspettative. A causa dei problemi legati alla complessità della trama, mi sento di dire che il gioco non raggiunge il punteggio perfetto che tanto avrei voluto dargli. Per tutto il resto, è un must have per tutti quelli che giocano online, oltre ad essere il gioco che dimostra come elevarsi dalla massa delle produzioni annuali senza reali modifiche. Halo 5: Guardians è stato definito dagli stessi sviluppatori il loro “progetto più ambizioso” e io non posso che confermare. Il lavoro svolto in questi anni di sviluppo è colossale, con una fase di ottimizzazione pressoché perfetta e una struttura di gameplay meravigliosamente rivoluzionaria, sia nel genere che nella saga. Tutti i giocatori che posseggono una Xbox One dovrebbero dare una chance alla Halo: The Master Chief Collection e subito dopo ad Halo 5: Guardians in modo da avere sulla propria console una saga di qualità incredibile che dura da oltre 10 anni, e un multiplayer incredibilmente bello e vario. L’universo di Halo è in continua espansione e con questo capitolo si ha la sensazione che stiamo ancora all’inizio. Il bello deve ancora venire.

Personaggio particolare, simpatico e con la curiosità di un gatto. Cresciuto a pane e videogiochi, che ha scoperto nei primi anni di età, si è poi appassionato alla scrittura, alla filosofia e al cinema. Fedele al movimento multipiattaforma, che prima o poi metterà la parola fine alla console war.

3 Commenti

  1. Wow ! Da come ne hai parlato sembra proprio un giocone, mi viene voglia di comprare una Xbox One solo per questo gioco.

    Rispondi
    • Lo è, quindi non posso che consigliartelo 😉

      Rispondi
      • Mi piacerebbe moltissimo giocarci, si tratta della mia serie preferita in assoluto, però comprare una console per un solo gioco mi sembra esagerato.

        Rispondi

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