Il disastro di Fukushima non ha lasciato ferite profonde solo nelle terre, nelle acque, nelle menti del popolo giapponese, ma anche nel cinema del paese del Sol Levante, e le (ultime) opere di Sion Sono ne sono una testimonianza emblematica.

Se già con Himizu (2011) ma soprattutto con The Land of Hope (2012) Sion Sono rappresenta un’umanità in profonda crisi ma che tenta disperatamente di salvarsi, di provare a recuperare ciò che sembra un inevitabile sfaldamento del tessuto sociale e dei rapporti interpersonali, con The Whispering Star veniamo scaraventati in un ipotetico futuro in cui la fine della civiltà è giunta e l’essere umano si trova ad essere diventato un’animale in via di estinzione la cui sopravvivenza è in un equilibrio precario che dipende da dei robot che costituiscono ormai l’80% della popolazione.

Utilizzando i registri più disparati, dall’horror al kitsch-pop, dal gangster movie fino al surrealismo, Sion Sono ha da sempre cercato di rappresentare l’essere umano nella sua incapacità, o peggio impossibilità, di trovare un equilibrio, una stabilità, un contatto vero e tangibile con il prossimo e in quest’ottica The Whispering Star è un perfetto “manuale” delle tematiche care al regista nipponico; ma mentre si guarda il film si ha la netta sensazione di assistere a un oggetto completamente “alieno” e lontano dalle altre grandi pellicole che fino ad oggi lo avevano contraddistinto.

Tabaccaio

Le profonde differenze dell’ultima pellicola di Sono con il resto della sua filmografia non riguardano nè l’incedere estremamente lento e compassato della storia (lui che con Love Exposure, Cold Fish o Tokyo Tribe ci aveva abituato a ritmi forsennati, situazioni folli ed esplosioni di colori) nè le splendide atmosfere sci-fi volutamente retrò che tanto strizzano l’occhio a capolavori di genere degli anni ’60 e ’70, quanto il senso di rassegnazione e di fatalismo che accompagna ogni singolo frame.

Se prima i personaggi di Sono provavano a reagire, a combattere, pur essendo destinati in maniera inesorabile al fallimento, ora quegli stessi individui partono sconfitti già in partenza, stanno già scontando le conseguenze dei loro troppi errori (impossibile non cogliere il riferimento al disastro di Fukushima) con la quasi totale estinzione, con la definitiva certezza di essere costretti a (non) vivere per sempre in terre e pianeti devastati e semi deserti, vagando e sopravvivendo senza il minimo scopo nella vita.

Machine Id 722 è un corriere interstellare robot la cui attività consiste nel consegnare pacchi, i cui mittenti e destinatari sono soltanto esseri umani, che contengono mozziconi di sigarette, matite, negativi fotografici, lattine che rappresentano gli ultimi resti e testimonianze di una civiltà ormai scomparsa per sempre, che trova nel ricordo di oggetti quotidiani e scarti inutili il solo ed unico modo di ritrovare la propria identità e illudersi di poter essere ancora individui autonomi.

Già Marco Ferreri nel capolavoro del 1969 Il seme dell’uomo , ipotizzando un mondo in cui una sconosciuta malattia aveva decimato la popolazione mondiale, faceva costruire ai suoi due protagonisti un museo/santuario dedicato all’Essere Umano in cui una forma di parmigiano, una pistola o una lattina diventavano la sola forma d’arte possibile, l’unico modo per riuscire ancora a dimostrare e a urlare la propria esistenza a un mondo e ad una umanità collassata e crollata su sé stessa.

Nell’ultima splendida sequenza di The Whispering Star, che si discosta dalla violenza del finale devastante e nichilista del film di Ferreri, Sion Sono mostrandoci tutta la precarietà e fragilità dei suoi “uomini del futuro”, immagina un ultimo pianeta abitato solamente da esseri umani in cui il minimo rumore sopra i 30 decibel li porterebbe alla morte certa. Nel silenzio più totale vediamo le sagome di individui che sembrano solo apparentemente vivere una vita normale (bambini che saltano la corda, donne che parlano, vecchi che scrivono), ma che in realtà non sono altro che il riflesso, i fantasmi, i fossili di un’epoca che all’uomo non appartiene più. Il Paleozoico della civiltà umana.

Scheda film

Titolo: The Whispering Star
Regia: Sion Sono
Cast: Megumi Kagurazaka, Kenji Endō,Yūto Ikeda, Kōko Mori
Genere: fantascienza
Durata: 101′
Nazione: Giappone

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