Dark Souls III – Anteprima

Videogiochi

Siamo stati invitati a provare il Network Stress Test di Dark Souls III e non abbiamo esitato nell’accettare questa sfida oscura, e ci siamo così fiondati nelle terre sconosciute di Lorthric dove si respira un aria molto famigliare ma allo stesso tempo misteriosa. Il famoso tocco di Hidetaka Miyazaki si è fatto sentire all’interno di questo provato – in senso positivo ovviamente -, avendo a disposizione quattro classi per testare a pieno le funzioni disponibili e già complete della Beta. Ci siamo armati di Joypad e di tanta pazienza e ci siamo fiondati nelle terre martoriate di Lorthric.

Addio cara anima…

Come abbiamo già detto nelle prefazione, il gioco ci mette davanti a una scelta, dobbiamo infatti decidere con quale delle quattro classi a disposizione combatteremo durante la beta. Iniziato il nostro viaggio, verremo catapultati all’interno di un castello, dove una volta usciti fuori potremo ammirare la corruzione nel paesaggio di Lorthric, ornato da rampicanti e da elementi tipici del fantasy. Il tratto stilistico della serie sembra aver fatto un dietrofront rispetto ai canoni di Dark Souls II, visto che questa volta sembra un misto tra Demon’s Souls (Boletaria) e il primo Dark Souls, il ché c’ha fatto molto piacere, ma a sua volta il terzo capitolo offre una colorazione e delle strutture tutte sue, dando sia un senso di familiarità ma anche di innovazione. I combattimenti di Dark Souls III portano con sé l’esperienza di Bloodborne, ma senza copiarla, riuscendo a perfezionare lo stile della serie, donando così una certa fluidità, senza però aggiungere quella sensazione di “combo” del titolo di Japan Studio. Purtroppo ai combattimenti si aggiunge una componente negativa, abbiamo notato che certi moveset sembrano riciclati dagli scorsi capitoli, problema che viene maggiormente riscontrato contro i nemici, infatti per chi ha ormai preso un certo feeling con la saga non avrà molti problemi a eludere i nemici, vista la serie di mosse del tutto uguali. La grafica va a intaccare in parte l’ottimo lavoro già svolto nei precedenti capitoli, con una sensazione di sfocamento mentre si guarda in lontananza, e che ci auguriamo sia frutto di un prodotto ancora non definitivo.

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Un incubo ingannevole

La struttura degli ambienti è diversa ma la sostenza è quella, ovvero, le ambientazioni come di consueto offrono delle vie alternative da percorrere, percorsi ingannevoli e secondari sono stati, per certi versi, il focus della beta. Il buon sangue della serie non mente, le trappole piazzate sono sempre molto disoneste e pronte a far comparire la scritta “You Died” senza alcun rimorso. D’altro canto Dark Souls è famoso per la sua difficoltà, e nonostante in questo terzo capitolo sembra sia meno presente, non è mancata occasione dove contro un nemico abbiamo dovuto fare dietrofront per sfuggire all’agognata e fastidiosa morte, e purtroppo quest’ultima certe volte è quasi impossibile da evitare visto che le imboscate da gruppi di nemici sono abbastanza frequenti all’interno del castello. La magia non è più a utilizzi, ma avremo una barra del mana da consumare, un po’ come avveniva su Demon’s Souls, e inoltre, quest’ultima verrà ricaricata attraverso a l’Ash Estus Flask. Da un lato sembra che gli amanti della magia siano stati avvantaggiati, mentre da un altro non lo sembra, visto che una volta scaricata la barra del mana durante uno scontro, quest’ultimi saranno costretti a interagire con un arma bianca per evitare la morte o comunque perdere un ingente quantità di energia. Dopo aver assimilato le nuove meccaniche di gioco, siamo riusciti a trovare il boss della beta, ovvero Dancer of Frigid Valley, che malgrado la sua enorme dimensione, è facile da buttare giù visto il suo moveset molto ripetitivo e lo sfruttamento dell’ambiente che agevola l’aggiramento del nemico. Con la sconfitta del boss – senza troppe difficoltà – ci siamo resi conto che la difficoltà è realmente stata abbassata, magari per venire incontro a dei giocatori che non hanno familiarità con la serie.

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Commento Finale

Tirando le somme, possiamo dire che la Beta c’ha convinti, e nonostante si tratti di un prodotto non del tutto innovativo, Dark Souls III ha delle buone carte da giocare e mostrare. Il gameplay sotto diversi punti è stato migliorato, ed è stata resa un ambientazione del tutto nuova, che prende spunto da due grandi capitoli della serie Souls. Il resto spetta a From Software, dovrà sfruttare bene la taratura della difficoltà, per non deludere sia i fan più masochisti che quelli meno esperti. Quel che abbiamo provato è solo una goccia nell’oceano di quello che sarà il terzo capitolo di Dark Souls e noi non vediamo l’ora di vedere cosa sarà capace di offrire.

Federico Molino nasce nel 1996 a Catania, dove iniziò la sua carriera videoludica con la sua prima console, ovvero, il NES. In seguito con l'avvento di PlayStation passò a quella, continuando a crescere con le console del colosso giapponese. Una delle sue tanti passioni è leggere sia romanzi fantasy che manga, ma anche vedere Anime o Film d'animazione strettamente giapponese.

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