The Book of Unwritten Tales 2 – Recensione

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The Book of Unwritten Tales, uscito nell’ormai lontano 2011, fu senza dubbio una gran bella sorpresa nel panorama videoludico e, nello specifico, delle avventure grafiche, riuscendo ad affermarsi grazie al suo stile e alla notevole cura riposta nei dialoghi dagli sviluppatori. Purtroppo, però, quella bellissima avventura è rimasta sempre confinata al solo mercato PC, senza mai sbarcare su console: oggi invece, anche grazie al supporto del publisher Nordic Games, la software house tedesca KING Art Games non solo è riuscita a realizzarne un sequel, ma anche a portarlo (con qualche mese di ritardo) su PlayStation 4 e Xbox One lo scorso Settembre. E’ tempo che gli appassionati di avventure grafiche comincino a guardare alla serie come un punto di riferimento per il genere, o il primo capitolo è stato un semplice exploit?

Sviluppatore: KING Art Games
Publisher: Nordic Games
Genere: Avventura grafica
Piattaforme: PlayStation 4, Xbox One, PC
Distribuzione: digitale e fisica (tranne in Italia)
Data di uscita: 22/09/2015
Prezzo: € 39,99

Aventasia ha bisogno (di nuovo) di voi!

La vita scorre relativamente tranquilla nel regno di Aventasia e dintorni: la principessa Ivo, per volere della madre, presto convolerà a nozze in un matrimonio combinato per il solo scopo di garantire la prosecuzione della famiglia reale; lo gnomo Wilbur è stato investito dall’arcimago del ruolo di insegnante di magia nella scuola locale; mentre Nate, ovviamente, non può fare a meno di cacciarsi nei guai, e non a caso ne faremo (o rifaremo) la conoscenza mentre è impegnato a cadere nel vuoto (!), ovviamente sempre accompagnato dal fedele Critter. I protagonisti che abbiamo imparato ad amare nel capostipite della serie li ritroveremo divisi, intento ognuno a districarsi fra i problemi della propria quotidianità e lungi dall’immaginare che di lì a poco una nuova chiamata al dovere (il riferimento è voluto, n.d.r.) li porterà a riunirsi contro una nuova temibile minaccia. Peccato soltanto che la pur bella ed interessante trama del gioco stenti davvero a decollare nelle prime ore, tediando il giocatore che si vedrà impegnato in compiti fini a se stessi e tutt’altro che eccitanti (specialmente nelle sezioni in cui controlleremo Wilbur); ma chi riuscirà a resistere verrà premiato da una storia fantasy coinvolgente e capace di tenervi incollati allo schermo per svariate ore, specialmente se siete appassionati del genere in questione. Una sceneggiatura scritta magistralmente, che meriterebbe certamente un encomio se non fosse azzoppata da un inizio davvero troppo cauto, e coadiuvata da dialoghi sempre interessanti e intrisi di ironia, pieni di zeppi di riferimenti che spaziano da George Best a Monkey Island, dalle serie TV più famose ad altre opere videoludiche e letterarie. Una cura maniacale riposta dallo sviluppatore tedesco nella caratterizzazione dei personaggi, che si può riscontrare soltanto nei migliori esponenti di questo media e che è giusto sottolineare una volta di più.
Ottima anche la traduzione in italiano, anche se limitata ai soli sottotitoli, la quale giunse in ritardo nella versione PC e troviamo invece sin dal lancio in questa per console. Apprezzabile il doppiaggio in inglese che, pur non raggiungendo picchi qualitativi degni di nota, riesce a non sfigurare e fare il suo compito dignitosamente.

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Il primo giorno di scuola

Dal punto di vista dell’esperienza di gioco, The Book of Unwritten Tales 2 è la classica avventura punta e clicca ma, a differenza del quinto episodio di Broken Sword che abbiamo recensito qualche dì addietro, nell’ultima fatica di KING Art Games sarà possibile controllare direttamente il personaggio e non avremo un cursore a schermo, ma con la semplice pressione del tasto Quadrato sarà possibile far apparire tutte le interazioni possibile nell’area in cui ci si trova, e selezionare quella desiderata utilizzando la levetta analogica. Sarà inoltre cruciale ai fini della risoluzione degli enigmi badare bene agli oggetti presenti nell’inventario, i quali potranno essere combinati fra loro, con altri presenti nei livelli o anche semplicemente utilizzati in determinate situazioni. Purtroppo, però, è proprio da questo punto di visto che il prodotto KING Art Games mostra le sue lacune, dato che la risoluzione un buon numero di puzzle ambientali (non la maggior parte, per fortuna, ma comunque un numero considerevole) sarà affidata più al caso che all’ingegno, al ripetuto tentativo di interazione con ogni oggetto presente nell’inventario piuttosto che ad un ragionamento logico. Una criticità non da poco dato il genere di appartenenza del titolo, oltre che un elemento in grado di causare frustrazione e innervosire il giocatore.
Nella versione PlayStation 4 da noi provata, inoltre, ci duole segnalare che non sono state implementate le caratteristiche peculiari del Dual Shock 4 in alcun modo, non potendo di contro esprimerci per quanto concerne il controller Xbox One.

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Il fascino dell’avventura

Visivamente il gioco è in grado di offrire un colpo d’occhio eccezionale, e questo soprattutto grazie ad una direzione artistica di alto livello, che riesce a sopperire alle mancanze tecniche che si possono denotare osservando personaggi ed ambientazioni più da vicino. Se infatti le texture sono poco definite, lo stile utilizzato tendente al cartoon e con tonalità tenui riesce ad infatuare il giocatore, soprattutto grazie ad un level design ricco di particolari e ben studiato, e riesce ad immergerci in un universo che farà scendere la classica lacrimuccia ai nostalgici di determinate atmosfere che andavano tanto in voga negli anni ’90 del secolo scorso. Il tutto anche grazie ad un accompagnamento sonoro che svolge egregiamente il proprio dovere, pur non risultando indimenticabile, con un buon numero di tracce ben variegate e adatte al momento.
Inoltre, va dato almeno merito alla software house di aver eseguito una conversione su console priva di bug o glitch e con un frame rate stabile.

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Una storia inedita che vale la pena scoprire

The Book of Unwritten Tales 2 è un titolo che ci sentiamo di definire “imperdibile” per gli amanti delle avventure grafiche, e che consigliamo vivamente anche a chi non è avvezzo al genere, sia per la sua atmosfera fantasy capace di immergere letteralmente il giocatore, sia per una storia che, superate le prime noiosissime ore, è davvero ben scritta ed appassionante e, ne siamo certi, non dimenticherete facilmente.

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