Minecraft: Story Mode – Episode 1: The Order of the Stone – Recensione

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Sfruttando il grande successo avuto negli ultimi anni dal colosso sandbox Minecraft, la casa produttrice statunitense Telltale Games, già protagonista per quanto concerne le produzioni di famosi titoli come The Walking Dead, Jurassick Park e Back to the Future, ha realizzato collaborando con Mojang (sviluppatori di Minecraft), il primo dei cinque episodi di Minecraft: Story Mode. Il gioco, seppur a prima vista possa rimandare alla versione classica, porta con sé un’inedita modalità campagna annessa ad un sistema di gioco innovativo. Nel giro di pochi mesi, ecco finalmente l’arrivo del gioco e noi siamo qui per presentarvelo.

Titolo: Minecraft: Story Mode – Episode 1: The Order of the Stone
Sviluppatore: Telltale Games
Editore: Telltale Games
Genere: Azione e avventura
Giocatori: 1
Piattaforme: PC, Xbox One, Xbox 360, PS4,PS3
Localizzazione: Inglese.

 

Il protagonista Jesse, che può essere maschio o femmina a seconda della nostra scelta iniziale, partirà insieme ai suoi amici (compreso il fido maialino Ruben) alla ricerca dell’Ordine della Pietra al fine di salvare il mondo dall’oblio. Il leggendario “Order of Stone”; quattro avventurieri che hanno ucciso il Drago Ender composto dai migliori: “Guerriero, Ingegnere Redstone, Griefer e Architetto. C’è qualcosa che non quadra, un potente mostro si sta facendo strada tra panico e distruzione e toccherà ai nostri eroi di salvaguardare la pace, facendosi strada tra mille peripezie, mostri, zombie, scheletri e tutti i famosi cattivoni di Minecraft.
Sicuramente un’idea altrettanto semplice e forse “banale” ma che riesce facilmente a coprire l’enorme complessità nel creare un modello Story Mode per il titolo. Minecraft è al momento un brand potentissimo, ed averci a che fare significa prendersi responsabilità di un certo peso. Telltale Games è stata però furba, cercando un connubio così vicino alla semplicità da sembrare paradossalmente la scelta più coraggiosa. Di mio avrei cercato sicuramente altro, magari rovinando l’intera esperienza. La semplicità funziona, e come abbiamo spiegato sopra, è sicuramente l’arma vincente in questo prodotto.

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Uno degli aspetti più importanti di Minecraft è sicuramente il crafting. In questo Telltale Games è stata molto brava, riuscendo ad implementare l’arte del crafting (ovvero la possibilità di creare oggetti partendo da materie prime rudimentali) in coerenza con la narrazione del gioco, non risultando mai banale. Il reperimento delle materie prime avviene tramite i QTE, ovvero i Quick Time Events famosi di ogni produzione Telltale Games ma anche con l’esplorazione del mondo circostante. Nulla è dato al caso e nemmeno in questo prodotto, Telltale ha cercato di rendere omaggio ai vari riferimenti di Minecraft dandogli una spiegazione più valida e logica, oltre che coerente. Inoltre saranno presenti parecchie scene animate che aggiungono suspense e che arricchiscono la storia, tenendo incollati i videogiocatori allo schermo per conoscere l’evoluzione degli eventi, anche se con la pecca della mancata lingua nostrana. Ancora oggi mi chiedo che risorse ci vorranno mai per presentare al pubblico una localizzazione nella propria lingua, anche se dobbiamo ammettere che l’inglese è comunque comprensibile ed è la lingua più parlata al mondo. Il problema grave è che così facendo il titolo perde una particolare fetta di bambini che apprezzano Minecraft in tutte le sue forme, ma tant’è.

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Non manca poi la possibilità di scegliere alcune risposte per cercare di modificare il proseguo della storia. Come per The Walking Dead, il preferire una persona all’altra o ancora avere una spiacevole conversazione, non causerà ingenti cambiamenti sulla natura del gioco: spesso torna tutto alla normalità con una dubbia facilità. Ovviamente siamo di fronte al primo episodio, quindi è ancora troppo presto per tirare le somme, ma di certo è una delle cose che mi ha fatto storcere il naso.
Per quanto concerne la longevità, l’episodio dura poco meno di due d’ore, il ché no è propriamente un bene o un male. Considerando che il gioco è stato sviluppato per un pubblico tutt’altro che hardcore, ci si aspettava un maggiore impegno nella realizzazione di puzzle e di missioni secondarie, in modo da arricchire l’esperienza. Ancora mi soffermo sulla giustificazione del primo e unico episodio, anche se certi aspetti ormai sono dati per scontato dai giocatori e non dagli sviluppatori.
Soffermandoci sull’aspetto tecnico, invece, i Telltale Games hanno portato una produzione non troppo lontana da quella classica del grande Markus “Notch” Persson, con una fluidità nei fotogrammi al secondo davvero ben riuscita. Lo stile grafico è pressoché basato sull’aspetto pixellato del gioco classico, con la chicca di sapere l’umore di ogni personaggio in base alle smorfie che fa. Sicuramente un buon lavoro, dopo alcuni problemi recenti visti in Tales from the Borderlands.

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Minecraft: Story Mode è assolutamente un titolo innovativo che gli appassionati di Minecraft non devono farsi sfuggire, anche se è presente la pecca della mancata lingua italiana. Vi ricordiamo che questo è il primo dei cinque episodi, acquistabile singolarmente al prezzo di €5,99, oppure in blocco con gli altri quattro al prezzo di €29,99. Jesse ed i suoi amici vi faranno vivere un’esperienza di gioco molto ben strutturata, tenendovi incollati allo schermo per scoprire fino all’ultimo angolo misterioso dell’intera vicenda. Appuntamento quindi al prossimo episodio di Minecraft: Story Mode.

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