Hotel Transylvania 2 – Recensione

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Molte cose sono cambiate all’Hotel Transylvania. Mavis e Johnny, dopo il loro matrimonio (il primo tra un umano ed un vampiro) hanno un figlio, Dennis, che però non mostra alcun segno di essere un vampiro. Proprio per questo Mavis comincia a pensare che il suo piccolo Dennis possa essere un bambino normale come gli altri, e decide di intraprendere insieme a Johnny un viaggio in California per capire se è davvero il luogo adatto per crescere il figlio. Dracula, nonno di Dennis e padre di Mavis, approfitta della situazione per provare ad insegnare al nipote come essere un vero mostro insieme agli altri residenti dell’hotel, affinché gli spuntino finalmente le zanne da vero vampiro, ma l’impresa sembra più ardua del previsto.

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Se Hotel Transylvania aveva divertito, facendo leva sui suoi mostruosi e folkloristici personaggi a cui grandi e piccoli si sono ben presto appassionati, questo sequel ha innanzitutto il pregio di non seguire la tendenza dei “secondi capitoli” di scivolare lentamente nella mediocrità vivendo della luce riflessa del successo del loro predecessore. Riconfermato il regista Genndy Tartakovsky, che si affida anche stavolta alle collaudate voci di Adam Sandler, Selena Gomez, Steve Buscemi, Kevin James, David Spade, Fran Drescher e Mel Brooks.

La mossa vincente in Hotel Transylvania 2 è infatti quella di donare al lungometraggio animato un significato molto profondo, spiegato nel modo accessibile ed intuitivo in cui solo i film di questo genere sanno fare. Dennis infatti incarna in sè il dibattuto tema della diversità, presente tanto nella vita quotidiana di ognuno che nell’attualità. Il pargolo di Mavis e Johnny infatti è visto come “diverso” dai mostri residenti dell’Hotel, perché una sorta di “mezzosangue”, per metà umano e per metà vampiro. I problemi infatti sorgono quando questa metà vampiresca non sembra manifestarsi (con la caratteristica comparsa delle zanne). Nessuno sembra davvero accettare la diversità di Dennis, soprattutto Dracula e i suoi amici e, proprio come nella vita reale, cercano di cambiare forzatamente il carattere del piccolo, cercando di abituarlo ai mostri, facendogli vivere le esperienze formative di un vero vampiro. Benché infatti mascherato dall’atmosfera divertente e simpatica del film, quello di Dracula è equiparabile a quel comportamento coercitivo, manipolante e plagiante di chi vuole assolutamente cambiare un’altra persona. Il tema è riproposto anche nel problematico rapporto con gli umani, che emerge inevitabilmente in seguito alle parentele umani-mostri sviluppatesi con il matrimonio e la nascita di Dennis, che porta all’impensabile convivenza tra le due razze. Il film solleva inoltre altri argomenti d’attualità piuttosto interessanti, tra cui il problematico rapporto con l’aspetto social della tecnologia e la progressiva dipendenza da essi sviluppatasi all’interno dell’Hotel, in cui è inevitabile cogliere l’eco ed il riferimento alla modernità.

L’evoluzione dei personaggi è progressiva e accelera nel finale. Quasi tutti cominciano ad assumere la consapevolezza del poter accettare la diversità, o che forse quello che respingiamo o non accettiamo perché diverso, si rivela essere molto più simile a noi di quanto possiamo mai pensare. Hotel Transylvania 2, in sostanza, oltre che essere un film intelligente, sagace e simpatico, è messaggero di una lezione di vita per tutti, piccoli e meno piccoli. Chi è diverso non è un mostro, o forse lo è, e nell’Hotel non è per forza un male.

 

Scheda film

Titolo: Hotel Transylvania 2
Regia: Genndy Tartakovsky
Sceneggiatura: Robert Smigel, Adam Sandler
Cast : Adam Sandler, Andy Samberg, Selena Gomez, Kevin James, David Spade, Steve Buscemi, Keegan-Michael Key, Molly Shannon, Fran Drescher, Mel Brooks
Genere: Animazione
Durata: 89′
Produzione: Sony Pictures Animation
Distribuzione: Warner Bros. Italia
Nazione: USA
Uscita: 8/10/15

Critico cinematografico, giurista e speaker. Classe '94, nato insieme a Dookie, Forrest Gump, Pulp Fiction e Le Ali della Libertà, ma con il cuore a Juno.

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