Shin Megami Tensei: Devil Survivor 2: Record Breaker – Recensione

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Parlare di un franchise della portata di Shin Megami Tensei non è mai questione da poco. Molte delle difficoltà che si possono incontrare, derivano soprattutto dal fatto che pur risalendo ad un epoca relativamente recente, 1992, il grosso del suo successo a livello mondiale è dovuto principalmente ai capitoli più recenti di uno dei suoi svariati spin-off; ovvero Persona 3 FES e Persona 4.

Altro nodo, da non sottovalutare, risiede nella varietà di generi che la serie ha incorporato nel corso degli anni. Che si tratti infatti di un JRPG classico a turni, di un Action Game, di un Beat em Up a incontri, di uno strategico a turni, di un Dungeon Crawler o, sono riusciti anche in questo, di un Rhythm Game; i titoli targati Shin Megami Tensei, siano essi spin off, versioni 1.5 o quello che vi pare, appartengono tutti al canone narrativo dell’universo creato da Yosuke Niino, Hideyuki Yokoyama, Kouji Okada e Kazuma Kaneko, ispirandosi al romanzo Megami Tensei dell’autrice Aya Nishitani.

E vi vedo già a fare spallucce, con le labbra contorte in una smorfia che sembra essere il perfetto preludio ad un’affermazione che, più o meno dovrebbe suonare così: “Sì vabbè, lallero, Square-Enix sta facendo lo stesso con Final Fantasy…”, al ché dovrei rispondervi con un lungo sospiro che più o meno suonerebbe così: “Sqeenix ha perso la bussola, e io la pazienza”.

SIGLA!

Titolo: Shin Megami Tensei: Devil Survivor 2: Record Breaker
Sviluppatore: Atlus
Publisher: Atlus USA
Genere: JRPG Strategico a Turni – Visual Novel
Numero Giocatori: Single Player
Localizzazione: Testi e Parlato in Inglese

Un Po` di Storia

Prima di parlare di DeSu2: Record Breaker, mi piacerebbe spendere una manciata di parole al riguardo della serie Devil Survivor in generale, così tanto per fare finta che il sottoscritto abbia fatto i compiti a casa.

Shin Megami Tensei: Devil Survivor (DeSu per gli amici), era un gioco di ruolo strategico uscito nel 2009 per il Nintendo DS. Sebbene in molti lo avessero paragonato a The World Ends With You (Square-Enix, Jupiter, H.A.N.D. 2007), la novella incursione nel genere strategico di casa Atlus si presentava come una sorta di esperimento volto ad ibridare i generi del visual-JRPG (con chilometri e chilometri di dialoghi da leggere) e dello strategico a turni, mantenendo il tutto entro i confini ben precisi dell’universo narrativo classico di Shin Megami Tensei: setting rigorosamente urbano e, che ci si creda o meno, riduzione al minimo delle tematiche fantasy.

In particolare, Devil Survivor metteva il giocatore nei panni del protagonista silenzioso di turno che si ritrovava a dover attraversare indenne una crisi di proporzioni bibliche ambientata, neanche a dirlo, nei quartieri di Tokyo. Intrappolato nel Tokyo Lockdown, l’impenetrabile zona di quarantena eretta per isolare la crisi ed impedire che potesse diffondersi al resto del mondo, il signor Silenzioso ed i suoi compagni di sventura, si sarebbero ritrovati a dover risolvere gli innumerevoli misteri del Tokyo Lockdown che conducevano ad una sorta di cospirazione da parte degli angeli ai danni dell’umanità tutta perché MOBBASTA.

Utilizzando le versioni semplificate del Social Link di Persona 3 e Persona 4 e del Press Turn da Nocturne e DDS1 e DDS2, il primo Devil Survivor era un’interessante incursione del franchise nel genere strategico che, secondo il sottoscritto, deve gran parte del proprio successo alla vicenda narrata ed alla progressione non proprio lineare della narrazione stessa.

Quali che siano stati i motivi dietro al successo del primo DeSu, Atlus ha ben visto di rilasciare un secondo capitolo della serie il 28 Luglio del 2011 dal titolo Shin Megami Tensei: Devil Survivor 2, sempre per Nintendo DS, e, tanto per non farci mancare niente, una versione espansa dell’originale DeSu; sottotitolata Overclocked per 3DS, che tutto sommato si limitava ad introdurre una manciata di aggiunte tra cui un ottavo giorno al termine della settimana originale e, se non ricordo male, uno o due finali addizionali.

Dal 2011 ad oggi, DeSu2 è riuscito a fare il salto cross-mediale, venendo riproposto sotto forma di due serie di manga, una light novel ed un anime che, nonostante la buona qualità delle animazioni, si perde un po` sul fronte della trama che cerca di condensare in 12 episodi tutto il dramma dell’ultima settimana della terra. Inutile dire che l’invasione del titolo Atlus di differenti media narrativi ne ha rafforzato popolarità e, di conseguenza, ha giustificato, in un certo modo, la pubblicazione di questa versione 2.0 intitolata Shin Megami Tensei: Devil Survivor 2: Record Breaker.

Monday Mobbasta

Immaginate di essere un liceale giapponese ed immaginate che il nostro gusto in fatto di vestiario implichi una viscerale adorazione per le felpe col cappuccio, a patto che questo abbia un paio di ridicolissime orecchie da coniglio lunghe fino alle ginocchia.

State immaginando?

Perfetto! Ora siete il protagonista di DeSu2: Record Breaker.

Ora immaginate di aver appena tenuto un esame, tranquilli è solo un videogioco, al termine dell’esame venite avvicinati dal vostro migliore amico, Daichi Shijima, il cui unico apporto alla società moderna è una sciarpa gialla che più gialla non si può. Dopo un breve dialogo, il vostro amico vi mette al corrente dell’ultima moda tra i liceali del sol levante: un sito navigabile da cellulare che si chiama Nicaea e che permette di vedere i filmati della morte delle persone a voi care prima che questa avvenga. All’allegro duetto di liceali si avvicina ora Io, non io, ma Io Nitta una liceale pettoruta che, nonostante la divisa scolastica sia allacciata fin sotto al collo, ha la faccia candida e gentile del fanservice a tradimento (come un po` tutte le protagoniste femminili del titolo Atlus). A quanto pare, pure la nostra amica Io (cioè lei) si è iscritta al sito Nicaea. Ora, immaginate che la scena sia ambientata alla stazione della metro, ed immaginate che tutti e tre contemporaneamente riceviate un allegro messaggio da Nicaea con il video delle vostre tre rispettive morti causate proprio dal treno che state aspettando. Sfuggiti ad una redifinizione piuttosto radicale dell’espressione “prendere il treno”, il protagonista (che stando all’anime si chiama Hibiki Kuze), Daichi e Io si ritrovano a dover combattere, con le proprie forze, tre demoni fuorisciti dai rispettivi cellulari, (l’ironia) dando inizio ufficialmente all’ultima settimana di esistenza concessa alla terra ed all’umanità. Scary uh!

Un po’ Neon Genesis Evangelion e un po’ Persona, DeSu2 porta il giocatore al centro della lotta per la sopravvivenza del genere umano che dovrà affrontare e cercare di respingere, l’invasione dei Septentriones, creature dalle forme bizzarre ed apparentemente inarrestabili inviate da Polaris: amabile amministratrice dei mondi che ha giudicato l’umanità stagnante e quindi indegna di continuare ad esistere. La trama principale, scandita dai giorni della settimana porterà il giocatore a fare la conoscenza di numerosi altri personaggi tra cui il freddo elitarista Yamato Hotsuin: comandante operativo del Jips (un’organizzazione para-governativa giapponese incaricata di risolvere crisi di questa entità); il passionale Ronaldo Kuriki: ex detective ora voce della rivolta e amante della giustizia che vorrebbe che il mondo fosse un posto in cui tutti possano considerarsi eguali ed, infine, Alcor: un tizio misterioso con i capelli bianchi, una camicia da paura e l’eyeliner in tinta coi capelli, ma tutto sbaffato.

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Una Settimana (soprav)vissuta Intensamente

Il punto di forza di DeSu2 risiede nella mescola di generi che a tutti gli effetti il titolo Atlus è.

Da una parte abbiamo un impianto narrativo da visual novel; con chilometri e chilometri di dialoghi che spaziano dal metafisico al fantascientifico e che, pur mantenendo un retrogusto da romanzo d’appendice, non tralasciano di introdurre qualche gag volta ad alleggerire l’atmosfera generale del gioco. Non dimentichiamoci che buona parte del pianeta è scomparso e quello che rimane se ne sta bellamente andando in malora tra rivolte, soprusi, demoni che imperversano e Septentriones. Tuttavia, le relazioni tra i personaggi di DeSu2, riescono a mantenere una sorta di veridicità che, stranamente, si sposa alla perfezione con il resto della vicenda, supportando lo sforzo di sospensione dell’incredulità che il titolo Atlus richiede e permettendo al giocatore di immedesimarsi nella storia dell’uno o dell’altro personaggio. Una riflessione aggiuntiva, andrebbe fatta proprio nei confronti della loro caratterizzazione che, pur rimanendo visibilmente ancorata ai tòpoi dell’animazione giapponese, restituisce personaggi estremamente credibili. Quest’attenzione nei confronti della caratterizzazione dei personaggi di DeSu2 non deve considerarsi affatto casuale.  Le Death Clip diffuse dal sito Nicaea, infatti, metteranno il giocatore davanti alla possibilità concreta di perdere, in maniera definitiva, questo o quel personaggio modificando di conseguenza la progressione della vicenda in sé e il futuro assetto del party. Tanto di cappello ai ragazzi di casa Atlus per come gli eventi introdotti dalle Death Clip lascino al giocatore il tempo ed il modo di decidere se salvare o meno il personaggio a rischio e di come l’eventuale morte definitiva di questo, oltre ad essere tutt’altro che arbitraria, modifichi anche lo svolgimento della trama stessa.

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Quando le fasi narrative lasciano il posto alle battaglie, queste si svolgono all’interno di “arene” presentate tramite visuale dall’alto e caratterizzate dall’immancabile griglia invisibile che definisce la portata degli attacchi e la capacità di movimento di ciascun personaggio. Al giocatore viene permesso di schierare fino a un massimo di quattro personaggi umani, ciascuno supportato da un massimo di due demoni. Ciascun demone schierato al fianco dei personaggi, fornisce sia un supporto attivo: vale a dire l’arsenale di abilità a disposizione, siano esse attive o passive, utilizzabili durante le fasi di movimento o durante gli scontri veri e propri; che un supporto passivo: andando ad aumentare i parametri di difesa del personaggio umano o, nel caso di un team avversario composto interamente da demoni, del demone al centro la cui sconfitta determina l’eliminazione di tutte e tre le unità. Quando due team opposti entrano in collisione, la visuale passa alla prima persona e lo scontro si svolge in maniera piuttosto classica con il consueto scambio di attacchi fisici o magici che siano. Tuttavia, i ragazzi della Atlus hanno inserito una meccanica aggiuntiva, simile al Press Turn di Nocturne e Digital Devil Saga, che permette di ottenere turni di attacco aggiuntivi o sottrarli agli avversari.

Una simile meccanica pur essendo semplice, nasconde una profondità giustificabile solo in virtù dello Shin Megami Tensei nel titolo. Il numero complessivo di demoni invocabili e tale che ogni battaglia richiede al giocatore di pianificare ogni team nel migliore dei modi, onde evitare sonore sconfitte. A questo, va ad aggiungersi la Demon Auction che permette di acquistare nuovi e più potenti demoni e la Fusion App necessaria per fondere due demoni ed ottenerne uno più potente ed efficacie. Per gli amanti del grinding, infine, DeSu2 offre una serie di battaglie denominate Free Battles che non andranno ad influire sul normale scorrere del tempo, ma permetteranno di ottenere punti esperienza e Macca (la moneta del gioco).

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Ultima, ma non meno importante meccanica di gameplay di DeSu2 è il Fate System. Meno complesso, ma altrettanto importante, del Social Link System mutuato da Persona 3 e 4, questo permette di approfondire le storie personali dei personaggi secondari del titolo Atlus e di modificarne alcuni importanti parametri come le resistenze elementali e la possibilità di apprendere dagli avversari determinate abilità e non solo. Un livello Fate sufficientemente alto, garantirà la fedeltà al protagonista dei personaggi secondari e permetterà, infine, di accedere ad uno dei sei differenti finali del gioco.

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Record Breaker

Pur non presentando alcun tipo di miglioramento sostanziale, sul piano tecnico, Shin Megami Tensei: Devil Survivor 2: Record Breaker introduce alcune modifiche qualitative che contribuiscono a rendere l’esperienza di gioco ancora più piacevole. Pur mantenendo un comparto tecnico da DS, infatti, la versione Record Breaker introduce un ottimo voice acting per tutti i personaggi umani e, aggiunta decisamente più corposa un’intera campagna secondaria che riprende la vicenda da un finale interamente inedito (e comunque non ottenibile completando la campagna principale) e che aumenta la longevità del titolo Atlus di altre 30-40 ore, arrivando a sforare le 70-80 ore di gioco complessive per entrambe le campagne.

Inoltre, vale la pena di ricordare l’implementazione di un livello di difficoltà più semplice; vera e propria manna per tutti quei giocatori che si avvicinano per la prima volta ad un titolo, non proprio popolare per la sua facilità.

Che siate neofiti di DeSu o che abbiate già avuto il piacere di giocare ad uno dei capitoli appartenenti alla serie, Shin Megami Tensei: Devil Survivor 2: Record Breaker è un titolo che non può mancare alla vostra collezione personale. Al netto di un comparto tecnico non proprio da urlo, lo strategico a turni di casa Atlus offre una trama intrigante ed estremamente ben sviluppata, popolata da personaggi caratterizzati al punto da poter sembrare reali e meccaniche di gameplay la cui profondità può essere esplorata seguendo i propri tempi. Il tutto corredato da un livello di difficoltà meno implacabile e da una longevità complessiva che si attesta intorno alle 80 ore di gioco.

Nicola
Nato quando ancora andavano di moda i pantaloni a zampa di elefante, venne introdotto, a soli cinque anni, al mondo dei videogiochi dal padre, fiero possessore in un Mattel Intellivision (esatto la console con le scocche di legno). Tornato dal suo esilio temporaneo in Canada, continua a litigare con i commessi dei negozi di elettronica a causa della sua spasmodica ricerca del gioco di nicchia definitivo: quello che conoscerà ed apprezzerà solamente lui.

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