Woman in Gold – Recensione

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Sessant’anni dopo aver abbandonato Vienna durante le persecuzioni degli ebrei in Austria Maria Altmann (Helen Mirren) decide di assoldare Randy Schoenberg (Ryan Reynolds), giovane ed inesperto avvocato, ed intraprendere uno “storico” viaggio per tornare in possesso di una serie di quadri indebitamente sottratti dai nazisti alla sua famiglia. Tra questi il famosissimo dipinto Ritratto di Adele Bloch-Bauer che, oltre al valore storico, ha per lei un valore affettivo inimmaginabile essendo l’unico ricordo che la lega alla zia, ivi ritratta, prematuramente scomparsa. In un viaggio dai tribunali austriaci a quelli americani, Maria e Randy ripercorreranno la storia della famiglia, gli orrori dell’Olocausto e del conflitto mondiale, cercando al tempo stesso di restituire il celebre quadro di Gustav Klimt alla legittima proprietaria.

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Quella di Woman in Gold è una storia particolare. Presentato alla 65ª edizione del Festival internazionale del Cinema di Berlino, uscito in sordina negli Stati Uniti lo scorso aprile, infine finanziato dalla Weinstein Company che ne ha addirittura raddoppiato la distribuzione. Dopo essere rimasto in programmazione per ben diciannove settimane, il film di Simon Curtis  arriva finalmente anche in Italia spinto dalla calorosa e crescente accoglienza riservatagli oltreoceano. Il tema non è sicuramente nuovo, anzi, basti pensare a George Clooney, Matt Damon, Jean Dujardin e gli altri Monuments Men, coloro che durante la seconda guerra mondiale recuperarono gran parte delle opere d’arte trafugate da Hitler e dai suoi gerarchi in tutta Europa. Stiamo dopotutto parlando di un argomento molto sentito anche in Europa, dalle serie considerazioni di critici d’arte di fama mondiale, fino al sempreverde “I Francesi ci hanno rubato la Gioconda” che tanto demagogicamente e forse inconsciamente ci piace pronunciare ogni tanto, quasi come sgarbo ai nostri poco simpatici cugini d’Oltralpe. In Woman in Gold però i temi sono decisamente più seri: alle spalle di Maria c’è la storia di una famiglia straziata dalla guerra, costretta a dividersi dopo aver perso praticamente tutto. Benché l’arte sia preponderante, il film vuole porre anche l’attenzione su temi molto delicati.

La schiettezza della pellicola sta nel volerci raccontare qualcosa di concreto, tangibile e toccante. Se a volte la sceneggiatura mostra qualche pecca narrativa, ci sono comunque due interpretazioni attoriali memorabili a fare da contraltare (mentre sarebbe per principio da negare ogni ruolo cinematografico ad una quasi sempre imbarazzante Katie Holmes). Helen Mirren si prende inizialmente la scena, monopolizzando la prima ora abbondante, ma è il graduale “crescendo” di Ryan Reynolds che lascia lo spettatore esterrefatto . Da avvocato alle prime armi (e fino a poco prima, disoccupato), sfodera arringhe sensazionali, alternandole a scene di tristezza e dolore quando ci si sposta sull’aspetto familiare ed umano. L’empatia tra i due personaggi sembra assolutamente naturale, ci sono una complicità e una sincronia senza le quali il film non potrebbe essere raccontato nel modo giusto.

Pur non annoiando praticamente mai, Woman in Gold vive di momenti. L’intensità si fa sentire nelle battute finali, quando l’attenzione si sposta definitivamente sul presente. Le scene del “passato”, benché ben girate e comunque funzionali ad una completezza generale dell’intreccio, risentono della forte influenza del cliché di genere. Viva è la necessità di un film di questo genere che, oltre a risvegliare un senso d’apprezzamento culturale e dell’arte spesso sopito, aiuta a ricostruire un fenomeno, quello delle ruberie d’arte, così intrinsecamente legato al tema della memoria, contemporaneamente monito ed esempio per il nostro stesso futuro.

Scheda film

Titolo: Woman in Gold
Regia: Simon Curtis
Sceneggiatura: E. Randol Schoenberg
Cast : Helen Mirren, Ryan Reynolds, Daniel Bruhl, Katie Holmes, Tatiana Maslany, Max Irons, Charles Dance, Elizabeth McGovern, Jonathan Pryce
Genere: Drammatico, Storico
Durata: 110′
Produzione: Origin Pictures, 2nd District Filmproduktion, BBC Film, The Weinstein Company
Distribuzione: Eagle Pictures
Nazione: Regno Unito, USA
Uscita: 8/10/15

Critico cinematografico, giurista e speaker. Classe '94, nato insieme a Dookie, Forrest Gump, Pulp Fiction e Le Ali della Libertà, ma con il cuore a Juno.

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