Super Mario Maker – Recensione

C’erano una volta gli anni ’90, i giorni in cui il sinonimo di divertimento preadolescenziale poteva essere facilmente rappresentato dal trittico di qualche episodio di Mighty Morphin Power Rangers sul catodico, una manciata di “caps” e il bottiglione appena aperto della Coca Cola da 2 litri. All’epoca Jovanotti pubblicizzava il Nintendo Entertainment System, quello che solamente qualche anno dopo avremmo riscoperto con l’acronimo di NES quando tutti gli si riferivano con il semplice appellativo di “Nintendo”, e il videogioco non era ancora quel prodotto “pop” che solamente con l’avvento di Sony acquisterà il valore di mero status symbol.

Videogiocare era considerato un hobby malsano, sconosciuto, quasi sempre collegato a quella sottile e tacita ostracizzazione sociale che comunemente prende il nome di “attività da sfigati”. Paradossalmente, quando ancora il videogioco non voleva piacere a tutti ed era percepito come un passatempo diseducativo e alieno, si viveva la grande rivoluzione giapponese che avrebbe dato i natali da lì a poco a proprietà intellettuali e marchi dell’industria dell’intrattenimento capaci di connettere persone dislocate in tutto il mondo e di muovere somme di denaro oggi di molto maggiori di quelle generate dall’intero mercato musicale o quello cinematografico. C’era una volta Nintendo e Super Mario Bros.

Sviluppatore: Nintendo
Publisher: Nintendo
Genere: Platform/Sand Box
Giocatori: 1
Piattaforme: Wii U
Localizzazione: Testi a schermo in italiano

Principesse e funghi, 30 anni dopo

2777865-mario+1Cos’è esattamente Super Mario Maker? Partiamo col precisare che il nuovo prodotto marchiato Nintendo è lungi dall’essere un episodio classico della serie platform per antonomasia. I più riottosi potrebbero obiettare che il gioco in movimento è praticamente indistinguibile da un qualsiasi Super Mario Bros. a scorrimento bidimensionale, ma questa è solo la punta dell’iceberg. Seguendo infatti il virtuoso esempio di software house come Media Molecule, i creativi di Kyoto hanno confezionato un vero e proprio programma ritagliato attorno alle possibilità uniche del Gamepad di Wii U. Lo scopo ultimo di questa applicazione intuitivissima? La creazione di livelli del platform più conosciuto al mondo, il tutto in un paio di swipe di pennino. Una possibilità incredibile se si considera che fino ad oggi per poter mettere mani alle meccaniche che muovono l’universo di Mario, Luigi e co. era necessario armarsi di rudimenti di programmazione e darsi all’hacking di rom, pratica molto comune sulla rete ma mai approdata ufficialmente sui lidi Nintendo.

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Il parto creativo è facilitato e reso del tutto naturale da un’interfaccia tanto semplice quanto ricca di sfumature che, man mano che si gioca, si mostrano in tutta la loro profondità ludica. È possibile scegliere fra gli asset grafici di Super Mario Bros., Super Mario Bros. 3 (il secondo episodio arrivato in occidente non è considerato un capitolo ufficiale in madre patria), Super Mario World e, eccezionalmente, anche le strutture poligonali del recente Super Mario Bros. U, e nel caso lo si decidesse è anche possibile cambiare “il vestito” alla propria creazione in un paio di passaggi. È facile intuire che questo potentissimo strumento di creazione possa dare il meglio di sé soprattutto se messo in relazione all’attivissima community online che domina da anni i baloon del Miiverse di Nintendo. Super Mario Maker è infatti un’esperienza potenzialmente eterna che vive grazie alla passione e al fervore di milioni di giocatori dislocati in tutto il mondo, a cui è data la possibilità di creare livelli secondo il proprio gusto e condividerli in rete. Da questo punto di vista Super Mario Maker assume quasi un valore pedagogico.

Super Mario Maker

Un’esempio della follia e delle possibilità dell’editor di Super Mario Maker!

La formula perfetta

Non si finisce mai di imparare nel mondo del level design, una di quelle scienze endemicamente videoludiche che spesso passano inosservate a causa di orpelli e inezie accessorie facilmente più decifrabili dal grande pubblico, come polycount, risoluzioni video e frame-per-second. Quanto volte ci è passato per la mente “Come mi piacerebbe impegnarmi nella lavorazione di un videogioco”, ma la nostra ignoranza nel campo del coding e dei rudimenti del gaming development ci frenavano? Ora è possibile bypassare per direttissima questi scogli e scoprire quanto un design d’autore possa fare la differenza. Ogni mondo elaborato dalla fervida immaginazione dai giocatori può essere affrontato mettendo sotto la lente d’ingrandimento ogni scelta stilistica, ogni strapiombo improvviso, ogni mostro posizionato dietro l’angolo, quando meno ce lo si aspetta, oppure essere portato a termine dando la priorità al vero e puro gameplay, tanto funzionale negli anni ’90, quanto splendidamente in forma all’alba del 2016. Giocatori e creativi possono trovare pane per i propri denti, ma i ruoli sono interscambiabili in qualsiasi momento.

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Certo è che che se non fosse per una (contenuta) modalità di gioco single player curata da Nintendo stessa, Super Mario Maker mancherebbe totalmente di quella tipica omogeneità contenutistica e qualitativa che da sempre contraddistingue i puledri videoludici della grande casa di Kyoto. Nella stragrande maggioranza dei casi ci si deve impegnare in livelli creati dalla comunità online, momenti in cui ci si accorge principalmente di due grandi verità: trattare di level design non è così semplice come ci sembrava pad alla mano e che molti degli schemi più gettonati dalla comunità online sono situazioni che si autocompletano e soluzioni ludiche che sfuggono alle logiche cui la serie Super Mario fa da sempre riferimento. Molte creazioni dei giocatori hanno in comune un’altissima difficoltà di risoluzione e meccanismi che obbligano a buttarsi alla cieca dovendo incontrare la morte nel caso non si scegliesse, a scatola chiusa, la via verso la vittoria.

Costumi alternativi ed elementi unici possono essere sbloccati giocando o mediante l'utilizzo delle miniature Amiibo.

Costumi alternativi ed elementi unici possono essere sbloccati giocando o mediante l’utilizzo delle miniature Amiibo.

“Da grande farò i videogiochi!”

Una filosofia diventata sempre più popolare grazie a titoli amatoriali come Cat Mario e altri fenomeni di Youtube che non aggiungono nulla all’esperienza di gioco se non frustrazione. Non per nulla, per pubblicare un livello in rete, è necessario dimostrare che sia completabile, ma di fronte a vicoli ciechi e possibilità di morte certa senza alcun checkpoint nel mezzo, c’è chi di questa condizione si è fatto beffa infarcendo l’esperienza di gioco di elementi percepiti come “hardcore”, ma incapaci di restituire il genuino divertimento basato sulla curiosità, l’abilità e la scaltrezza che solo chi ha apprezzato alcune delle situazioni viste nel glorioso passato bidimensionale di Super Mario può riconoscere immediatamente. È quindi doveroso armarsi di pazienza e considerare la possibilità che il livello qualitativo medio dei livelli pubblicati in rete difficilmente si schioderà dall’amatorialità sdoganata anche da alcuni titoli platform pubblicati da software house indipendenti. E questo nei migliori dei casi. Giunge poi graditissima la possibilità di commentare testualmente o con disegni, esprimere un giudizio e aggiungere in una lista di preferiti i livelli più virtuosi (o meno meritevoli), con tanto di elementi grafici che stanno a indicare i punti in cui chi è venuto prima di noi ha perso la partita. Una trivialità di “Dark Soulsiana” memoria che assume, in Super Mario Maker, un valore educativo.

A cornice di un esperimento videoludico formalmente perfetto in ogni sua forma, vi è poi una presentazione grafica capace di annientare in un paio di menù e con un’interfaccia semplicissima e gestibile da touch screen tutti i “game maker” competitor visti sul mercato. Gli sprite tratti dai classici della serie Super Mario sono stati rivisti nei cromatismi e impreziositi da effetti inediti che regalano nuova linfa vitale anche al familiare contorno del regno dei funghi. I menù, così come la navigazione nello strumento di ricerca dei livelli in rete e la sontuosa modalità tutorial sprizzano personalità da ogni monocromia, ogni scelta cosmetica, ogni effetto sonoro utilizzato, ogni riarrangiamento del classici musicali di Koji Kondo. Non ci si può aspettare di meglio, perché Super Mario Maker ha appena settato lo standard più alto nel genere di riferimento. E crediamo sia molto improbabile che questo suo primato possa essergli usurpato in tempo breve.

Commento Finale

Super Mario Maker è un editor di livelli platform e un compendium di storia del videogioco non solo capace di divertire, stupire e strappare un sorriso malgrado il rodatissimo gameplay, ma anche un’occasione di comunione videoludica in cui il medium stesso viene messo al microscopio e diventa oggetto di studio e ricerca personale. Il tutto, per così dire, sottostando agli altissimi livelli qualitativi che solo il classico “Seal of Quality” che appariva sulle confezioni dei titoli Nintendo poteva garantire. Di certo il nostro “Seal of Quality” se l’è meritato tutto!

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