Conferenza Stampa – Woman in Gold – Helen Mirren: “Il segreto dell’eterna giovinezza? Essere sempre pronti all’innovazione”

Cinema Interviste

Presso l’Hotel Bernini, nella splendida cornice del centro di Roma, abbiamo incontrato il Premio Oscar 2007 (con The Queen di Stephen Frears) Helen Mirren ed il regista Simon Curtis. Ci hanno presentato Woman in Gold, ambiziosa pellicola sulla storia di Maria Altmann e sulla sua lotta per riottenere la proprietà dei quadri di famiglia, trafugati in tempo di guerra dai Nazisti e mai restituiti dal museo di Vienna, tra cui figura il celebre Ritratto di Adele Bloch-Bauer di Gustav Klimt, noto anche con il nome di Woman in Gold.

L’attrice britannica racconta subito lo splendido rapporto che ha con il nostro Paese ed in particolare con il Salento, dove trascorre parte dell’anno – Faccio una vita da contadina salentina, amo l’Italia e quella parte della penisola, amo la sua cultura, la gente, mi sento a casa mia in quella zona.

L’attenzione si sposta ben presto sul tema del film e sulla sua ambientazione, oltre al suo affrontare un tema delicato come quello dell’Olocausto. Anche se non ha vissuto direttamente quel periodo, Helen Mirren si è dimostrata sempre molto curiosa su quel determinato periodo storico – chiedevo spesso ai miei cosa significasse vivere sotto le bombe, essere esposti a continui pericoli – e proprio questo film sembra essere stata la possibilità per poter rivivere un’epoca che da sempre l’ha affascinata e allo stesso tempo spaventata. Esso infatti, oltre a sollevare una tematica di oltre sessant’anni fa, è comunque pericolosamente attuale. E’ impensabile che un essere umano possa aver compiuto orrori tali – afferma – ma le situazioni odierne della Siria e quelle recenti del Ruanda, oltre a molte altre, ci aiutano a capire quanto sia importante ricordare queste realtà, comprendere cosa certi comportamenti implicano.

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Pur non avendo vissuto direttamente la guerra, Helen Mirren ha comunque parenti che hanno sperimentato il terribile clima della Rivoluzione d’ottobre in Russia, episodio lontano che, durante le riprese del film, ha fatto spesso riflettere l’attrice – e’ vero, un po’ ho pensato alla mia famiglia, soprattutto alla mia bisnonna e alle mie prozie costrette a lasciare tutto ciò che avevano durante la Rivoluzione d’Ottobre. Ma – ci tiene a precisare – la cosa per me più importante è stata quella di assimilare i ricordi veri di Maria, ho letto moltissimo sull’Olocausto, è una letteratura difficile, impegnativa e pesante, ma che consiglio a tutti.

Sulla stessa lunghezza d’onda, il regista Simon Curtis. Ho cercato di raccontare cosa si prova nel dover lasciare il proprio paese. Le persone dimenticano, soprattutto i giovani, – afferma ricalcando le parole del film e della Mirren – è una frase che per me significa molto. Non è un problema di storia ebrea o dei tedeschi, ma del fatto che non è possibile prendersela con qualcuno per semplici motivi di razza e di religione. Visto che questo è un secolo delicato su questi argomenti, mi sembra un tema adatto. E inoltre – aggiunge – questo film ha qualcosa di speciale, vuole parlare di qualche cosa, quando molti film odierni non hanno nulla di concreto da raccontare. Alla prima esperienza vera alla regia, si ritiene onorato di aver diretto due attori del calibro di Helen e Ryan Reynolds, ma soprattutto è rimasto colpito dall’immediata alchimia, calore e umorismo spontanei che hanno trasposto naturalmente nel film.

Sulla frase, citata all’interno della pellicola, che i quadri trafugati dai nazisti siano rimasti “gli ultimi prigionieri di guerra”, precisa – E’ una citazione di Lauder, colui che ha poi acquistato il dipinto. Ho chiesto al vero Randy Schoenberg riguardo il tema delle opere trafugate e mi ha detto che alla fine della guerra i costi in termini umani erano stati così elevati che nessuno si sognava di parlare dell’arte come un qualcosa che aveva subito dei danni. Si ha la sensazione come se si volesse fare ammenda per tutto ciò, sentendo di voler combattere questa battaglia prima che sia troppo tardi. 

Il discorso si sposta infine sulla “terza età” cinematografica di Helen Mirren che, seppur raggiunti i settant’anni, dimostra una giovinezza esteriore ed interiore invidiabile. Ci si chiede se ci sia un segreto per tutto ciò, per sapersi spiritualmente conservare giovane, ma il discorso è ben diverso. In Italia siete i migliori in assoluto da questo punto di vista perché ovviamente avete delle donne anziane bellissime, c’è questo amore per il bello, per la gioventù. Amo le cose belle, le cose giovani, le persone giovani. Due sono le opzioni: muori giovane o invecchi; ci sono tante cose in mezzo. Non mi sarebbe piaciuto morire giovane, la vita è una cosa bellissima. E sulla sua mentalità che le ha permesso di invecchiare bene, puntualizza – non è un segreto, penso sia veramente importante essere sempre pronti all’innovazione, alla gioventù, all’idealismo, anche se si diventa un po’ più cinici invecchiando, ma prendi coscienza e consapevolezza della fallacia delle tue idee. E’ importante incoraggiare i giovani ad essere idealisti, perché l’idealismo appartiene ai giovani.

C’è spazio per riflettere anche sui ruoli destinati al giorno d’oggi alle attrici, e sul loro “sbocciare” relativamente tardi. Jennifer Aniston, Nicole Kidman, Cate Blanchett sono solo alcuni esempi di attrici che hanno cominciato ad ingranare solo verso i 40 anni – e pensare che Greta Garbo ritenne che a 38 anni fosse l’età giusta per ritirarsi. La situazione è completamente cambiata. Non bisogna preoccuparsi come attori del fatto che sia importante cambiare i ruoli per le donne nei film, bisogna adoperarsi e lavorare per cambiare i ruoli delle donne nella vita, il cambio di parti femminili nelle pellicole sarà un’ovvia conseguenza.

Ringraziando Helen Mirren e Simon Curtis per la disponibilità, vi ricordiamo che Woman in Gold arriverà l’8 ottobre nelle sale italiane distribuito da Eagle Pictures in 250 copie.

Critico cinematografico, giurista e speaker. Classe '94, nato insieme a Dookie, Forrest Gump, Pulp Fiction e Le Ali della Libertà, ma con il cuore a Juno.

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