Samurai Warriors 4-II – Recensione

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Quante volte ci è capitato di soffermarci sugli ultimi minuti di un titolo particolarmente apprezzato sperando che da lì a poco ne venisse annunciato un seguito? Di certo non poche, specie considerando l’irrisoria durata dei videogiochi pubblicati nell’ultimo decennio. Seguire la rassegna stampa estera in cerca di un’indiscrezione, un rumor, qualcosa che possa farci tornare con la mente a quell’avventura da poco conclusasi in compagnia di quei carismatici, quanto interessanti avventurieri: una situazione che a molti suonerà sicuramente familiare. Ed è proprio in queste occasioni che l’annuncio del sequel di un videogioco particolarmente apprezzato può considerarsi già di per sé l’inizio di una subdola operazione di fan service atta a spremere fino al midollo storie lasciate inconcluse o volutamente risolte con una situazione aperta a qualsiasi sviluppo successivo. Insomma, non sempre i sequel fanno bene a un marchio e sempre più spesso rappresentano stoici tentativi da parte degli sviluppatori di propinare ai giocatori qualcosa di riciclato al maggior prezzo possibile. Così a memoria mi vengono in mente diversi sequel assolutamente non all’altezza dei predecessori, ma sono sicuro che la lista potrebbe essere facilmente ampliata con l’aiuto di internet.

Poi ci sono i sequel che nessuno si aspettava e che, paradossalmente, nessuno ha mai chiesto. Questo è il caso di Samurai Warriors 4-II.

Sviluppatore: Omega Force
Publisher: Halifax
Genere: Hack’n’slash
Giocatori: 1-2
Piattaforme: PS4, PSVita, PS3, PC
Localizzazione: Interamente localizzato in inglese

Chi di spada ferisce…

La serie hack’n’slash di Koei Tecmo Samurai Warriors si sviluppa da tempo in titoli numerati seguiti da relative espansioni director’s cut denominate “Xtreme Legends”. Da tempo gli appassionati del genere musou ad ambientazione storica attendono pazientemente che ogni capitolo venga quindi espanso in una riedizione contenente la versione definitiva, ma sembra proprio che con Samurai Warriors 4 questa filosofia sia destinata a cambiare. Questo Samurai Warriors 4-II non è, come ci si potrebbe aspettare, una riedizione del quarto episodio, bensì un capitolo a sé strutturato su ciò che abbiamo potuto apprezzare su console Sony lo scorso anno. A scuotere la flebile linea narrativa e a dominare col suo bel faccino le illustrazioni promozionali è il coraggioso Li Naomasa, generale fino ad oggi nominato ma mai reso giocabile. Il conflitto alla base del distacco fra i fratelli Sanada e relative parentesi drammatiche sono solo un ricordo legato alla modalità storia di SW4, poiché in SW4-II ci sono ben 13 storie differenti fra cui scegliere ambientate fra il periodo di conquista di Oda Nobunaga fino all’unificazione del Giappone del 1600 ad opera di Tokugawa Ieyasu. I contenuti della modalità storia non contemplano in alcun modo i fatti narrati nell’edizione originale del titolo, con buona pace di chi pensava che questo 4-II potesse essere considerato come una sorta di versione ampliata del quarto episodio.

L'introduzione di Li Naomasa non è purtroppo sorretta da una solida narrativa. Un peccato se si considera che è l'unico volto nuovo inserito nel titolo.

L’introduzione di Li Naomasa non è purtroppo sorretta da una solida narrativa. Un peccato se si considera che è l’unico volto nuovo inserito nel titolo.

Il cast di protagonisti contempla oltre 50 generali con l’aggiunta di un solo personaggio extra, ma le novità rispetto al quarto episodio sono diverse. Malgrado ciò, è impossibile negare che di primo acchito questo SW4-II somigli forse un po’ troppo al suo predecessore. Il comparto tecnico è sostanzialmente lo stesso, così come medesimi sono gli asset utilizzati per i menù, l’accompagnamento sonoro e tutto ciò che concerne la presentazione visiva. Ludicamente parlando la formula “musou” tipica di questa tipologia di prodotti è rimasta sostanzialmente la stessa, ma alcune novità fanno fortunatamente capolino. La IA dei nemici è stata rivista, sono stati introdotti alcuni placidi Quick Time Event in occasione degli scontri con i generali più coriacei e ora è anche possibile vedersela con guerrieri armati di scudo, capaci di rinfrangere i colpi di tipo “hyper” normalmente scagliati premendo il tasto triangolo. Anche il sistema di crescita dei personaggi è stato completamente rivisto e benché il tutto ricordi molto da vicino i più moderni RPG è comunque apprezzabile notare come gli sviluppatori abbiano cercato di ribilanciare il nutrito roster di personaggi proponendo un nuovo sistema di sviluppo basato sulla raccolta di tomi colorati. A diverse tipologie di potenziamenti corrispondono colori differenti colori dei volumi rintracciabili sul campo di battaglia come ricompensa per l’eliminazione di un bersaglio importante. Nulla di sconvolgente, specie se si viene da una giocata recente al capitolo precedente, ma sicuramente doveroso per giustificare – almeno in parte – la creazione di questo secondo capitolo.

I modelli poligonali sono gli stessi di Samurai Warriors 4

I modelli poligonali sono gli stessi di Samurai Warriors 4

Deja vu

Il chronicles mode visto in precedenza è stato sostituito da una modalità sopravvivenza in cui si è chiamati a scalare un’alta torre sottostando a situazioni di svantaggio sempre maggiori, oppure scegliendo determinate condizioni di vittoria che vanno dalla raccolta del maggior numero di denaro nel minor tempo possibile alla corsa contro il tempo da un punto all’altro della mappa. Senza alcun motivo apparente queste modalità di gioco, slegate dalla narrazione e quindi potenziabili palestre di divertimento multiplayer, sono giocabili solamente offline. L’unico modo per confrontarsi con gli amici – sempre se si conoscano giocatori avidi di titoli di questo genere – è quello di affidarsi a leaderboards online che vengono resettate ogni settimana. Sicuramente un’occasione mancata, specie considerando come le diverse opzioni di questa nuova modalità si prestassero benissimo a quel tipo di divertimento caciarone che, unitamente alla fornitissima modalità di creazione personaggio, potevano far trovare in questo Samurai Warriors 4-II un buona scusa per lasciarsi scappare qualche partita in compagnia. Invece Koei Tecmo ha deciso di adagiarsi sugli allori di un franchise ormai stantio, incapace di rinnovarsi se non toccando le corde del fan service assicurato da licenze di terze parti, vedasi i vari Hyrule Warriors, One Piece Pirate Warriors 3 e il prossimo attesissimo titolo musou, Dragon Quest Heroes.

Situazioni affollate come questa sono la norma, ma fortunatamente l'azione scorre sempre liscia come l'olio.

Situazioni affollate come questa sono la norma, ma fortunatamente l’azione scorre sempre liscia come l’olio.

Commento finale

Samurai Warriors 4-II è la parte seconda di un videogioco che aggiunge poco o nulla a ciò che si era visto su console Sony solamente un anno fa. È il primo episodio della serie ad approdare su steam e sicuramente farà la felicità dell’utenza “master race” che da anni chiedeva la possibilità di menare fendenti in quel del periodo Sengoku, ma che alla luce delle scarse novità e di alcune scelte palesemente dettate dalla pigrizia non meriterebbe di essere acquistato a prezzo pieno. Rimane un prodotto sufficientemente completo, ma la ripetitività della formula di gioco lo relega inevitabilmente al solo pubblico di affezionati.

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