Pro Evolution Soccer 2016 – Recensione

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Ogni anno ci ritroviamo qui. Ogni anno siamo di fronte all’uscita del solito titolo calcistico che deve dominare il mercato e ogni volta, la frase più letta è “meglio Fifa o Pes?”. Lungi da me voler fare un confronto diretto, per me il gioco, in tal caso, si sceglie per gli amici o la community nella quale ci si sente più a casa. In fin dei conti li trovo sempre due gran giochi che sanno divertire, soprattutto in compagnia. Konami ha comunque ripreso per bene il marchio Pro Evolution Soccer, che da quando era passato alla vecchia generazione, aveva ricevuto un drastico calo di qualità che ancora oggi è un mistero irrisolto ai più, anche per Adam Kadmon. PES 2015 era stato un gran bel titolo che ha saputo divertire e mettersi alle calcagna dell’ormai re incontrastato Fifa. Grazie ad una copia inviatami, ho potuto analizzare PES 2016 e posso confermare che un ottimo lavoro è stato effettuato anche quest’anno.

Titolo: Pro Evolution Soccer 2016
Sviluppatore: Konami
Distributore: Halifax
Genere: Simulatore calcistico
Giocatori: 1+
Piattaforme: PC, Xbox One, Xbox 360, PS4, PS3
Localizzazione: Italiano con doppiaggio in italiano.

Dopo un buonissimo precedente capitolo, Konami aveva l’arduo compito di migliorare quanto di buono era riuscita l’anno precedente e introdurre delle sostanziali novità. Sull’aspetto tecnico, infatti, il gioco non fa che migliorare ulteriormente la sua qualità visiva, con giocatori così dannatamente simili alle controparti reali che quasi si confondono. Il sudore o la pioggia si vedono sulle divise e sul corpo come vere gocce d’acqua che scivolano. L’effetto è incredibilmente realistico e bello da vedere. Non solo: Konami è anche riuscita a implementare numerose nuove animazioni che contraddistinguono i calciatori reali. Un Ibra, un Higuain, un Neymar, saranno decisamente simili anche nelle movenze di corsa e nel comportamento in campo. Queste cose, decisamente di alto livello, migliorano l’immersività del gioco, creando l’atmosfera di una vera partita di calcio.

Quest’atmosfera è anche regolata dalla licenza della UEFA Champions League, Europa League, Coppa Libertadores, AFC Champions League. Ritrovarsi nei menu di gioco della Champions e sentire la magica sigla mette i brividi, accompagnata da una telecamera che mostra il campo di gioco in tutto il suo splendore, gli striscioni, i cori e la buonissima telecronaca inglese, crea decisamente quell’appagamento e adrenalina che si creano quando il mercoledì sera si è pronti per la Champions League. La fluidità del gioco è di altissimo livello, molto meno macchinoso dei precedenti capitoli, anche con il meteo dinamico, con precipitazioni improvvise, che non danno nessun tipo di problema al motore di gioco, anzi, ne risaltano le qualità.

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Se sul lato tecnico PES 2016 è un ottimo passo avanti, leggermente meno sul gameplay. Gli sviluppatori hanno migliorato le animazioni e le movenze, ma non sono riusciti ad eliminare il problema dei filtranti o delle fasce. Il feeling è molto simile a quello di PES 2015, i filtranti (sia rasoterra che alti) sono ancora dannatamente efficaci: in men che non si dica, vi ritrovate di fronte al portiere avversario. Questo, se accompagnato al gioco sulle fasce, fa storcere un po’ il naso. I velocisti rimangono la chiave di vittoria e la combo velocista+fasce+filtrante risulta al 90% delle volte, il modo in cui potrete perdere o vincere una partita. Per quanto riguarda il sistema di posizionamento, non ci sono stati grossi miglioramenti dall’ottimo PES 2015, con i giocatori che si muovono tatticamente bene sul rettangolo di gioco, sfruttando anche le eventuali modifiche manuali al modulo che avete effettuato nelle impostazioni.

L’azione di gioco è ancora un punto positivissimo in PES 2016. Il gioco è lento, ragionato, con molti scambi di palla a centrocampo per sfruttare (come detto poc’anzi, in modo erroneo) le fasce. La fisica della palla è ancora magistrale, con movimenti realistici e una sensazione di peso/leggerezza diversa dalla concorrenza. Riuscire a segnare da fuori area vi regalerà enormi soddisfazioni. Anche la fisica dei giocatori è leggermente migliorata: i contrasti sono molto più realistici e i giocatori non sembrano dei ragdoll in movimento. Il tutto è però contrastato da un arbitraggio decisamente sottotono. Falli incredibilmente palesi non vengono fischiati o delle espulsioni dirette che vengono trasformati in semplici richiami. Urge una patch su questo aspetto, pena la mancata realisticità che si perde con l’atmosfera di gioco.

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Non sono solo questi i lati negativi, purtroppo. Dopo l’iniziale ottima sensazione di gioco, si nota una particolare predeterminazione: i risultati a volte sembrano già scritti, e non c’è molta differenza nelle squadra quanta invece c’è nei giocatori singoli. Giocare contro il Barcellona o contro il Frosinone, cambia solo la velocità e la potenza dei giocatori, ma la squadra nel complesso, gira quasi allo stesso modo. Il problema non pare sia dell’intelligenza artificiale, quanto più nel mancato sviluppo nello studio di alcune squadre. Ovviamente nessuno pretende una controparte reale anche nell’IA, ma la concorrenza su questo ha decisamente una migliore gestione. Altri problemi sono da attribuire ai comandi manuali, con spesso direzioni completamente opposte a quelle da voi volute, ma anche ai difensori centrali, ottimi e lenti per le posizioni tattiche contro il gioco aereo, ma lenti anche nel riprendere la posizione di ruolo, con attaccanti veloci che prendono il sopravvento. Insomma, non siamo di fronte ad un gioco perfetto, ma in fin dei conti, chi aveva apprezzato i pregi e i difetti di PES 2015, non potrà che essere soddisfatto di questo titolo, anche se, come detto, urge una patch per sistemare assolutamente l’arbitraggio.

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Per quanto riguardo il livello contenutistico abbiamo alti e bassi. Ci sono le classiche esibizioni, campionato master e le competizioni internazionali come la UEFA Champions League e Coppa Libertadores, ottime per farle in compagnia con amici e divertirsi in compagnia. Al solito su livelli “bassissimi” abbiamo le licenze delle squadre e gli stadi, ancora troppo pochi. Il competitor dalla sua ha le licenze ufficiali di squadre, loghi, nomi e stadi, mentre Konami su questo purtroppo arranca da sempre. Fortunatamente la Serie A è quasi completamente licenziata, tranne per il Sassuolo che diventa Sasangiullo. Solita problematica con le squadre inglesi e di altre nazioni, dove comunque si è sempre preferito la concorrenza. Sappiamo bene i problemi di accordi e licenze, ma Konami deve pur fare qualcosa per sistemare queste magagne commerciali, perché è allucinante nel 2016 giocare ancora con il London FC invece che con il Chelsea, anche se da vent’anni a questa parte è diventato quasi una squadra a sé. Una buona notizia per i possessori di PlayStation 4, è la possibilità di importare le immagini, così da poter in qualche modo caricare loghi, divise e altro di ufficiale per contrastare il problema delle licenze grazie alla grandissima Community dietro al gioco. Sarebbe stato bello vedere questa possibilità anche su le console Microsoft, ma al momento pare che Konami l’abbia resa disponibile per le sole versioni PlayStation.

Per quanto concerne l’aspetto online, Konami ha ben implementato la risposta a Fifa Ultimate Team. MyClub è una modalità che si trova da un paio d’anni nei Pro Evolution Soccer. Certo, non stiamo ai livelli del competitor, ma sicuramente è una modalità che fa felici gli appassionati dello “spacchettamento”. I server al momento non funzionano benissimo. Le partite tendono ad essere leggermente scattose a causa di lag improvviso, anche se non troppo tedioso in termini di gioco.

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In conclusione…

PES 2016 è un ottimo titolo calcistico. Ha ancora tanto da imparare dalla concorrenza, soprattutto sull’aspetto contenutistico, ma ha comunque da dire la sua. Le buone sensazioni del precedente capitolo vengono ulteriormente migliorate, anche se i passi avanti non sono troppi. Manca ancora un aggiornamento delle rose e soprattutto dei server. Se volete iniziare la vostra Master League offline, vi consiglio di aspettare il prossimo 29 ottobre, data in cui verrà rilasciato l’aggiornamento rose definitivo. Molto in ritardo, direte voi. Lo stesso ritardo che ha portato questa magnifica serie calcistica dall’essere regina ad inseguitrice della concorrenza. Ci vorrà ancora qualche anno prima di poter pensare di superare il competitor, ma già ora, Pro Evolution Soccer è assolutamente un buon gioco.

Personaggio particolare, simpatico e con la curiosità di un gatto. Cresciuto a pane e videogiochi, che ha scoperto nei primi anni di età, si è poi appassionato alla scrittura, alla filosofia e al cinema. Fedele al movimento multipiattaforma, che prima o poi metterà la parola fine alla console war.

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