TY The Tasmanian Tiger 4 – Recensione

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Immaginatevi la scena: siete al computer, girate su Steam a tempo perso per vedere nuove offerte e nuovi sconti, controllate le future uscite per pianificare strategicamente la morte del vostro conto in banca, finchè, tra la marea di titoli, scorgete un certo “TY The Tasmanian Tiger 4“…all’inizio non ci fate caso, quasi lo ignorate e proseguite il vostro window-shopping virtuale…poi vi fermate e ci pensate su…TY…TY…mi ricorda qualcosa…iniziate a frugare i cassetti della vostra mente in cerca di qualche piccolo ricordo vago e confuso…e poi TAC! Vi ricordate tutto!

TY The Tasmanian Tiger” fu una serie platform 3D per Playstation 2, Xbox e Gamecube, composta da tre titoli principali e alcuni porting su console portatili. Ottennero un discreto successo di critica e vendite, seppur, come già io stesso vi accennai nella recensione di “Legend of Kay: Anniversary, ai tempi il genere platform era un campo di battaglia cruento, dove i grandi nomi come Spyro, Crash Bandicoot, Jak & Daxter, Ratchet & Clank, rubavano le scene ad ogni occasione. Certo, riuscire ad ottenere ben due sequel non era impresa da poco, ma a quanto pare ciò non è bastato per lasciare ai giocatori un ricordo ben impresso nella memoria, altrimenti non si spiegherebbe il rilancio di questa serie con un seguito diretto, a 10 anni dalla sua ultima apparizione, seppur, come vedremo presto, con i precedenti TY, questo titolo ha ben poco da spartire, abbandonando la struttura da platform 3D, per una più semplice (ed economica) avventura bidimensionale; un cambio di rotta a basso budget che, purtroppo, non è stato del tutto indolore.

Sviluppatore: Krome Studios
Publisher: Krome Studios
Genere: Platform 2D
Giocatori: 1
Piattaforme: PC
Localizzazione: Italiano

DI NUOVO IN TASMANIA

Prima di tutto, bisogna fare una doverosa precisazione: il gioco in se non è del tutto inedito come può sembrare. Forse non molti se lo ricordano, ma nel 2013, esso fece capolino nello store Microsoft come titolo esclusivo per PC e Tablet Windows 8. Ai tempi non aveva quel fatidico “4” e poteva essere considerato tranquillamente indipendente dalla saga principale, seppur riprendesse la trama dalla fine del terzo capitolo. Solo ora che è stato portato zitto zitto su Steam, ha ufficialmente acquisito la nomina di sequel, con le “responsabilità” che esso comporta.

La storia vede TY, la tigre della tasmania (o tilacino, per i più precisi), intento, come sempre, nell’aiutare le persone in difficoltà, grazie al supporto dei suoi amici della squadra di soccorso forestale, anch’essi animali antropomorfi presi dalla fauna australiana. Basteranno pochi minuti per scoprire che il perfido Boss Cass, nemico storico della saga, è alle prese con un altro piano malvagio, anche stavolta intento ad eliminare ogni forma di vita e riportare le lande australiane in una nuova era glaciale. Mi fermo qui, non c’è bisogno di aggiungere altro: la trama è banale e scontata come non mai; zero aspettative, zero sorprese e, naturalmente, zero interesse. Non esistono plot-twist degni di nota, niente che non sia palese o evidente fin dal principio. A ben vedere, la trama è soltanto una mera scusa per “incollare” una serie di livelli scollegati l’uno dall’altro, di cui più della metà totalmente inutili ai fini della progressione della storia principale.

Mettiamo da parte la narrazione, che palesemente non è stato il punto dove si è concentrato maggiormente lo sviluppo e parliamo del gameplay: come ben sappiamo, i precedenti giochi “TY” erano dei platform 3D, ma a questo giro, la tigre ha scelto di snellirsi di una dimensione, optando per la bidimensionalità alla “Rayman Legends“, per far un esempio. E se avete già giocato al suddetto titolo, sapete già a cosa andrete incontro.

Lungo i vari livelli di gioco controlleremo TY, armato dei suoi fidati boomerang, completando le missioni che ci verranno assegnate e liberandoci dei vari nemici che tenteranno di ostacolarci; in “TY The Tasmanian Tiger 4“, la difficoltà è saldamente ancorata a terra, perciò, sia gli avversari comuni, sia i pochi boss presenti, non rappresenteranno mai un problema per la nostra avventura: basteranno infatti uno o due colpi per liberarvi di loro, sia da lontano con le nostre armi, o a distanza ravvicinata con un potente morso “teleguidato” (che risulterà utile anche per risolvere alcuni enigmi e attraversare rapidamente lunghe distanze), con qualche piccola variante più coriacea che necessiterà l’utilizzo di un boomerang specifico tra quelli a nostra disposizione o di un colpo caricato per abbatterne le difese.

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I livelli possono anche essere ben disegnati, ma qualche glitch di troppo può facilmente distruggere la magia…come diavolo la prendo ora quella gemma?

BELLO E NIENT’ALTRO 

TY The Tasmanian Tiger 4“, purtroppo, soffre di numerosi problemi, indubbiamente legati alla sua natura di titolo a basso budget, tra cui segnaliamo bug e glitch di svariato peso: si passa da un “innocuo” clipping degli oggetti, che appariranno in posti irraggiungibili, fino ad una cattiva calibrazione di salti e collisioni, decisamente più irritante. Fortunatamente, essi non sono stati problemi frequentissimi, ma stiamo sempre parlando di qualcosa che può seriamente minare all’esperienza di gioco se non vengono risolti con accurate patch il prima possibile.

Altra nota dolente è la longevità non elevatissima; in circa 6 ore, prendendosela con molta calma, si riuscirà ad arrivare ai titoli di coda senza troppa fatica. Tempo, comunque, destinato ad allungarsi se si desidera collezionare tutti i segreti, vincere le sfide e raccogliere il maggior numero possibile di uova del tuono, piccole gemme iconiche della saga, le quali rappresentano la vostra “moneta virtuale” da spendere nell’apposito negozio, per acquistare boomerang speciali e costumi alternativi. La quantità di oggetti sbloccabili è abbastanza imponente e può rappresentare forse l’unico vero incentivo per rigiocare il titolo una volta terminato.

Lodevole il comparto grafico, con scenari discretamente curati e degni di nota, non paragonabili alla qualità artistica dei due recenti capitoli 2D di Rayman, ma tuttavia colorati, allegri e piacevoli da guardare. Meno interessanti sono, purtroppo, le musiche; anonime e di scarso impatto, difficilmente vi resteranno in testa una volta terminata la sessione di gioco. Se a questo aggiungiamo anche la totale assenza di doppiaggio, le nostre orecchie ne escono piuttosto abbattute; in fondo, il carisma dei titoli precedenti nasceva anche grazie all’accento australiano dei doppiatori, perfettamente in linea con l’ambiente di gioco…una perdita che i fan di lunga data sentiranno eccome.

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Le cutscenes sono tutte ben disegnate e piacevoli da guardare…ma senza il doppiaggio perdono decisamente il loro fascino

COMMENTI FINALI

TY The Tasmanian Tiger 4” non è il sequel che qualcuno vorrebbe vedere dopo 10 anni di letargo, come nemmeno un reboot degno di attenzione, risultando un titolo semplicemente mediocre e banale. Se lo volessimo considerare come un innoquo spinoff, non avremmo (quasi) nulla da ridire. Purtroppo sono tanti i problemi che affliggono il titolo, non solo una longevità risicata, ma anche numerosi problemi di collisione e calibrazione dei salti, davvero troppo importanti per un platform 2D. Altra grave mancanza, seppur soggettiva, può essere l’assenza del doppiaggio che regalava tante note di colore nei titoli precedenti. Per quel poco tempo che intrattiene, tuttavia, un pò di divertimento riesce a regalarlo: la grafica è di buon livello, i segreti e gli extra sbloccabili abbondano, inoltre viene venduto ad un prezzo MOLTO contenuto, anche questo va tenuto in considerazione. TY ha la possibilità di tornare alla ribalta e continuare le sue avventure in grande stile…ma in futuro, si spera, con uno stile diverso.

Tutto ebbe inizio con un Gameboy e Pokémon Blu...Da quel momento, gli RPG sarebbero stati la sua principale fonte di nutrimento. Non disdegna una partitella con esponenti di altri generi videoludici, ma se costretto a scegliere tra fare il soldato nella Seconda Guerra Mondiale, tirare calci di rigore o esplorare dungeons con una spada e una capigliatura improponibile, lui risponderà sempre: "Le ho già comprate le Megapozioni?"

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