Nobunaga’s Ambition: Sphere of Influence – Recensione

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Che Koei Tecmo fosse sempre più interessata a far conoscere i propri prodotti al pubblico occidentale lo si era capito ormai da tempo, ma che arrivasse a localizzare un episodio di Nobunaga’s Ambition, beh, non ci avremmo mai creduto fino a qualche anno fa. La serie di videogiochi strategici, famosissima in Giappone e capace di reiterarsi in innumerevoli incarnazioni a partire dalla fine degli anni ’80, è un vero e proprio omaggio all’opera di unificazione dell’arcipelago del Sol Levante che sul finire del 1600 fu portata avanti dal prode Oda Nobunaga, personaggio storico non sempre ritratto in modo lusinghiero.

Sphere of Influence è il primo episodio della saga a giungere in Italia, se si tralascia l’intrigante ibridazione promossa da Nintendo in Pokémon Conquest, e si fa carico dell’onere di presentare la tradizione strategica dei titoli Koei Tecmo ai sempre più interessati giocatori europei e americani. E dire che fino a oggi ci eravamo ripromessi di tornare a parlare di clan nobiliari giapponesi solo in occasione della pubblicazione di un episodio della serie “musou” Samurai Warriors…

Sviluppatore: Koei Tecmo
Publisher: Halifax
Genere: Strategico, tattico
Giocatori: 1
Piattaforme: PS4, PS3, PC
Localizzazione: Interamente localizzato in inglese

Il miracolo di una localizzazione inaspettata

Potendo contare su un sistema di gioco che permette di ponderare azioni scandite dall’incedere dei turni, nonché di lanciarsi in forsennate campagne militari godendo dell’azione in tempo reale, Nobunaga’s Ambition: Sphere of Influence è un prodotto a tutto tondo che trasporta il giocatore in una visione degli eventi appartenenti alla storia del Giappone allontanando quell’epica rocambolesca e anime style di cui i videogiochi ad ambientazione storica nipponica amano fregiarsi. Purtroppo il tutorial iniziale potrebbe scoraggiare anche i più stoici giocatori di titoli similari nati da case di sviluppo occidentali; ciò a causa di una serie di meccaniche uniche che non hanno alcun equivalente nei vari Sid Meyer’s e co. e di un’incontenibile quantità di contenuti storici ficcati a forza nel bluray di gioco e puntualmente proposti a chi tiene il joypad in mano nella forma di schermate testuali in cui interminabili dialoghi sono messi in scena seguendo il tradizionale schema “visual novel”.

La versione PC ha un'interfaccia più intuibile, ma anche joypad alla mano il gioco funziona benissimo.

La versione PC ha un’interfaccia più intuibile, ma anche joypad alla mano il gioco funziona benissimo.

In realtà basta qualche ora in una delle tante campagne storiche per poter fare amicizia in modo più graduale – e soprattutto spontaneo – con il complesso sommarsi di interventi politici e bellici che rappresentano il variegato sistema di gioco. Come signore di una provincia giapponese, il compito del giocatore è quello di presenziare ad una riunione mensile che equivale al passaggio di un turno. In questa occasione è possibile stringere alleanze, dedicarsi allo sviluppo del proprio territorio e occuparsi di tutte quelle faccende che hanno a che fare con lo sviluppo politico e urbano. Ovviamente ad ogni azione corrisponde un costo che va detratto da un indicatore che capeggia in alto a sinistra dello schermo. Con passare del tempo e l’evoluzione della propria provincia, le possibilità evolutive aumentano esponenzialmente, permettendo di dedicarsi in santa pace e senza ulteriori vincoli alla gestione delle proprie risorse. Discorso diverso, invece, per le azioni militari, del tutto slegate da queste logiche e portate avanti durante lo scorrere del mese. In qualsiasi momento è possibile agire su una delle città comandate per poter dirigere una spedizione di soldati all’obiettivo più vicino. È presente anche un abbozzato sistema di battaglia che permette di partecipare in prima persona alle schermaglie più importanti, ma basta organizzarsi a modo per poter permettere alla IA dei propri generali di portare a termine le campagne militari senza bisogno di ricorrere ad abilità speciali e amenità mutuate da giochi di carte ed RPG.

Le figlie dei generali possono dedicarsi all'arte della guerra o essere offerte in sposa a clan limitrofi per migliorare i rapporti di collaborazione.

Le figlie dei generali possono dedicarsi all’arte della guerra o essere offerte in sposa a clan limitrofi per migliorare i rapporti di collaborazione.

L’arte del comando

Non deve stupire se questo indovinato mix di azione in tempo reale ed elementi strategici a turni finisce inevitabilmente per portare via tantissimo tempo. Come ogni videogioco strategico che si rispetti, anche giocare a Nobunaga’s Ambition: Sphere of Influence significa arrivare ai ferri corti con le urgenze della propria vita quotidiana. Le campagne storiche sono tutte piuttosto lunghe e articolate, non tanto per l’effettiva quantità di azioni da compiere, ma a causa di un ritmo ludico lento e ulteriormente appesantito da trivialità testuali che vengono inevitabilmente proposte al giocatore, sia esso interessato o meno alla storia del Giappone. La possibilità di saltare a pié pari qualsiasi intermezzo storico è presente, ma ci duole ammettere che privare il titolo Koei Tecmo di questi suoi contenuti è come pretendere di gustarsi una sfiziosa pizza margherita cercando di togliere dalla sua superficie la gustosa salsa di pomodoro. Quel che vogliamo dire è che se il gioco ha una specifica ambientazione storica va da sé che per poterlo apprezzare appieno si debba conoscere almeno due nomi, qualche data e, sommariamente, un minimo di storia Giapponese. E, vista la decisione di portarlo in occidente, pare che Koei Tecmo sia piuttosto decisa a puntare sulla nippofilia del pubblico di gaijin. Vogliamo crederci? Oltre alle campagne storiche è anche possibile dedicarsi a seguire scenari fittizi o alla creazione di un proprio generale, magari col proprio nome, per poi lanciarsi nell’unificazione del Giappone feudale. Se Oda Nobunaga fosse stato italiano probabilmente si sarebbe chiamato Giuseppe Garibaldi. “Culture shock anyone?”

La resa grafica di Sphere Influence non flette i muscoli di PS3, figuriamoci dell'hardware PS4!

La resa grafica di Sphere Influence non flette i muscoli di PS3, figuriamoci dell’hardware PS4!

Sentimenti neutri per la presentazione grafica e il comparto cosmetico tutto. L’unica schermata su cui si passa gran parte del tempo di gioco vede una riproduzione poligonale dell’arcipelago giapponese in tutto il suo splendore di indicatori, bandierine e segnaletica puntualmente disattivabile. Mancano le “chiccherie” grafiche di serie come Total War e il tutto appare molto più statico di quanto dovrebbe essere, tuttavia ci sembrerebbe ingiusto dare troppa importanza ad un aspetto quasi del tutto privo di peso in un prodotto simile. Ottima, invece, la colonna sonora, che può contare sul lavoro di artisti giapponesi come Yoko Kanno, Yuki Kajiura e tanti altri compositori piuttosto in vista nel panorama videoludico e dell’animazione giapponese. Il doppiaggio (per quel poco che è effettivamente recitato) è presente sia in lingua inglese che nell’originale idioma nipponico e crediamo sia inutile aprire una parentesi sulla necessità di quest’ultimo per potersi calare fino in fondo nell’affascinante ed esotica ambientazione storica.

Commento finale

Inaspettatamente e senza tanti preamboli, la casa di Dead or Alive e Dynasty Warriors ha deciso di portare sulle console occidentali uno dei capisaldi del videoludo strategico ad occhi a mandorla. Quel che è giusto sottolineare è che pur non riducendoci allo stato di fan urlanti, Nobunaga’s Ambition: Sphere of Influence è riuscito a convincerci della sua bontà malgrado il pessimo feeling iniziale lasciatoci dall’inutilmente verboso tutorial. Il nostro consiglio, sempre se si è davvero interessati al periodo storico cui il titolo fa riferimento, è quello di buttarsi nell’avventura offerta dal titolo Koei Tecmo sperimentando da sé le possibilità del ricchissimo motore ludico che è nascosto sotto il cofano di schermate numeriche, illustrazioni e contenuti triviali. Ci si potrebbe riscoprire shogun in un batter d’occhio!

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