The Green Inferno – Recensione

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Justine (Lorenza Izzo) è una giovane studentessa di un college d’èlite di New York, figlia di un importante diplomatico presso le Nazioni Unite. Affascinata da Alejandro (Ariel Levy), carismatico attivista che da anni si batte con la sua organizzazione per la salvaguardia dell’ambiente, decide di unirsi a lui e al suo gruppo in una spedizione nel cuore dell’Amazzonia per una protesta pacifica contro le ruspe che stanno per abbattere una parte della foresta, mettendo a serio repentaglio la sopravvivenza di una tribù locale. Un incidente aereo sulla via del ritorno li lascia sperduti nella giungla; quando sembra che non possa accadere nulla di peggio, i sopravvissuti incontrano una tribù di cannibali selvaggi. L’Inferno è appena cominciato.

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Otto anni dopo il suo ultimo lavoro alla regia (sarebbero sei, visto che il film risale al 2013, presentato al Festival di Roma ma mai distribuito fino ad ora) Eli Roth torna dietro alla macchina da presa per dirigere The Green Inferno, pellicola che non può non essere immediatamente considerata come una continuazione di quel filone dei “Cannibal Movie” che tanto successo riscosse qui in Italia negli anni settanta (Schiave Bianche – Violenza in Amazzonia non può che essere un vivido riferimento). The Green Inferno infatti rimanda ad un suo predecessore, Cannibal Holocaust (1980), la cui seconda parte ha proprio lo stesso nome della nuova creazione di Roth. Conoscendo la grande stima di quest’ultimo nei confronti di un maestro del genere come Ruggero Deodato, viene naturale pensare ad un tributo, oltre che al genere in sè, al regista lucano, che insieme a Roth ha sensibilmente influenzato personalità del calibro di Tarantino e Oliver Stone.

The Green Inferno rappresenta anche la voglia di Roth di sondare un terreno per lui parzialmente inesplorato (anche se le mutilazioni ricordano Hostel, malgrado qui la violenza sia ancora più feroce) tornando nel suo amato Cile, già teatro di una sua produzione di successo, Aftershock. Ma quanto c’è davvero di horror nella creazione di Roth? Benché lo stile del regista statunitense sia riscontrabile a più riprese, il film oscilla pericolosamente tra lo splatter, il gore ed il carnage, dimenticandosi forse troppo spesso di spaventare e finendo per far inorridire e “schifare” lo spettatore. L’intenzione di The Green Inferno è più orientata sull’inquietare, il turbare, far contorcere le viscere dei più deboli di fronte a secchiate di sangue, abbondanza di mutilazioni e un montaggio che non lascia davvero nulla all’immaginazione, ma ci immerge letteralmente tra le brutalità dei cannibali.

Tra zampilli e carne umana al vapore, emerge lentamente una sferzante ironia, inizialmente pungente, progressivamente sempre più demenziale. Alcune trovate della pellicola sono assolutamente vincenti e aiutano anche a rilassare l’atmosfera e a strappare una risata anche allo spettatore più nauseato. Non manca neanche qualche plot-twist interessante, ma nel complesso la sceneggiatura non brilla sicuramente per originalità, basandosi su binari di svolgimento piuttosto lineari nella gestione dei personaggi. Personaggi che inevitabilmente non sono altro che classici stereotipi da horror-movie classico, messi lì a recitare dei dialoghi che talvolta sfiorano l’imbarazzante, tanto quanto alcune scene di cui si ignora il reale senso all’interno della pellicola.

L’impressione è che, nel complesso, The Green Inferno sia una film di nicchia non tanto per questione di distribuzione, ma per il pubblico a cui è in grado di rivolgersi. Lo spettacolo che offre è per amanti di un certo tipo di orrore, ettolitri di sangue da far impallidire Tarantino stesso e una violenza inusuale ed esplicita. Chi cerca lo spavento dunque sbaglia sicuramente film, chi cerca l’inaudita violenza di un filone dell’horror ormai morto e sepolto, forse ha trovato pane per i suoi denti.

 

Scheda film

Titolo: The Green Inferno
Regia: Eli Roth
Sceneggiatura: Guillermo Almoedo, Nicolás López, Eli Roth
Cast : Lorenza Izzo, Ariel Levy, Aaron Burns, Sky Ferreira, Nicolas Martinez, Kirby Bliss Blanton, Magda Apanowicz, Matías López
Genere: Horror
Durata: 103′
Produzione: Worldview Entertainment, Dragonfly Entertainment, Sobras.com Producciones
Distribuzione: Koch Media, Midnight Factory
Nazione: USA
Uscita: 24/9/15

Critico cinematografico, giurista e speaker. Classe '94, nato insieme a Dookie, Forrest Gump, Pulp Fiction e Le Ali della Libertà, ma con il cuore a Juno.

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