L’11ottobre arriva su grande schermo Giselle, il balletto ispirato all’opera del poeta francese Gautier

Cinema

Dopo lo straordinario successo delle passate edizioni, anche per il 2015/2016 Nexo Digital e Pathé Live danno appuntamento a tutti gli appassionati con la nuova grande stagione del balletto del Bolshoi di Mosca al cinema.

E la partenza quest’anno è memorabile perché il primo appuntamento è con uno dei più grandi balletti classici mai rappresentati, Giselle, in una produzione finora mai vista. Così, domenica 11 ottobre alle ore 17, questo amato dramma, interpretato in modo intenso e profondo a partire dalla coreografia di Yuri Grigorovich, torna a vivere sul palcoscenico del Bolshoi e in diretta via satellite nelle sale di tutto mondo (elenco delle sale italiane su www.nexodigital.it). La leggenda popolare tedesca delle Villi, all’interno del poema “De l’Allemagne” di Heinrich Heine, ispirò per primo l’autore e poeta francese Théophile Gautier, che diete vita a Giselle, un testo dove amore, gelosia, morte e perdono si intrecciano in modo appassionante e coinvolgente.

La protagonista, Giselle, è un’affascinante ragazza che s’innamora di Albrecht, credendolo un contadino, come lei, di nome Loys. In realtà egli è il conte di Slesia, già promesso a Batilde, figlia del duca di Curlandia.  Hilarion, il guardiacaccia, innamorato di Giselle, scopre il segreto di Loys, così durante una battuta di caccia ne svela la vera identità a Giselle. La bella Giselle, sconvolta dal dolore, impazzisce e muore.

Nel secondo atto Albrecht e Hilarion s’incontrano davanti alla tomba di Giselle per pregare. Allo scoccare della mezzanotte appaiono le Villi, giovani fanciulle morte infelici perché tradite o abbandonate prima del matrimonio, che tentano di punire i due uomini per la morte di Giselle. Quest’ultima però perdona l’amato Albrecht e lo aiuta a vincere la maledizione delle Villi.

L’ultima rappresentazione originale di Giselle all’Opéra National de Paris risale al 1868: solo in seguito, con l’arrivo di Marius Petipa, fratello del Lucien Petipa primo interprete del balletto assieme a Carlotta Grisi (1841), venne adattata alla tradizione della scuola russa. Merito del successo del balletto al giorno d’oggi va alla produzione dei Balletti russi di Sergej Diaghilev, nei primi decenni del XX secolo, e all’interpretazione ancor più intensa restituita dalla coreografia di Grigorovich.

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