In una metropoli affollata e caotica si alternano una moltitudine di storie e di personaggi apparentemente alle prese con la loro vita quotidiana. In realtà ognuno di loro vive un problema più o meno grande, da una moglie infedele ad una chiamata d’emergenza, o semplicemente un improvviso appetito. In un mondo insicuro fatto di amori ed intrecci bastano undici minuti per far sì che i loro destini si incrocino inevitabilmente.

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Jerzy Skolimowski (Orso d’Oro a Berlino con Le Depart, Gran Premio della Giuria a Cannes con The Shout) porta sul grande schermo una storia solo apparentemente banale. In 81 minuti di film infatti egli condensa undici minuti delle parallele vite di persone comuni, ma a loro modo particolari. Egli tipizza immediatamente i protagonisti, senza però trasformarli in stereotipi. Motore della pellicola è un marito geloso (Richard Dormer) alla ricerca della moglie, ospite nella camera d’albergo di un viscido regista di Hollywood che le ha proposto un provino per la sua nuova pellicola. Benché infatti intorno a questa vicenda ruotino periodicamente le avventure di tutti gli altri personaggi, è da questo triangolo amoroso che si scatena la concatenazione di eventi che porta allo strabiliante, spettacolare e pirotecnico finale.

Per arrivare a questo finale è però necessario costruire adeguatamente solide basi che possano invogliare lo spettatore a scoprire i legami tra gli eventi. Musiche gravi, taglienti e roboanti scandiscono le scene più significative e veloci. Ad esse si aggiunge un montaggio stretto e un discreto utilizzo della visuale in soggettiva che dona un ritmo incalzante alla pellicola. I cambi di personaggio sono piuttosto rapidi, a volte inaspettati. Le scene si ripetono, ma non annoiano: cambiando i punti di vista di una particolare scena il film si svela in particolari che precedentemente non era stato possibile cogliere. Perché 11 Minut è un film che vive di attimi, di ciò che non è immediatamente percepibile.

L’intento di Skolimowski è, in sostanza, descrivere l’orlo dell’abisso, l’imprevisto, l’inimmaginabile. Il futuro vive solo nella nostra mente, in ciò si giustifica quel continuo senso di sospensione e di incertezza che permea la pellicola fin dai primi segmenti. Cos’è che davvero governa il mondo? Ovviamente il caos, o meglio, il caso. L’uomo è sospeso in un equilibrio che può essere rotto da un momento all’altro. Il regista trova un simbolismo tutto suo per esprimere questo concetto, inserendolo nella pellicola come una sorta di entità superiore presente in tutte le situazioni umane.

11 Minut è dunque molto più di un semplice drama-thriller. E’ storia della filosofia, misticismo, fatalismo. Non siamo padroni delle nostre azioni, le nostre decisioni non influenzano la nostra vita. L’indeterminismo di Democrito, tanto caro ad Epicuro e, in seguito, a Lucrezio Caro trova nell’opera polacca la sua massima espressione. L’onnipresente τύχη decide per noi, a volte nel modo più tragico possibile.

Scheda film

Titolo: 11 Minut
Regia: Jerzy Skolimowski
Sceneggiatura: Jerzy Skolimowski
Cast : Richard Dormer, Paulina Chapko, Wojciech Mecwaldowski, Dawid Ogrodnik, Andrzej Chyra
Genere: Drammatico, Thriller
Durata: 81′
Produzione: Skopia Film, Element Pictures, HBO, Orange Polska, Telewizja Polska, Fundacja Tumult
Distribuzione: HanWay Films
Nazione: Polonia, Irlanda
Uscita: –

Critico cinematografico, giurista e speaker. Classe '94, nato insieme a Dookie, Forrest Gump, Pulp Fiction e Le Ali della Libertà, ma con il cuore a Juno.

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