Risen 3: Titan Lords – Enhanced Edition – Recensione

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Ci sono giochi che non dovrebbero essere riesumati, e uno di questi è proprio Risen 3. Il titolo è uscito solamente un anno fa su PS3, Xbox 360 e PC, e dopo un anno è stata annunciata una versione rimasterizzata e che include tutti i DLC del gioco. Purtroppo il gioco non è mai stato di alta qualità, visto che zoppicava già ai tempi durante la sua prima uscita, inoltre se vogliamo essere completamente sinceri, la saga di Risen non è mai stata delle migliori. Nonostante la nostra idea era quella di non resuscitare giochi del genere, ci siamo messi di buon animo e impugnando il nostro fidato joypad ci siamo ri-fiondati all’interno del mondo di Risen 3, sperando che il gioco offrisse un’esperienza migliore rispetto quella che fu ai tempi.

Sviluppatore: Piranha Bytes
Publisher: Koch Media
Genere: Open World, Adventure
Giocatori: 1
Piattaforme: PS4
Localizzazione: Sottotitoli in italiano e doppiaggio in italiano.

I pirati si stanno rivoltando…

Faremo un re-cap sulla storia principale, visto che molti giocatori si avvicineranno per la prima volta a questo gioco non avendolo mai affrontato sulla scorsa generazione. Il gioco ci mette nei panni di un protagonista anonimo – com’è solito fare la Piranha Bytes – che si troverà sopra una nave ad affrontare ondate di nemici che a prima vista sembrano dei pirati demoniaci. A capo di queste truppe c’è un pirata fantasma, il quale perseguita il nostro protagonista, e senza troppi giri di parole ci ritroveremo a fronteggiarlo faccia a faccia. Nel momento più acceso della battaglia il nostro protagonista si risveglierà, scoprendo che tutto quello che stavamo vedendo era solo un incubo, incubo che perseguita il nostro protagonista da tempo immemore. Al nostro risveglio avremo di fronte la sorella del protagonista il cui nome è Patty. Sia il nostro eroe che sua sorella sono figli di un grande pirata chiamato Barbargentata. Dopo esserci ripresi dalla lunga dormita, il primo nostro compito è quello di ricercare un grande tesoro in un isola sperduta, accompagnati da nostra sorella saremo costretti a proseguire attraverso delle rovine abbandonate che pullulano di nemici feroci. Durante la nostra lieta “passeggiata” attraverso le rovine intravedremo più e più volte il fantasma del pirata che avevamo visto durante il sogno, e senza domandarci il perché è lì ci ritroveremo a seguirlo e a finire dritti all’interno del tempio, nostro obiettivo fin dall’inizio. Un tempio abbandonato poteva portare qualcosa di buono? Essendo ormai esperti di questo tipo di trame, ovviamente la risposta è no, e infatti il nostro eroe troverà un portale oscuro dove risiede uno dei signori dell’oscurità, il quale risucchierà la nostra anima e ci ucciderà. La sorella dell’eroe insieme all’equipaggio, affranti per la grande perdita, seppelliscono il loro capitano e partono per chissà quale metà. Passate circa tre settimane, uno strano sciamano diseppellirà la nostra tomba, e tenterà di resuscitarci. Una volta che torneremo tra gli esseri viventi, scopriremo dallo sciamano che la nostra anima è stata gettate nel mondo dell’oscurità, e che se non ci sbrigheremo a recuperarla diventeremo anche noi dei mostri, perdendo tutta la nostra umanità. La soluzione a questa “maledizione” è quella di trovare gli sciamani sparsi per tutto il mondo, con i quali affiliarci per mantenere la nostra forma umana e probabilmente recuperare la nostra – ormai dispersa – anima. La storia di Risen 3 getta delle basi niente male, se non fosse che durante il suo sviluppo la trama va a decadere nel banale e soprattutto nel “già visto”, annoiando per la maggior parte della sua durata.

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Un comparto tecnico che peggiora il tutto..

Se già la narrazione di Risen 3 non è di gran qualità, il comparto tecnico purtroppo lo accompagna in maniera molto più drastica. Purtroppo il gioco soffre di diversi problemi molto evidenti, e non stiamo parlando di problemi che si possono ovviare, ma di quelli che accompagnano il giocatore fino alla fine della sua partita. Partiamo da un sistema di combattimento molto incerto, durante gli scontri risulta sempre difficile capire chi stiamo mirando, visto che il gioco ha la brillante idea di sceglierlo per noi il più delle volte, nonostante noi saremo voltati verso un nemico, nel 99% dei casi ne colpiremo un altro. Se il combattimento corpo a corpo fa un lavoro vergognoso, le armi da fuoco non fanno che peggiorare le cose, dato che la mira è del tutto sballata, e sono rari i casi dove riusciremo a colpire a pieno il nostro nemico, e fatemelo dire, tutto ciò fa venir voglia di smettere di giocare. Durante gli scontri si riesce sempre a sentire quel ritardo negli input, oltre a una legnosità immane nei movimenti del protagonista, che va ad aggiungersi a delle animazioni imprecise. Neanche chiudendo un occhio sul sistema di combattimento riusciremo a goderci al meglio il gioco, visto che ogni due passi che faremo incapperemo in qualche bug dell’ambiente, a quanto pare in questo gioco non esiste la fisica. Il contorno viene arricchito da dei cali di framerate inspiegabili, che sommato al tutto creano un disastro disumano. Una versione Enhanced avrebbe il compito di migliorare nei minimi dettagli il gioco, ma qui sembra aver peggiorato il tutto, specialmente nel comparto grafico, si avvertono certi lens-flare che abbagliano e distruggono completamente la vista del giocatore visto che sono mal posizionati.

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Commento Finale

La Enhanced Edition di Risen 3 è una di quelle produzioni che se non fossero esistite il mondo videoludico non ne avrebbe sentito la mancanza, visto che per lo più è servita a frustare i giocatori per tutta la sua durata. Purtroppo il gioco è afflitto da problemi seri che ne intaccano in modo incisivo l’esperienza di gioco, rendendo il tutto solo un calvario infernale. La narrazione affiancata a tutti i problemi tecnici, passa praticamente in secondo piano, e anche se parte con il piede giusto, presto ci accorgeremo che si tratta della solita storia “trita e ritrita”. Per concludere, il titolo è sconsigliatissimo sia a chi vuole avvicinarsi a Risen per la prima volta, che per chi vuole riprovare “l’ebrezza” del terzo capitolo della saga, visti i numerosi problemi che ne intaccano l’intera esperienza.

Federico Molino nasce nel 1996 a Catania, dove iniziò la sua carriera videoludica con la sua prima console, ovvero, il NES. In seguito con l'avvento di PlayStation passò a quella, continuando a crescere con le console del colosso giapponese. Una delle sue tanti passioni è leggere sia romanzi fantasy che manga, ma anche vedere Anime o Film d'animazione strettamente giapponese.

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