Marianne (Tilda Swinton) è una rocker di fama mondiale, recentemente operata alle corde vocali. In vacanza con il marito Paul (Matthias Schoenaerts), riceve l’inaspettata visita di Harry (Ralph Fiennes), suo ex e produttore discografico, e della figlia Penelope (Dakota Johnson), ragazza silenziosa ma ammiccante.

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Luca Guadagnino, secondo italiano in gara a Venezia 72, propone sicuramente qualcosa di più disteso e rilassato del primo film in concorso di Piero Messina. Anch’egli ha però a disposizione un cast internazionale di tutto rispetto con due premi Oscar in bacheca (Fiennes con Il Paziente Inglese, Swinton con Michael Clayton) e due interpreti in forte ascesa come Dakota Johnson, che dopo Cinquanta Sfumature di Grigio sta già cercando di darsi un tono decisamente più serio qui a Venezia con Black Mass, e Matthias Schoenaerts, molto convincente in laguna con il suo ruolo in The Danish Girl.

Liberamente ispirato al lungometraggio La Piscina, diretto da Jacques Deray nel 1969, A Bigger Splash si distacca dalla pellicola di riferimento nel ridisegnare i ruoli dei protagonisti. Marianne non è più una giornalista, ma una famosissima cantante (ruolo abbastanza in voga recentemente, come dimostra l’imminente Dove eravamo rimasti con Meryl Streep) e Paul (originariamente Jean-Paul) è un documentarista, non uno scrittore. Ma la vera modifica sta nei toni della pellicola, sostanzialmente schiariti dalla tinta noir originale. Sbagliato dunque parlare di thriller-noir, ma anche la categoria dei drammatici va stretta (oltre ad essere inadeguata) a A Bigger Splash; siamo infatti di fronte ad una dramedy, ibrido di elementi di commedia e dramma propri soprattutto delle sit-com. L’intero intreccio è basato sull’immediato crearsi di un quadrato amoroso che, con il progredire della pellicola, si evolve da una comicità a ritmo di rock n’ roll a una tragedia quasi inaspettata.

Questo mix non aiuta però l’opera. Non è chiaro infatti fino a che punto essa voglia spingersi verso la commedia o verso il tragico. Le due componenti si dividono sostanzialmente le due ore di pellicola: i rilassati toni iniziali lasciano spazio ai dissapori e alle frizioni che si risolvono poi nel discutibile epilogo. Discutibile perché se è vero che l’originario film con Alain Delon si risolveva esattamente allo stesso modo, le aggiunte di Guadagnino non fanno altro che banalizzarne e volgarizzarne i contenuti. Ciò che emerge è una forte mediocrità italiana che non può nemmeno farci sorridere perché ricalca dei luoghi comuni visti e stravisti di cui si potrebbe volentieri fare a meno. L’inserimento di un accenno al tema dell’immigrazione è poi tanto inutile quanto estemporaneo, completamente slegato dalla pellicola, tanto da dare la sensazione di essere inserito in alcuni frangenti tanto per destare dell’insulso clamore intorno alla pellicola. La scena finale è di un ridicolo che lascia attoniti. Non si capisce se è una presa in giro, un’amara rassegnazione alla mentalità italiana o un modo per stemperare il dramma. In ogni caso l’unica cosa che desta è un profondissimo imbarazzo.

Malgrado una prestazione a tuttotondo di Fiennes e una Tilda Swinton che, pur parlando poco (o almeno, esclusivamente sottovoce), sprigiona un’incredibile espressività, vi è ancora una Dakota Johnson che non riesce a scrollarsi di dosso l’aria della “adolescente in subbuglio ormonale” e che, benché in linea con il ruolo della “Lolita di Pantelleria”, non sembra davvero capace di fare molto altro oltre a ciò. A Bigger Splash è insipido, incolore, incapace di convincere in entrambe le sue tendenze. E’ il ritratto di una spiccata mediocrità regista, la stessa mediocrità che il film tanto insiste nel far emergere a più e più riprese.

 

Scheda film

Titolo: A Bigger Splash
Regia: Luca Guadagnino
Sceneggiatura: David Kajganich
Cast : Tilda Swinton, Mathias Schoenaerts, Ralph Fiennes, Dakota Johnson, Aurore Clement, Corrado Guzzanti, Elena Bucci
Genere: Drammatico, Dramedy,
Durata: 120′
Produzione: Frenesy Film Company, Cota Film
Distribuzione: Lucky Red
Nazione: Italia, Francia
Uscita: 26/11/2015

 

Critico cinematografico, giurista e speaker.
Classe ’94, nato insieme a Dookie, Forrest Gump, Pulp Fiction e Le Ali della Libertà, ma con il cuore a Juno.

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