Gears of War: Ultimate Edition Multiplayer – Recensione

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Come promesso, ecco arrivare la parte della recensione relativa al multiplayer di Gears of War: Ultimate Edition, visto che durante la recensione effettuata la settimana scorsa sulle nostre pagine, i server erano ancora chiusi. Al momento posso dire di averlo provato abbastanza per poter dare un maggiore giudizio critico su quella che è anche l’anima di questa saga. Non giriamo con le parole e non basiamoci sui soliti fronzoli e passiamo direttamente al contenuto.

Una volta che deciderete di andare su Versus vi si parerà davanti la scelta di partita classificata e non classificata, accompagnate dall’immancabile partita privata, dove si può trovare la modalità Annex. Le modalità in partita non classificata sono tre: Deathmatch a Squadre, Re della Collina e Zona di Guerra. La prima è nota a tutti in quanto si trova in quasi tutti i giochi che sono muniti di multiplayer. Nella modalità Deathmatch vi ritroverete in un 4 vs 4 con 10 rigenerazioni attive, che una volte terminate, determineranno la vittoria o sconfitta della squadra avversaria. Re della Collina è la classica modalità dove c’è uno spazio creato per guadagnare punti che bisognerà conquistare e presidiare prima degli avversari, per poi difenderlo per tutta la sua durata. Zona di Guerra è invece una variante del Deathmatch a Squadre dove però non ci sono rigenerazioni attive.

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Per quanto concerne le partite classificate, oltre alle prime due modalità sopracitate, Zona di Guerra fa posto ad Esecuzione, una modalità in cui il obiettivo è uccidere gli avversari con un esecuzione, ma sempre senza rigenerazioni attive: una volta morti, dovete contare sugli altri membri della squadra. C’è poi Blitz, una variante di Re della Collina, dove l’unica differenza è la conquista più rapida dell’anello con la possibilità di fare punti presidiandolo. A queste modalità si accompagnano anche Assassinio e Esecuzione Gnasher 2 vs 2, con la prima il cui obiettivo è uccidere il leader nemico e difendere il proprio, mentre la seconda è la più frustrante, con una mappa decisamente piccola e i pompa belli carichi. Con queste si concludono le modalità di Gears of War: Ultimate Edition, quindi possiamo parlare del comportamento e delle meccaniche.

A differenza della campagna, la modalità multiplayer del gioco si presenta a 1080p e 60fps molto solidi, che rendono completamente diversa l’esperienza di gioco. Effettivamente se passate da uno all’altro dovete riabituarvi al doppio della fluidità, ma comunque non è assolutamente un problema, anzi. Per quanto concerne il comportamento dei server, siamo su buoni livelli. Il lag generale che colpiva il primo storico capitolo è del tutto assente: ricordiamo che Gears of War: Ultimate Edition sfrutta server dedicati che permette ai giocatori di tutto il mondo di affrontarsi in un matchmaking diviso per paesi, con un sistema interno di ping. Sarà possibile scegliere la regione di appartenenza che mostrerà un ritardo nettamente più basso e in linea con i dati accettabili richiesti.

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Le armi che saranno disponibili durante il respawn sono le classiche: Lancer, Gnasher, Bomba fumogena e Pistola Snub. Ci saranno poi: Fucile di Precisione, Pistola Boltok, Martello dell’Alba, Hammerbust, Granata, Arco Torque e Boomshot che diversificheranno le strategie di approccio. C’è da ridire sul Gnasher che ancora oggi porta il suo marchio di fabbrica della mira decentrata, con un sistema di bersaglio ancora casuale. Io non lo apprezzo tantissimo, spesso vi ritroverete morti per un colpo di Gnasher così, mentre altre volte li avete davanti e ce ne vogliono almeno tre per buttarli giù. L’arco Torque invece è un’arma completamente Over Power: basterà a malapena caricare il colpo e beccare l’avversario per ucciderlo. Avrei preferito una leggera modifica, ovvero, per uccidere con un solo colpo bisogna caricare bene il proiettile, sennò ci si trova in una forte situazione di pericolo. Ovviamente le mie sono idee o supposizioni, ma quando gli avversari prendono l’Arco Torque e lo sanno usare, la sconfitta è davvero dietro l’angolo. Anche le granate sono, al momento, troppo potenti: l’esplosione copre un raggio troppo largo e in Re della Collina se lanciano una granata nell’anello che presidiate, la morte è quasi assicurata, e se in caso non esplodesse con lei, sarete per un secondo bloccati in balia dei colpi dell’avversario.

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In conclusione…

Gears of War: Ultimate Edition quindi conferma la votazione di 8.5 data nella recensione della settimana scorsa. Il multiplayer è comunque ben caratterizzato e sfrutta a dovere le nuove impostazioni di rete di Microsoft. Il Lag è quasi del tutto assente e le modalità non sono poche. Le armi possono far approcciare alle strategie in modo diverso ogni volta, anche se alcune come descritto di cui sopra, devono essere maggiormente bilanciate. Ad oggi possiamo dire che Gears of War: Ultimate Edition è un degno successore della saga, con un successo di critica e di vendite. Ora toccherà a The Coalition far risalire il brand con Gears 4, gioco in arrivo in esclusiva su Xbox One previsto per il prossimo Natale 2016.

Personaggio particolare, simpatico e con la curiosità di un gatto. Cresciuto a pane e videogiochi, che ha scoperto nei primi anni di età, si è poi appassionato alla scrittura, alla filosofia e al cinema. Fedele al movimento multipiattaforma, che prima o poi metterà la parola fine alla console war.

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